Un uomo solo al comando. E’ la condizione che, suo malgrado, si trova costretto a vivere Fabio Gallo, e che una volta di più è balzata agli occhi a margine della sconfitta rimediata dal Foggia contro il Giugliano.
Una debacle soprattutto psicologica, che delinea fin troppo bene il momento complicatissimo che sta vivendo l’allenatore insieme ai suoi ragazzi: “E’ stata una prestazione inqualificabile - ha sottolineato il tecnico nel post gara di Giugliano -. Non ho mai visto la squadra giocare così male, senza determinazione e scollegata in ogni fase della partita”.
Parole crude, che si coniugano alla perfezione con ciò che sta vivendo il tecnico di Bollate in questo frangente: un pericoloso isolamento. Rimarcato anche dalle sue riflessioni su quello che potrebbe essere il futuro del Foggia in campionato anche in ottica mercato: “In questo momento sarebbe innanzitutto importante capire con chi devo parlare, il resto poi si vedrà”.
Mai finora Gallo si era sbottonato a questo punto. Un segnale pericoloso, figlio di tutte le difficoltà che l’allenatore milanese continua a vivere ormai da qualche tempo. Il vuoto lasciato da una società che è praticamente inesistente non può che avere degli inevitabili riflessi in campo. Nella testa dei giocatori e nelle loro prestazioni. Ed i cui effetti ora potrebbero compromettere l’andamento della stagione, che solo qualche giornata fa sembrava avviata a regalare qualche piacevole sorpresa.
Adesso, invece, il timore più diffuso tra la tifoseria è che le parole del tecnico possano definitivamente contaminare anche la tranquillità (già fragile) dell’intero gruppo: una preoccupazione tutt’altro che esagerata, soprattutto guardando agli ultimi risultati. Il flop contro il Giugliano ha dato la netta sensazione che lo spirito che ha sempre contraddistinto la sua squadra stia pian piano scemando.
Segnali premonitori che hanno iniziato a prendere forma già con la sconfitta casalinga contro il Cerignola, con quel 2-3 (il secondo contro una neopromossa ndr) che ha messo in evidenzia il precario equilibrio mentale della squadra. Da quel momento il Foggia non ha fatto altro che continuare la sua personalissima discesa nel pericoloso pantano dei problemi: “Non posso negare che la realtà che stiamo vivendo non possa influenzare i giocatori - aveva sottolineato Gallo qualche giorno fa -, ma quando si gioca non bisogna pensare ad altro”.
Un chiaro monito indirizzato ai suoi per un campionato che resta ancora tutto da giocare. Che evidentemente però non deve essere stato recepito vista la batosta con il Giugliano. Un altro passo falso che per il tecnico del Foggia può essere evitato in un solo modo: “Abbiamo bisogno di fare un bagno di umiltà. Quando viene meno lo spirito che ha contraddistinto la nostra risalita, emergono i problemi. Dobbiamo ritrovare consapevolezza nei nostri mezzi”.
Quella stessa che il popolo rossonero spera possa riacciuffare nel minor tempo possibile, soprattutto in un momento così delicato. Perché se è vero che la società pare ormai allo sbando, la squadra può ancora contare sull’unica certezza del suo campionato: Fabio Gallo. Il solo che ad oggi sia riuscito a dare un senso alla stagione dei rossoneri.
Roberto Ciavarella
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