L’orgoglio di affrontare il Mito. Cioè la squadra dei sogni, che ai tempi di Zemanlandia gli ha procurato emozioni forti. E che gli ha fatto correre i brividi lungo la schiena. Nicola Grieco 30 anni dopo (e nei panni di presidente) sta per sfidare il Foggia con il suo piccolo-grande Audace Cerignola, e chissà cosa avrebbe dato per farlo con il Maestro Zeman ancora dall’altra parte.
Dovrà invece accontentarsi (si fa per dire) di Fabio Gallo, che coi suoi terribili monelli da quando è arrivato in panchina ha cambiato volto ai rossoneri. Che ora si son messi in testa di dare la scalata al quarto posto e di tornare protagonisti.
Grieco è particolarmente curioso di giocarlo questo derby di Capitanata, che in Serie D gli ha regalato solo amarezze e che in terza serie sta per tornare addirittura dopo 85 anni: primo perché avrà l’opportunità di misurarsi con il club capofila di provincia, e secondo perché potrà verificare i progressi dell’undici di Pazienza, che è neofita della categoria, e che pure fino ad oggi in campionato non ha sfigurato.
Anzi. “Sarà per me il derby playoff”, dice impettito il patron dei gialloblu, che è imprenditore lungimirante ed ambizioso.
E che del calcio sta scoprendo e facendo suoi tutti i segreti. Domenica sarà in tribuna con la sua famiglia, a godersi in prima fila lo spettacolo, il derby promette scintille, le due squadre ci arrivano reduci entrambe da un buon momento, e quindi c’è da scommettere che il match non tradirà le attese della vigilia.
A non stare nella pelle, però, è soprattutto la famiglia Grieco, che sta portando avanti con successo da qualche tempo la bella favola dell’Audace, e che nel giro di pochi anni ha pilotato dalla Prima Categoria fino alle soglie del calcio professionistico.
Nicola Grieco ha già anticipato che sottoscriverebbe per un pareggio, sa che affrontare il Foggia in questo momento non è il massimo, e quindi firmerebbe ad occhi chiusi per la divisione della posta in palio. Pur potendo disporre del piccolo vantaggio di potersela giocare a porte chiuse, senza cioè la pressione di uno Zaccheria che quando vuole fa sempre e comunque paura. Già lo Zaccheria, lo scrigno dei suoi ricordi giovanili a tinte rossonere. Inconfondibilmente.
In C di fronte dopo 85 anni: Foggia-Cerignola è di nuovo realtà...
Ed è bellissimo ritrovare il derby di Capitanata in terza serie, una rarità. L’ultimo l’ho vissuto in D qualche stagione fa e all’andata come al ritorno raccogliemmo solo le briciole. Nel senso che perdemmo entrambe le gare e quindi rimasi con l’amaro in bocca. Mi auguro che stavolta possa andare diversamente.
Com’è il derby di Nicola Canonico?
Con il trascorre delle ore l’adrenalina inevitabilmente sale, anche se cerco di pensarci il meno possibile. Con la squadra però con la quale sono in contatto quotidiano l’argomento è caldo, i ragazzi sanno bene che col Foggia non può essere una partita qualunque, scontato che si finisca con il discutere di questi prossimi 90’ che ormai si profilano all’orizzonte. Sarà una sfida elettrizzante, da gustare fino in fondo attimo per attimo. Almeno per me sarà così. Di gare con le altre corregionali ne abbiamo già giocate in questa prima parte della stagione, ma il match di domenica prossima ovviamente lo sentiamo a noi più vicino, ci appartiene di più. Si tratta di una partita affascinante, per la quale c’è un trasporto tutto particolare, ci sentiamo onorati di poterci misurare con il Foggia. Per quello che è attualmente, e per tutto quello che ha rappresentato nel panorama calcistico nazionale.
Per l’Audace è un punto di arrivo o di partenza potersi confrontare con la squadra della città capoluogo?
Decisamente un punto di partenza, perché da neo-promosso il Cerignola si accosta a questa sfida com’è giusto che faccia, in punta di piedi e con grande rispetto per l’avversario. Ecco, direi che c’è grande orgoglio in tutto l’ambiente di poter affrontare il Foggia sul palcoscenico della C. Con la consapevolezza di poter reggere il confronto con una formazione che è stata costruita per vincere ed arrivare lontano. A differenza nostra, che per questa stagione dobbiamo solo pensare a raggiungere l’obiettivo dichiarato della salvezza e a preservare la categoria.
Eppure vi divide solo un punto dai rossoneri, e fino ad una settimana fa eravate addirittura davanti in classifica...
