Sì, è mister indovino. Da Rizzo a Schenetti, le soluzioni di Gallo

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Trovare il bandolo della matassa. Questo è stato il mantra che ha accompagnato Fabio Gallo fin dal suo arrivo sulla panchina del Foggia. Un pensiero fisso che, partita dopo partita, ha cercato di inculcare nella mente dei suoi. Giocatori un tempo spaesati, ma che oggi sono in evidente crescita e che si sono messi definitivamente alle spalle il periodo più delicato della stagione.

Tanti i punti raccolti in campionato, come le soddisfazioni racimolate. Su tutte, quelle dei cosiddetti “fuori ruolo” che hanno portato alla svolta definitiva. O, almeno, così si spera. Una lista i nomi che inevitabilmente trova in cima quello di Alberto Rizzo. Da laterale di fascia a braccetto inamovibile della difesa a tre: un percorso a dir poco fruttuoso e al quale sembra puntare adesso anche un altro rossonero: Daniel Leo.

“Lui ha caratteristiche fisiche molto importanti per giocare da braccetto - ha sottolineato Gallo nel post gara di Foggia-Crotone - perché quando ti schieri a tre questi devono essere aggressivi e avere un’ottima frequenza. Leo ha le giuste caratteristiche ed è attentissimo a quel che gli si dice. Si è trovato a fare un ruolo che molto probabilmente non si aspettava di ricoprire e sta rispondendo molto bene”.

Oltre ai risultati ottenuti finora, quello che piace maggiormente del tecnico rossonero, è proprio la sua capacità di entrare nella testa dei giocatori. Pare ci stia riuscendo anche con Andrea Schenetti, il grande assente di questa prima parte di stagione, e che Gallo sta rigenerando: “Si è dimostrato un professionista esemplare - ha evidenziato l’allenatore - soprattutto nei momenti difficili in cui ha giocato poco. Si è sempre reso disponibile con i compagni dispensando tanti consigli. E’ parte integrante di questo gruppo e volevo che lo capisse fino in fondo. Ha giocato in una posizione non sua, ma con le qualità che ha potrebbe farlo senza problemi. Ruolo per il futuro? Il mio obiettivo è quello di inserire sempre maggiore estro in una squadra che per mia scelta è molto fisica e muscolare. Io credo che in quella posizione Andrea possa giocare sia con Petermann che Odjer. Gli ho chiesto di lavorare la catena di sinistra con Costa, ma anche di infilarsi tra le linee e occupare quella che è la sua zona trasformandoci in un 3-4-1-2. Lui però ha fatto anche di più, soprattutto in fase di contenimento con allunghi di 40-50 metri. Segnali di un giocatore realmente all’interno del progetto. Sicuramente questa può essere una soluzione, così come Peralta”.

“In un sistema di gioco come il nostro questi giocatori possono fare la differenza. Ho sempre saputo cosa Schenetti potesse darmi, volevo solo che lo capisse anche lui. L’importante è che senta la mia fiducia, soprattutto quando scelgo un altro giocatore al posto suo. Credetemi, è molto difficile per un allenatore dire ad un ragazzo che giocherà e poi alla fine non succede. Lui è stato bravo e io ho ‘approfittato’ della sua professionalità cercando di non perderlo. Col Crotone ha dato dimostrazione di essere nel progetto. Può essere la ciliegina in più per il nostro gruppo”.

Se Gallo dovesse riuscire nel suo intento sarebbe soltanto l’ennesima conferma della sua straordinaria capacità di tenere tutti sul pezzo: dal primo all’ultimo giocatore. Sull’argomento il tecnico di Bollate si è espresso così: “Per un allenatore è una buona cosa convivere con questi problemi. Perché avere delle difficoltà nelle scelte significa che il lavoro della squadra e dello staff sta portando i frutti sperati. Ad esempio Peschetola, insieme a Iacoponi, è quello che ha giocato di meno e sofferto di più. Però come Schenetti ha sempre lavorato al massimo e con una voglia di appendere unica. Questo è quello che voglio dalla mia squadra”.

Sulla Coppa Italia ed una possibile vittoria finale ha poi chiosato: “Arrivare ai quarti di finale ed essere tra le prime otto credo sia qualcosa di gratificante per l’intero mondo rossonero. Sicuramente proveremo ad arrivare fino in fondo con la possibilità di utilizzare quei giocatori che finora hanno giocato meno. Gli stessi che hanno dimostrato mercoledì sera si saper fare e questo per un allenatore è una cosa stupenda”.

Roberto Ciavarella

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