Il Foggia che ha ripreso a correre e che punta ad un girone di ritorno da protagonista ha ritrovato il suo giocatore più atteso: Andrea Schenetti. Il fantasista rossonero è stato artefice di un’altra prestazione di contenuti contro la Turris.
La seconda consecutiva in campionato dopo quella contro il Catanzaro. Poco meno di 180’ in cui l’ex Entella ha iniziato a mostrare i primi concreti segnali di una ripresa che sembra aver definitivamente superato la sua fase più critica. Una buona notizia soprattutto per Fabio Gallo, che da qualche tempo a questa parte può finalmente contare sulle qualità del suo giocatore di maggior talento.
Un dieci completo, totalizzante che in queste ultime due gare ha preso in mano le redini della squadra. Un evidente miglioramento, che a bocce ferme potrebbe essere attribuito a diversi fattori. Il primo sicuramente riguarda la sua nuova posizione in campo: “Stiamo lavorando affinché possa giocare anche come play davanti la difesa - aveva sottolineato Gallo qualche tempo fa, quando la sua permanenza pareva appesa ad un filo -, vedremo se riusciremo a fare qualcosa in questo senso”.
Il numero sette rossonero da quel momento ne ha fatta di strada, il ruolo di regista lo ha continuato a ricoprire, ma senza mai entusiasmare. A concedergli credito è stato Gallo, che nel giro di poco tempo è riuscito a ritagliargli una posizione del tutto nuova in campo: quella di intermedio di centrocampo, ben lontano dalla cabina di regia, ma che gli ha in ogni caso consentito libertà di movimento. Non è un caso che dai suoi piedi nell’ultima sfida di campionato siano passati la maggior parte dei palloni. In modo particolare quelli di difficile gestione.
Un segnale inequivocabile di come la squadra stia pian piano attribuendo sempre più responsabilità al suo “faro”. Il quale ha iniziato a dare sostanza a quel bagaglio tecnico finora rimasto sottotraccia. Gioco, movimento, ma soprattutto inserimenti. In una sola parola: tuttocampista. Questo è diventato ultimamente Schenetti. Un giocatore che ha avuto la forza di rigenerarsi. Soprattutto sotto il profilo mentale.
Le prestazioni incolore di inizio stagione oggi sembrano un lontanato ricordo. Merito della sua perseveranza, ma in particolare di Gallo. “Non posso permettermi di perdere un giocatore come Andrea - aveva sottolineato l’allenatore quando il divorzio pareva inevitabile -, il mio compito è quello di metterlo nelle migliori condizioni affinché possa esprimere le sue qualità”.
Un compito che ad oggi il tecnico di Bollate sembra aver portato già a termine trasformandolo da giocatore copertina a protagonista silente dell’undici rossonero. Già, proprio così. Un bene per il Foggia, ma soprattutto per lo stesso giocatore. Il quale finalmente ha potuto scrollarsi di dosso quel fastidioso paragone con Alessio Curcio: il calciatore che sulla carta avrebbe dovuto sostituire. Un dualismo di fatto mai esistito, ma che di certo non ha fatto bene al 31enne milanese, almeno fino a qualche tempo fa.
Ovvero dal momento in cui la cura Gallo ha iniziato a fare effetto. Una rigenerazione quasi completa che adesso vede Schenetti nuovamente al centro del villaggio. E che potrebbe modificare anche il prossimo futuro a pochi giorni dalla riapertura del mercato. Resta o va via? Un interrogativo al quale forse neanche il fantasista milanese è in grado di rispondere.
Roberto Ciavarella
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