Nel ricordo, sempre vivido, delle 67 vittime di viale Giotto che 23 anni fa lacerarono la città. Ma anche della tragedia di Apricena che si è consumata nelle ultime ore che ha fatto altre vittime innocenti di questa terra in un novembre che da queste parti continua a rimanere nerissimo.
Foggia-Avellino, il monday-night delle 20.30 che conclude la 12^ giornata, si gioca con la morte nel cuore. In campo e sugli spalti, dove si prevede il ritorno del pubblico delle grandi occasioni per una gara che conserva intatto il suo fascino. E che si arricchisce di nuovi e intricanti motivi alla luce anche di quello che è il momento di grande euforia che attraversano le due squadre. Che finora sono state le grandi delusioni della stagione, ma che non è detto non possano restare in lizza per un posto al sole nei playoff.
La grande rincorsa di Foggia e Avellino passa anche dalla incandescente sfida dello Zaccheria, che promette scintille e spettacolo: di qua una squadra (quella rossonera) che con Gallo in panchina in poco più di un mese ha cambiato pelle (10 punti in 5 gare) e che ha saputo ridestare entusiasmi che parevano ormai sopiti; di là un’altra (la formazione irpina) che con la cura Rastelli sembra rigenerata, e guarda ora al futuro con rinnovato ottimismo.
Ci sono tutti gli ingredienti, allora, perché sotto la luce dei riflettori vada in onda una sfida che esalti il magic-moment di due formazioni che vogliono ancora dire la loro in un campionato che, a parte le prime tre piazze monopolizzate da Catanzaro, Crotone e Pescara, ha ancora molto da dire. Soprattutto in ottica quarto posto, che a questo punto può e deve diventare l’obiettivo di stagione di rossoneri e biancoverdi. Ecco perché questi 90’ rappresentano un banco di prova di tutto rispetto per due squadre che intimamente contano di ritrovarsi strada facendo.
Il Foggia, che allo Zaccheria finora ha girato al massimo (vittorie su Francavilla, Crotone e F. Andria) o al minimo (scivoloni con Latina e Pescara), vuole giocarsela con la forza dei nervi distesi che gli deriva da una condizione psico-fisica che con il passare delle settimane si va finalmente assestando: il processo di normalizzazione introdotto dalla nuova area tecnica sta restituendo fiducia ad un gruppo che seppur assemblato senza costrutto, per cifra tecnica può rimanere agganciata ai quartieri alti della classifica. Al pari dell’Avellino, che inizialmente con Taurino ha pagato dazio contro ogni previsione, e che adesso con l’avvicendamento tecnico sembra in grado di risalire in fretta la china.
E’ una gara scomoda per entrambe le contendenti, che però proprio dall’esito del match odierno possono orientare la loro stagione: peccato che il Foggia si accosti ad un appuntamento così delicato con qualche problema di formazione di troppo, Gallo si ritrova con la prima linea spuntata per le concomitanti assenze di Vuthaj (acciaccato e in non perfette condizioni) e D’Ursi (che è sulla via del recupero, ma che sarà tenuto prudenzialmente a riposo). In più non ci sarà nemmeno Di Noia (uscito malconcio a Viterbo), il che costringerà il tecnico milanese a rivisitare anche il reparto di centrocampo. Dove Peralta potrebbe trovare spazio dal 1’ dopo che nelle due ultime uscite (fra campionato e Coppa) ha mostrato evidenti e sostanziali progressi nella sua collocazione in campo.
A provare a scardinare la difesa irpina, invece, ci proverà la coppia nuova di zecca Ogunseye-Schenetti, che non più tardi di mercoledì scorso a Castellammare di Stabia non è dispiaciuta. Sotto la lente di ingrandimento soprattutto l’ex fantasista di Cittadella ed Entella, sinora rimasto ai margini del progetto di ricostruzione di Gallo, e che avrà un’opportunità più unica che rara per riscattare un avvio di stagione fra molte ombre e poche luci.
Rastelli dall’altra parte pare intenzionato ad insistere con il suo 4-3-2-1, il modulo ad albero di natale col quale ha dato la scossa all’Avellino: in difesa mancherà Illanes squalificato per tre giornate, così come Zanandrea che è ancora out per infortunio, e così la coppia centrale sarà ancora composta dal tandem Aya-Moretti. Probabile che Matera rilevi Franco in mediana per garantire maggiore interdizione in mezzo al campo.
I lupi irpini lontano dal Partenio finora non hanno mai pareggiato, idem il Foggia in casa: difficile allora che la notte dello Zaccheria si chiuda con un nulla di fatto. Avanti c’è posto, guai a perdere ulteriore contatto dalla zona playoff.
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