Tre schiaffi che hanno fatto rumore. E che riportano bruscamente il Foggia con i piedi per terra. Il trauma da derby non è stato ancora assorbito e i segni di una sconfitta inattesa almeno quanto meritata chissà per quanto tempo se li porteranno dentro Fabio Gallo e i suoi.
Usciti a pezzi dalla sfida con i cugini dell’Audace Cerignola, che alla fine quasi non credevano ai propri occhi di aver ribaltato una gara che dopo quasi un’ora pareva ormai indirizzata verso un esito fin troppo scontato: la vittoria del Foggia, ovvero della squadra che dopo il 2-0 di Peralta era schizzata addirittura al quinto posto in classifica, lì dove forse nemmeno il più ottimista dei suoi tifosi poco meno di due mesi fa avrebbe osato immaginarla.
Il gol di Neglia al tramonto del match ha invece poi riportato alla cruda realtà, in soli 23’ si è completata la remuntada gialloblu e i rossoneri si sono così ritrovati in un batter d’ali ai margini della zona-playoff. Cosa sia realmente accaduto nella ripresa a Di Pasquale e soci che parevano in assoluto controllo della gara è difficile spiegarlo, la metamorfosi che ha portato all’incredibile ribaltone probabilmente è stata figlia di un atteggiamento sin troppo supponente di una squadra che seppure avanti di due gol, già nei primi 45’ aveva avuto alcune avvisaglie sulle insidie che il match poteva ancora nascondere.
Gallo alla fine, probabilmente anche per difendere il gruppo dalle critiche che inevitabili gli sono piovute addosso copiose, ha voluto assumersi in prima persona la responsabilità di una sconfitta che è dura da digerire per il modo in cui è arrivata. Ma ovviamente lui per primo sa che soprattutto nel secondo tempo non sono state rispettate le consegne in campo. E più di qualcuno dei suoi ha tirato inopportunamente, e con largo anticipo, i remi in barca.
Consentendo all’Audace di prendere coraggio e di rientrare in partita. Facendo leva anche su una brillantezza fisica che invece i rossoneri sono andati via via smarrendo. Resta in ogni caso la figuraccia rimediata contro un avversario che per motivazioni messe in campo ha nettamente soverchiato il Foggia. Davide ha battuto Golia, e il giorno dopo è normale che in casa rossonera ci si lecchi le ferite dopo il tracollo nel derby: è stata una lezione salutare per il futuro, e mentre a Cerignola ancora non si capacitano per l’impresa storica compiuta allo Zaccheria, in città ieri ci si interrogava sui motivi che hanno portato al flop contro i cugini in una domenica bestiale che si spera adesso non si porti dietro strascichi pericolosi.
Stop al magic-moment dopo otto risultati utili consecutivi (Coppa inclusa) si torna a fare i conti con una sconfitta (la seconda della gestione-Gallo), sicuramente quella che fa più rumore per il modo in cui è arrivata. Occorrerà resettare in fretta e ripartire senza ulteriori tentennamenti, in questo senso la trasferta di Viterbo di domenica prossima contro il Monterosi servirà subito a capire se l’ultimo ko potrà o meno avere ripercussioni sull’umore di una formazione che, dal match con il Crotone in poi, si era scrollata le ansie e le titubanze del primissimo scorcio di stagione.
Le presunte amnesie di Gallo per alcuni cambi in corsa che hanno sollevato qualche sterile polemica lasciano il tempo che trovano, il tecnico di Bollate che finora ha brillato per alcune fortunate intuizioni che hanno rianimato il Foggia ha solo cercato nella ripresa di immettere forze fresche e ridare equilibrio ad una squadra che è caduta nella trappola dell’Audace. Che è venuta fuori alla distanza e che giocando sul fattore sorpresa ha dimostrato quanto conti inseguire fino in fondo il risultato.
Da oggi alla ripresa degli allenamenti Fabio Gallo dovrà lavorare soprattutto sulla testa dei suoi, ma al di là di una sconfitta che brucia, ad emergere sono i limiti caratteriali di un gruppo che già sotto la gestione-Boscaglia aveva palesato diversi passaggi a vuoto. Assieme ad un gap strutturale che fa tornare di stretta attualità la necessità di dover attingere a piene mani dal mercato suppletivo di gennaio per porre un argine alle falle che il recente trend positivo in campionato ha mascherato.
Anche contro il Cerignola sono venute a galla lacune difensive piuttosto lampanti, Malomo continua a palesare più di qualche amnesia, lo stesso Nobile non è parso esemplare in alcuni interventi, soprattutto in occasione del terzo gol preso. A centrocampo, poi, si confermano i disagi di Di Noia, a malpartito quando la gara nella ripresa è salita di tono, mentre anche in prima linea l’albanese Vuthaj, viceversa grande protagonista nella vittoria di Monopoli, è apparso per lunghi tratti assente ingiustificato. Meglio allora, forse, che sia arrivato questo passo falso inatteso nel derby.
Che da un lato farà ritrovare al gruppo lo spirito giusto per rimettersi da subito in careggiata. E che dall’altro stimolerà a interventi mirati sul mercato di riparazione per garantire a Gallo quei tasselli (non meno di 4-5) che gli possano consentire di raggiungere l’obiettivo playoff. Che resta sempre alla portata in questa stagione partita fra gli squilli di tromba, e che si spera non si riveli poi all’atto pratico fallimentare.
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