I commissari del Comune arrivano in soccorso del Foggia. Evitato il campo neutro ma la figuraccia resta

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Chiamatele pure storie di ordinaria routine quando di mezzo c’è il Foggia. Che bene si coniugano con la strampalata gestione di una proprietà che non perde occasione per fare incetta di figuracce. L’ultima è freschissima e, salvo clamorosi colpi di scena dell’ultim’ora, si appresta a vivere il suo ultimo controverso capitolo. Lo Zaccheria, se non oggi lo sarà prossimamente, sta per essere depredato dei suoi averi, spogliato dei suppellettili, arredi, attrezzature ed apparecchiature che ormai da circa un ventennio trovavano fissa dimora nell’impianto di viale Ofanto.

Da mercoledì scorso è infatti a Foggia l’impresa messinese che nello scorso 12 aprile si è aggiudicata l’asta giudiziaria (alla quale colpevolmente il club rossonero non ha partecipato) per l’assegnazione dei beni presenti all’interno dello stadio e in stato di liquidazione dopo il fallimento del Foggia Calcio srl allora guidato dai fratelli Sannella.

L’inventario dei beni messi all’asta è lungo ed assortito e riguarda apparecchiature elettriche ed elettroniche, mobilio e arredamenti, attrezzature da palestra, accessori vari e numerosi capi di abbigliamento sportivo firmati ‘Nike’. Ma soprattutto il Gos, l’impianto di videosorveglianza. In totale 302 articoli.

Nello scorso luglio già un primo tentativo di spogliare lo Zaccheria era stato temporaneamente scongiurato dopo che ai Commissari era stato fatto notare che tra i beni compresi nell’inventario fallimentare erano inseriti anche materiali di proprietà del Comune e non della società in liquidazione dei Sannella, in particolare il Gos, imprescindibile per lo svolgimento delle partite casalinghe. Conseguenziale ci fu così lo stop alle operazioni di smantellamento che indussero il Tribunale a tergiversare. Ottenuto però l’ok definitivo dal giudice, l’impresa di Messina è tornata alla carica, e nelle ultime ore si è ripresentata in città con al seguito un furgone per entrare finalmente in possesso dei beni acquisiti attraverso l’aggiudicazione dell’asta.

E’ stato un tira e molla estenuante quello che si è protratto ininterrottamente fino a ieri: da una parte Canonico che ha provato a sventare lo smantellamento con una offerta complessiva di 30mila euro (in sei soluzioni da 5mila euro), dall’altra la controparte che ha chiesto invece il saldo in due tranche (la prima immediata pari ad euro 15mila per recuperare quanto corrisposto in aprile, la seconda da corrispondere il mese prossimo). La contrattazione però non ha sortito gli effetti sperati, alla fine non se n’è fatto nulla e così fin da mercoledì in prima serata il furgone è tornato nei pressi dello stadio. E’ stato a quel punto che però deve essersi verificato un imprevisto che ha ritardato le operazioni di sgombero, riprese peraltro nella giornata di ieri. E che dovranno concludersi improrogabilmente entro le ore 13 di oggi. Quando cioè è previsto l’intervento del curatore fallimentare.

Ieri mattina, intanto, all’esterno dello Zaccheria è stata notata la presenza di una pattuglia della Polizia e di una dei Carabinieri che lascia supporre che le operazioni di sgombero devono essere state in qualche modo intralciate.

La buona notizia è nella coda della vicenda: c’era apprensione nell’ambiente per il fatto che lo Zaccheria potesse risultare inagibile per la gara del prossimo 7 gennaio con l’AZ Picerno in quanto privato del Gos. E invece per Canonico è arrivata l’inattesa strenna natalizia che gli toglie le castagne dal fuoco: con una determina del 15 dicembre scorso, infatti, i Commissari hanno previsto un intervento urgente di integrazione dei componenti di impianto di videosorveglianza con relativo affidamento dei lavori per un importo complessivo di euro 65 mila resosi necessario in seguito alla procedura fallimentare del Foggia Calcio con la quale il Giudice Delegato della sezione fallimentare del Tribunale di Foggia ha disposto con proprio decreto l’esaurimento delle operazioni di consegna dei beni mobili del lotto unico dello Zaccheria comprendente parte del sistema di videosorveglianza.

Ovviamente Canonico era a conoscenza da tempo del fatto che a Palazzo di Città si fossero attivati per risolvere la querelle nei tempi necessari per non creare alcun tipo di disservizio, ed ha messo in campo la tattica dell’attendismo che lo ha portato fino all’ultimo giorno a provare a rimediare ad una clamorosa defaillance della struttura organizzativa del Calcio Foggia 1920.

E ieri in prima serata ha diffuso una nota di precisazione sull’accaduto: “ Il Comune di Foggia nella figura del Commissario Giangrande ha garantito la disponibilità all’acquisto di un nuovo GOS, sistema informatico fondamentale per la sicurezza dello Stadio Zaccheria e per la disputa delle partite casalinghe. I ben informati – prosegue Nicola Canonico, ndr – sanno che consultando l’albo pretorio del Comune di Foggia con la determina 110 del 22 dicembre 2022, l’ente ha dato il via all’acquisto di una serie di materiali utili al completo ripristino della sala. Il Foggia è un club che merita la Serie A e per tanto provvederò ad allestire lo Stadio Zaccheria a mie spese, acquistando arredi nuovi e moderni per dare una nuova veste al tempio del calcio foggiano. Svecchiamo lo Zaccheria da un mobilio vecchio ed obsoleto. In vista del capodanno auguro a tutti i tifosi rossoneri un felice e sereno 2023”.

Sarà pure così, ma da qualunque angolazione la si inquadri la vicenda, resta in ogni caso l’ennesima brutta pagina della gestione-Canonico.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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