Foggia, c’è da scalare l’Everest

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C’è da scalare l’Everest. Inutile farsi illusioni. Più si avvicina l’impegno di lunedì sera con il Catanzaro-monstre che sta facendo il vuoto in campionato, e più prende quota la sensazione che sia sfida impari quella che sta per andare in onda allo Zaccheria.

Meglio non farsi illusioni, pensare di ripetere il bis di Coppa e di contrastare il passo ciclopico della capolista può solo alimentare aspettative che poi rischiano di essere disattese. Perché il divario fra i due organici è netto, ed i 25 punti di differenza che oggi dividono il Foggia dal Catanzaro racchiudono tutta la differenza esistente fra le due formazioni. Poi però è anche vero che il calcio è strano, e che le sorprese sono sempre dietro l’angolo.

Dunque ci potrebbe anche stare che l’undici di Fabio Gallo possa fare lo sgambetto a quello di Vincenzo Vivarini. Anche se oggettivamente in percentuale non può essere accreditato più di un 20-30% di probabilità a Di Pasquale e soci di uscire indenni dallo scontro con i giallorossi calabresi. Che dispongono di un organico che non ha eguali nel raggruppamento e che, per distacco, è nettamente superiore a tutti gli altri.

Elementi del calibro di Brighenti, Situm, Vandeputte, Biasci e Iemmello non sfigurerebbero nemmeno in una formazione di B da medio-alta classifica, lunedì sera in campo il Catanzaro si presenterà con 11 undicesimi diversi rispetto a quelli schierati mercoledì in Coppa, il che vorrà dire che giocheranno i titolarissimi che stanno dominando a mani basse il campionato, e che per tutta la settimana hanno preparato a dovere il posticipo dello Zaccheria.

A differenza del Foggia, che gioco forza sarà per almeno 7-8 effettivi lo stesso che ha appena guadagnato l’accesso alla semifinale della competizione che ora per i rossoneri può rappresentare la scorciatoia per i playoff.

Il Catanzaro fa paura, è lanciatissimo verso la B e viene annunciato particolarmente arrabbiato dopo la prima sconfitta stagionale rimediata in settimana proprio a Foggia: è una stagione sotto certi versi irripetibile quella che sta conducendo la formazione calabrese, che si conferma fra le migliori d’Europa nella speciale classifica di rendimento che oltre a Manchester City e PSG include anche Barcellona e Bayern Monaco. Sono numeri impressionati quelli finora inanellati dal Catanzaro, che è reduce da 7 successi di fila e che nelle precedenti 17 gare ha colto 15 vittorie e concesso solo due pari agli avversari (nell’ordine Audace Cerignola ed Avellino, entrambi in trasferta).

Segnando una montagna di gol (49, ad una media di quasi 3 centri ogni 90’) a fronte dei soli 7 al passivo. Quello che più preoccupa, in chiave Foggia, è che lontano dal Ceravolo i giallorossi hanno già vinto 6 volte e quasi sempre di goleada (0-3 a Taranto, 0-4 a Torre del Greco, 0-4 ad Andria, 0-3 a Pescara), dando sempre l’impressione che quando alzano i ritmi non ce n’è davvero per nessuno.

A tale strapotere cosa potrà opporre il Foggia è difficile stabilirlo. Il successo di Coppa ha ridato animo ai rossoneri di Gallo e se non altro creato un briciolo di suspence in più per un match che ha una favorita d’obbligo. Che, oltretutto, avrà l’innegabile vantaggio di giocare nel deserto dello Zaccheria, e senza dunque alcun tipo di pressione esterna. Tutt’altro contesto rispetto a quello che andò in onda nella scorsa stagione, quando il Catanzaro impartì una severa lezione al Foggia di Zeman, imponendosi di goleada 2-6 nei 90’ che si portarono dietro un vespaio di polemiche che coinvolsero in prima persona l’attesissimo ex Pietro Iemmello. Che in queste ultime ore è tornato a parlare dello spiacevole episodio che lo ha visto protagonista lo scorso anno.

Iemmello ha usato parole assai concilianti, evitando di alimentare ulteriormente il fuoco della polemica: “Stavolta sarà tutto diverso - ha detto -, si giocherà a porte chiuse, quindi se mi dovessi far dei pensieri poi non li andrei a elaborare perché comunque la partita è senza tifosi sugli spalti. Per quello che è successo, mi riallaccio al discorso di De Zerbi: lui mi chiamò 5-6 giorni dopo, dicendomi ‘Foggia è questa, la conosci. Per il troppo amore che provava per te, poi ha fatto quello che ha fatto’. Condanno sicuramente l’episodio che è accaduto, ma di Foggia ho bei ricordi: ho iniziato lì a cavalcare la mia carriera, ad essere calciatore, di Foggia ho solo ricordi belli e quella dell’anno scorso non può essere che una parentesi. Dispiaciuto e amareggiato sicuramente lo sono tuttora. Ripeto, condanno il fatto in sé e per sé, però non riesco a provare odio o rabbia nei confronti di una tifoseria che mi ha fatto sentire sempre importante e acclamato quando doveva acclamarmi. Per me è finita lì, è una parentesi che si è aperta e chiusa in quel preciso istante”.

Con Iemmello in campo si rivedrà anche il difensore Martinelli, assente allo Zaccheria la scorsa stagione, mentre l’ex capitano rossonero Alessio Curcio con ogni probabilità partirà dalla panchina.

Fabio Gallo spera invece di recuperare in tempo utile Davide Petermann, uscito malconcio mercoledì pomeriggio per un colpo subìto al volto: alla fine il metronomo del centrocampo dovrebbe farcela, troppo importante la sfida per marcare visita, pronto anche a indossare la mascherina protettiva pur di non mancare. In una gara così delicata difficile rinunciare ad uno come lui, che sa dettare i tempi ed impostare la manovra dalle retrovie. Esattamente quello che serve al Foggia per tentare di imbrigliare i calabresi e rallentarne la marcia irresistibile.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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