Ufficialmente non vende, rifiuta qualunque tipo di offerta e va avanti nel suo squinternato progetto di demolizione del Calcio Foggia 1920. Ma sottotraccia starebbe dialogando con chi non dà troppo peso ai conti attuali del Foggia, e si sarebbe dichiarato disponibile a comprare a scatola chiusa.
Nicola Canonico una ne fa e cento ne pensa: appena è stato riabilitato ed è tornato a esercitare la sua funzione di presidente all’interno del Cda rossonero ha fatto intendere a chiare lettere che il club non sarebbe in vendita semplicemente perché non ha alcuna intenzione di mollare. Ed anche di fronte a due manifestazioni di interesse circostanziate che hanno preso forma da un mese a questa parte sarebbe del tutto indifferente. O almeno, così lascia intendere.
Poi però dà mandato all’amministratore unico di Corporate Investments Group (che controlla il Calcio Foggia) Carbotti di sondare il terreno per verificare fino a che punto possano esserci margini di trattativa. Dettando ovviamente le proprie condizioni. Che ieri hanno portato i due professionisti foggiani mandatari del gruppo industriale interessato a subentrare a diramare una nota con la quale si scrive la parola fine anticipata ad una ipotesi di cessione del club che a questo punto non entrerà mai nella sua fase viva.
“Facciamo seguito all’incontro del 6 dicembre scorso e alla pec inviata in data 16 dicembre u.s. ai soci del Calcio Foggia 1920 nella quale i professionisti de Filippo e Perretta hanno indicato in modo chiaro e preciso quali fossero le condizioni basi di un’operazione di tal genere per iniziare una full due diligence propedeutica all’eventuale formulazione di un’offerta irrevocabile di acquisto sull’intero pacchetto societario del Calcio Foggia”.
“I precitati professionisti hanno evidenziato l’assoluta necessità di mantenere riservato il nominativo del gruppo industriale europeo sino al closing dell’operazione al fine di non pregiudicare le trattative e tutelare il marchio della società. Assolutamente prive di fondamento si sono appalesate le richieste fantasiose avanzate dal socio di maggioranza in risposta al suddetto incontro ed alla pec su versamenti di ingenti somme in denaro (500mila euro) da parte dell’investitore solo e soltanto al fine di poter accedere alla documentazione fiscale/contabile e legale del Calcio Foggia. Anche le garanzie richieste al gruppo industriale si rilevano in tutta la sua genericità ed indeterminatezza...”
“Certamente il gruppo industriale europeo ha già imbastito per linee generali quali possano essere le linee programmatiche anche a livello sportivo, ma non ritiene che tale passaggio debba essere rivelato in tale fase. Il gruppo industriale europeo è pronto a rilevare il Calcio Foggia 1920 con un piano di risanamento industriale ed economico, laddove la full due diligence lo accerterà, che non ha precedenti nella storia del calcio dauno con investimenti importanti non solo a livello sportivo, ma anche con la creazione di strutture idonee ad assicurare longevità e stabilità alla società calcistica. Non è minimamente immaginabile comprare una società di calcio a ‘scatola chiusa’, così come è assurda qualsiasi richiesta rivolta ad un potenziale acquirente di dover indicare la propria solvibilità in una fase preliminare”.
“Il gruppo non intende sottostare in alcun modo a evidenti storture e pretestuose richieste che hanno soltanto il fine di procrastinare un investimento da parte di un soggetto serio e determinato che non ha alcuna necessità di trovare consenso all’esterno. Il nominativo del gruppo e le legittime garanzie potranno essere rilasciate e/o attivate soltanto e unicamente in una fase avanzata della trattativa allorché le parti, anche con la sottoscrizione di una lettera di intenti, avrebbero concordato la successive fasi prodromiche alla firma di contratti anche a effetti anticipatori quali un contratto preliminare di cessione quote ovvero sottoscrivere direttamente un contratto definitivo di compravendita innanzi al notaio”.
“I professionisti si sono messi a disposizione sin da subito per accelerare le operazioni in parola, offrendo la massima disponibilità ad un incontro per le firme di rito sull’accordo di riservatezza e soprattutto per avviare la fase della full due diligence. I predetti professionisti ritengono, allo stato, di non voler dar seguito ad altre fasi e di voler, pertanto, ritirare per conto del gruppo industriale europeo la manifestazione di interesse in quanto non sussistono le condizioni di legalità per procedere”.
“Tale passo indietro risulta doveroso sia per evitare strumentalizzazioni sia per non interferire in un momento topico del campionato dove l’undici rossonero, grazie al pregevole apporto dato dal Mister Gallo, ha saputo recuperare tranquillità e serenità ed invertito una rotta conseguendo buoni risultati sportivi sul campo che potrebbero sfociare in altrettanti risultati meritori. Il gruppo resta comunque a disposizione per proseguire nella trattativa solo ed unicamente alle condizioni indicate dai professionisti nella propria pec del 16 dicembre”.
“Infine, il gruppo industriale europeo, per il tramite dei suoi professionisti, augura all’attuale compagine societaria ed ai suoi soci di proseguire nel suo progetto sportivo con i necessari e dovuti investimenti per assicurare e garantire una continuità e solidità economica/finanziaria ad una società gloriosa e prestigiosa come il Calcio Foggia 1920 ed evitare di disattendere le aspettative legittime del suo impareggiabile popolo rossonero che resta un patrimonio di assoluto valore per una società calcistica”.
Sin qui la nota diffusa ieri che comunque uno spiraglio ancora aperto lo lascia, seppure se alle condizioni dettate dal gruppo interessato. Difficile però a questo punto che patron Canonico replichi, anche perché in questa fase preferirebbe dialogare con il referente dell’altra manifestazione di interesse d’oltremanica. Che non sarebbe interessata a troppe verifiche contabili. E che quindi potrebbe essere, sotto tutti i punti di vista, la soluzione ad hoc.
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