Latina fa rima con cattivi pensieri. Quelli che inevitabilmente finiranno con l’agitare la vigilia del Foggia in terra pontina. Sono trascorsi poco più di tre mesi dalla notte da incubo dello Zaccheria che inaugurò la stagione dei tormenti. Ed i cui strascichi negativi i rossoneri li stanno ancora scontando in campionato.
Era il 4 settembre scorso quando il debutto in campionato di Di Pasquale e soci che doveva inaugurare un percorso di grandi contenuti si trasformava da subito in un angosciante supplizio: solo due giorni prima in un clima di soffocante entusiasmo si era registrata la festa nello stadio di casa sotto gli occhi di oltre 3mila tifosi in delirio che avevano accolto la squadra, il tecnico Boscaglia e il presidente Canonico a poche ore dall’esordio stagionale, una folla festante aveva accompagnato l’happening sotto la luce dei riflettori.
Tutto insomma lasciava presagire ad una annata coi fiocchi, il nuovo corso partiva all’insegna dell’ottimismo ad oltranza, Pavone e Zeman erano già un lontano ricordo, come la squadra che si era appena congedata con un ottimo settimo posto (sarebbe stato sesto senza l’esclusione del Catania ndr) e due turni playoff brillantemente superati.
Tra conferme e tanti nuovi arrivi, la rosa del Foggia edizione ‘22/23 prometteva tante piacevoli sorprese, con l’obiettivo prioritario e dichiarato in partenza di migliorare quanto fatto la stagione precedente.
Applausi e consensi a scena aperta che inorgoglivano soprattutto patron Canonico, impettito per aver dettato la svolta sul piano tecnico nel nome di un progetto di rilancio sbandierato ed ostentato ai quattro venti.
Immagini sbiadite che ora ritornano a galla, e che stonano maledettamente con quello che è stato ad oggi il cammino del Foggia. A 48 ore di distanza da quella serata hollywoodiana che aveva aperto il cuore alla speranza, il risveglio sarebbe stato amarissimo: sotto gli occhi stralunati di 7mila tifosi (dei quali oltre 4mila abbonati) il Foggia andava a sbattere contro la solidità del giovin Latina di Di Donato, che alla distanza avrebbe messo a nudo tutti i limiti di una formazione in evidente affanno.
E così la formazione di Boscaglia, tra le candidate alla promozione in B e tra le protagoniste più attese della vigilia, usciva a capo chino dallo Zaccheria: sarebbe finita 1-3, lo stesso identico risultato con cui i laziali avevano vinto a Foggia a gennaio, nel precedente torneo di Lega Pro. Stavolta però il ko faceva più rumore: ospiti in vantaggio in chiusura del primo tempo con Rosseti, poi nella ripresa, al tramonto della partita, il raddoppio con Carletti.
Vuthaj, da subentrato, avrebbe accorciato le distanze, prima di sfiorare addirittura il pari. Nel recupero però sarebbe arrivato il tris del Latina, che chiudeva i giochi con la rete di Fabrizi. Falsa partenza per il Foggia, fermato per ben due volte dai legni della porta difesa da Cardinali. Il breve interregno di Boscaglia si avviava con un imprevisto stop che avrebbe subito orientato negativamente la stagione dei rossoneri.
Che presto sarebbero finiti sull’orlo del precipizio: tre sconfitte nelle prime cinque di campionato, e l’avvicendamento in panchina si sarebbe reso inevitabile. Con l’avvento di Gallo la musica sarebbe cambiata radicalmente, anche se non ci sarebbe voluto molto a migliorare il trend: nel frattempo il Latina pur senza fare sfracelli, comunque si sarebbe mantenuta sempre in zona playoff, ed oggi sopravanza il Foggia di un punto.
Il che conferma che, senza lo scivolone della prima giornata, i rossoneri sarebbero avanti ai nerazzurri pontini, e che quindi nel complesso hanno fatto meglio del loro prossimo avversario. Un dato che non sarà sfuggito a Fabio Gallo, che domani sera sfiderà una squadra che al Francioni ha già perso tre volte (con Pescara, Giugliano e Monterosi) e vinto 4, senza però mai entusiasmare.
Si ricomincia a campi invertiti, ed il Foggia vorrebbe rendere la pariglia al Latina, che arriva sulle ali dell’entusiasmo dello 0-3 impartito alla Fidelis Andria, ma che sa perfettamente che con Di Pasquale e soci sarà tutt’altra partita. Anche rispetto a quella dello scorso settembre.
Biagio Corrente, direttore generale dei laziali, nelle ultime ore ha invitato i suoi a tenere alta l’asticella della concentrazione, lasciando intuire le insidie che il match nasconde: "Il mister è già proiettato alla partita con il Foggia, e questo fa ben sperare - ha sottolineato -. I ragazzi dovranno consolidare l'atteggiamento del loro allenatore. Speriamo in una grande cornice di pubblico, e speriamo che alla fine della partita potremo realmente festeggiare la prossimità del Natale. Ma farei tanta attenzione e terrei ben saldi i piedi per terra: veniamo da due vittorie e un pareggio dopo un periodo difficile, dobbiamo tenere ben dritte le antenne. Diventa di fondamentale importanza portare a casa il risultato pieno, questo è il mio auspicio”.
Un girone dopo il Foggia vorrebbe definitivamente scrollarsi di dosso i cattivi pensieri. E ha a disposizione un solo modo per farlo: battere il Latina. Per iniziare a scrivere nel girone di ritorno tutta un’altra storia.
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