Vero, ma non ci siamo mai fatti particolari illusioni, e siamo rimasti sempre con i piedi ben saldi per terra. Questo è un campionato del tutto nuovo per noi, lo stiamo scoprendo strada facendo e devo dire che presenta innumerevoli insidie. Abbiamo solo da imparare e fare esperienza in prospettiva. Tutto ciò che viene è di guadagnato, ho sempre sostenuto in dall’inizio che solo se avremo grande umiltà centreremo il nostro traguardo finale.
Eppure finora a rubare la scena è stata più la sua squadra che non il Foggia.
Ah, se è per questo devo anche aggiungere che la nostra classifica a mio avviso non rispecchia fedelmente chi siamo, fossimo stati quinti non ci sarebbe stato da gridare allo scandalo. Ci mancano 3-4 punti, purtroppo alcune decisioni arbitrali ci hanno penalizzato. Ma non ne facciamo un dramma, ci mancherebbe. Diciamo che la classifica ci va bene per quella che è e ce la teniamo stretta.
Come arriva il suo Cerignola a questa gara?
Acciaccato, ed è un peccato perché mi sarebbe piaciuto giocarla alla pari con il nostro avversario con tutti gli effettivi a disposizione. Invece non sarà così, l’infermeria è affollata, non so quanti alla fine ne riusciremo a rimettere in piedi. Anche se poi le vie del Signore sono infinite...
Non mi dica che vi presenterete remissivi allo Zaccheria. E’ solo pretattica?
No, ma dobbiamo fare i conti con squalifiche ed infortuni. Domenica, è inevitabile, scenderanno in campo diversi under. Ben oltre il numero che solitamente ne utilizziamo in campionato. Non mi nascondo, sottoscriverei fin d’ora un bel pareggio...
Già, anche se poi giocarla questa partita a Foggia e a porte chiuse, almeno inizialmente per voi può rappresnetare un piccolo vantaggio da sfruttare.
Dipende, glielo saprò dire solo al 90’. Può essere, perché i giovani non sempre reggono al meglio le pressioni. E lo Zaccheria sotto questo punto di vista è uno stadio particolaremnte caldo, nel quale occorre la giusta personalità.
Certo è che sarà un derby in tono minore, senza la presenza delle opposte tifoserie sugli spalti.
Decisamente, e si tratta di una sconfitta per il calcio. Questo è un appuntamento che i nostri tifosi aspettano con impazienza da inizio stagione, ci avrebbero seguito in massa a Foggia, sono convinto che sarebbe stato un bellissimo spot per tutta la Lega Pro. Che, in qualche misura, avrebbe anche contribuito a cancellare le ultime polemiche seguite alla gara con l’Avellino. Non è giusto che per pochi, a pagare siano in tanti.
L’Audace è incerottato, e invece la formazione di Gallo come ci arriva al derby?
Sicuramente ringalluzzita dagli ultimi risultati che l’hanno rilanciata in classifica. Il trend dei rossoneri è di tutto rispetto, 14 punti nelle ultime 7 gare la dicono lunga sul loro stato di forma, e fanno del Foggia la squadra del momento. Alla pari delle battistrada. No, non sarà per nulla facile per noi.
Un giocatore che ruberebbe ai cugini domenica prossima in campo?
Dico un nome su tutti, Petermann. Per loro è fondamentale, in mezzo al campo sa dettare i tempi ed è sempre nel vivo del gioco. Tanta roba, insomma. Non nascondo che ci siamo interessati a lui l’estate scorsa, avremmo voluto portarlo a Cerignola, avrei fatto volentieri un sacrificio pur di riuscirci. Ma in gioco poi entrano altri fattori, i soldi sono importanti e spesso orientano le scelte dei calciatori, ma quando poi devi optare fra Foggia e Cerignola, ovviamente propendi per la prima soluzione. Inevitabile. Noi siamo neofiti della categoria, anche se ci stiamo facendo conoscere anche in C, in giro si sa della solidità e dei progetti del club, pian piano, vedrete, il vento girerà.
Il Foggia per voi dell’Audace era e rimane un modello al quale ispirarsi?
In generale sì, perché è la storia del club a dirlo. E noi che siamo una piccola realtà non possiamo pensare improvvisamente di poter diventare capofila della provincia calcisticamente parlando. Per me poi il Foggia va oltre le considerazioni di questo tipo. E sa perché? Io sono stato sempre un grande appassionato dei colori rossoneri fin da ragazzo. Stiamo parlando dei favolosi anni ‘90, che al Foggia hanno regalato grazie a Zeman la celebrità. Chi non ha visto in quello straordinario periodo almeno una partita in A allo Zaccheria? Io una domenica, e l’altra pure, al fianco di mio padre ero in tribuna a stropicciarmi gli occhi. In quella squadra oltre che tanti campioni, c’erano anche tanti amici: Biagioni, Seno, Roy, il compianto Franco Mancini. Diversi di loro abitavano sopra il primo punto vendita ProShop che in assoluto con la mia famiglia aprimmo in città. C’è dunque anche una questione affettiva e sentimentale che mi lega a quella straordinaria formazione. Beppe Signori era fra quelli che spesso veniva ad acquistare al nostro negozio. Quanti ricordi...
