I resti del Foggia affondano la Juve Stabia, il risultato finale 3-0 riconsegna il quarto posto

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La Coppa è già alle spalle. Nella domenica più difficile il Foggia allontana le streghe, cala il tris alla Juve Stabia e si riprende il quarto posto solitario in classifica. Meglio di così... Novanta minuti pirotecnici quelli della formazione rossonera, che però solo alla distanza è riuscita a domare la resistenza dei gialloblù campani. Segnano Costa, Ogunseye e Petermann, i titolarissimi, dopo che al via il Foggia si era presentato largamente rimaneggiato, con Fabio Gallo che coraggiosamente (ma anche per necessità) deve ricorrere a piene mani alla panchina.

Restano fuori in 6, tutti in una volta mancano Peralta, Schenetti, Petermann, Frigerio, Rizzo e Di Pasquale. A parte Frigerio squalificato, gli altri vengono risparmiati perché sono con le batterie scariche, un azzardo che Gallo deve correre anche perché non ha altro modo per far rifiatare i più stanchi.

Cosi dal 1’giocano Rutjens, Kontek, Odjer, Bjarkason e Iacoponi, va in onda il Foggia 2 insomma, ed è normale che in campo all’inizio la tensione si tagli a fette. Anche perché dall’altra parte c’è una Juve Stabia che si presenta allo Zaccheria desiderosa di portare a casa l’intera posta in palio e di approfittare della situazione contingente dell’avversario, Pochesci alla fine si mette a specchio preferendo Dell’Orfanello a Silipo, che si accomoda in panchina.

Partono forte gli ospiti, che dopo 2' costringono subito Thiam alla deviazione in angolo di pugni su rasoiata di Ricci. L’atteggiamento iniziale del Foggia è prudente, i rossoneri evitano di scoprirsi e preferiscono impostare una gara di attesa, per una buona mezz’ora fanno fatica i padroni di casa ad organizzare una manovra efficace, di contro le Vespe ogni qualvolta se ne presenta l’occasione provano ad affondare i colpi, ma confermano la pochezza del loro potenziale offensivo. Così fanno un figurone Rutjens e Kontek, schierati per la prima volta in coppia dal 1’, e che guidano con disinvoltura la difesa. I meccanismi nel Foggia però complessivamente scricchiolano, ogni volta che la Juve Stabia riparte dà sempre l'impressione di essere minacciosa, al minuto 14 è Pandolfi sotto misura a non trovare il tap-in vincente.

I minuti passano ed il Foggia stenta a carburare, la manovra è senza sbocchi, ed è soprattutto in mezzo al campo che i rossoneri soffrono il dinamismo dei campani: Ricci non dà riferimenti, la partita la fanno i gialloblù che sembrano più ispirati. Poi finalmente al 33' il Foggia si ricorda di essere in campo, e con Leo dai 30 metri si fa vivo dalle parti di Barosi con un fendente che sibila sul fondo. Sul finire del primo tempo i rossoneri provano a spingere sull'acceleratore, e proprio al tramonto dei primi 45' Ogunseye nel cuore dell'area, pescato dal solito traversone di Costa, spedisce fra le braccia del portiere stabiese.

Si riparte ed il break lo fa subito il Foggia che dopo 5' trova il vantaggio con una ripartenza fulminea che mette nella condizione Costa, su assist di Di Noia, di spezzare l'inerzia del match con un diagonale chirurgico di rara potenza e bellezza.

Lo svantaggio improvviso suggerisce alla Juve Stabia di alzare il baricentro, Pochesci inserisce Silipo e passa al 3-4-2-1, al minuto 62’ su assist di Scaccabarozzi è Zigoni a far correre un brivido a Thiam nel cuore dell’area piccola. Ma è solo una fiammata perché subito dopo il Foggia raddoppia: sulla destra Odjer serve Garattoni il cui traversone trova sottomisura pronto Ogunseye che infila così il suo sesto centro stagionale.

Il match a quel punto non ha più storia, anche se la Juve Stabia ha una reazione di orgoglio e dopo che Pochesci ridisegna la prima linea (entrano D’Agostino e Volpe), al minuto 75’ proprio con quest’ultimo costringe Thiam ad un grande intervento in angolo. Sempre il tarantolato Volpe poi al 77’ fionda ancora dal limite sul fondo.

Gallo sul finire immette forze fresche, dentro Schenetti, Peralta e Petermann, che al minuto 91’ fa tutto da solo e si inventa la traiettoria d’autore che vale il 3-0 definitivo. Vittoria di platino, che rilancia il Foggia a -5 dal Pescara.

 

Il tabellino

FOGGIA-JUVE STABIA 3-0
Reti: 5’ s.t. Costa, 22’ s.t. Ogunseye, 45’+1’ s.t. Petermann

FOGGIA (3-5-2): Thiam; Leo, Kontek, Rutjens; Garattoni, Bjarkason, Odjer (23’ s.t. Petermann), Di Noia, Costa (34’ s.t. Rizzo); Iacoponi (34’ s.t. Peralta), Ogunseye (36’ s.t. Schenetti). In panchina: Nobile, Pirrò, Salierno, Accetta, Markic, Battimelli, Capogna. Allenatore: Gallo

JUVE STABIA (3-5-2): Barosi; Maggioni, Altobelli, Caldore; Dell’Orfanello (11’ s.t. Silipo), Scaccabarozzi, Berardocco, Ricci (23’ s.t. Gerbo), MIgnanelli (1’ s.t. Bentivegna); Zigoni (23’ s.t. D’Agostino), Pandolfi (23’ s.t. Volpe). In panchina: Russo, Carbone, Maselli, Sardo, Moreschini, Picardi, Vimercati, Peluso, Rosa. Allenatore: Pochesci

Arbitro: Crezzini di Siena
Assistente 1: Pilleri (Cagliari)
Assistente 2: Miccoli (Lanciano)
Quarto ufficiale: Monesi di Crotone

Note: giornata tiepida e soleggiata, terreno in buone condizioni. Circa 4mila spettatori
Calci d’angolo: 2-11
Ammoniti: Garattoni
Recupero: 1’ p.t., 5’ s.t.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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