E’ solo un caso che ci sia tanto Foggia nel Cerignola attuale?
Direi proprio di sì, anche se per strutturarci adeguatamente per la C ci siamo guardati attorno ed abbiamo cercato il meglio in circolazione. Anche perché ritengo che il risultato del campo inevitabilmente sia frutto di tutto ciò che gira attorno alla partita nel corso della settimana. E quindi bisogna essere al passo con i tempi e non restare indietro. Soprattutto chi come noi fino ad una stagione fa era ancora fra i dilettanti. Con noi ormai da qualche tempo c’è il ds Di Toro che vive a Foggia e che in rossonero ha vissuto una parentesi importante prima come calciatore e poi come dirigente, idem dicasi per il nostro allenatore Pazienza che è da due stagioni con il Cerignola, ma che calcisticamente si è formato nel capoluogo. Foggiani sono anche i suoi collaboratori La Porta e Cagnazzo, in Primavera c’è anche Gaetano Pavone, figlio di Peppino, la mente di Zemanlandia. E poi, non lo dimentico, c’è Gianni Francavilla, che per noi è stato un grande acquisto: un segretario con la S maiuscola, come ce ne sono davvero pochi in circolazione. Meglio per noi.
Il Gruppo Grieco è ormai un colosso affermato sul territorio e non solo, unanimemente riconosciuto come lo specialista dell’igiene di casa e della persona. Normale dunque che il vostro nome in passato a più riprese sia stato accostato al Foggia. Soprattutto quando all’orizzonte si profilava un cambio al bastone di comando.
Beh, effettivamente c’è stato un momento in cui si è mosso qualcosa in questa direzione, ma forse non c’erano i presupposti ideali. E poi in quella fase probabilmente non era nemmeno giusto mollare il progetto-Audace che oggettivamente ci sta regalando diverse soddisfazioni.
E in futuro?
Chi vivrà vedrà: guardi, oltre che il presidente di un club sono un grande appassionato di calcio. E sono ambizioso. Non le nascondo che in passato è balenata l’ipotesi Bari prima, e poi un pensierino ce lo abbiamo fatto anche al Parma. Si tratta di due sodalizi che hanno una storia ed un blasone riconosciuti, oltre che un bacino di utenza di un certo spessore. Questo per dire che il nostro gruppo è nella condizione eventualmente di far fronte anche ad un certo tipo di investimento.
Il presente però si chiama più che mai Cerignola, no?
Assolutamente sì, e le aggiungo che siamo già al lavoro per prepararci a vincere nuove scommesse. Il nuovo stadio, innanzitutto: il Monterisi ormai è obsoleto, per crescere e puntare in alto occorre una struttura adeguata, mi sembra ovvio. Per fortuna siamo in perfetta simbiosi con la nuova amministrazione comunale che ci supporta adeguatamente nel nostro percorso di crescita. In più stiamo ipotizzando anche l’allargamento della base societaria per diventare ancora più forti. E devo aggiungere che l’imprenditoria locale non sta rimanendo sorda alle nostre sollecitazioni. Buon segno, vuol dire che i nostri sforzi sono apprezzati.
Ci sta per caso dicendo che fra qualche anno l’Audace in B potrebbe essere molto di più che un sogno irrealizzabile?
No, non corriamo troppo con la fantasia. Non sto anticipando nulla, sto soltanto evidenziando le oggettive criticità di una piazza come la nostra. Che per ovvie ragioni non ha, né può pensare di raggiungerla, la dimensione di Foggia, tanto per intenderci.
Già, anche se poi da quelle parti non è che se la stiano passando tanto bene a livello societario...
Non mi permetto di entrare nel merito di situazioni che non conosco. Mi limito a guardare il campo, e devo dire che lì con l’avvento di Gallo la musica è davvero cambiata. In tutti i sensi.
Domenica sarà allo stadio con tutta la famiglia?
E vuole che mi lasci sfuggire una occasione come questa? Certo che ci sarò, e sarà una sofferenza incredibile. Penso che anche i miei fratelli ci saranno, a cominciare da Francesco che è il vice-presidente e che è un grande tifoso del Cerignola. Gianluca invece vive a Foggia, e quindi immagino che pure lui assisterà alla partita. Quanto a papà Michele non so alla fine cosa deciderà di fare. Finora è stato molto vago, non si è sbilanciato. Credo che però alla fine si deciderà anche lui a non mancare a questo appuntamento con la storia. Lui è il capostipite della famiglia Grieco, dovrà dare il buon esempio.
L’etichetta di Nicola Grieco per questa sfida...
Loro noni, noi decimi. E’ un derby-playoff. Lo dice la classifica.
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