Vincere aiuta a vincere. E il Foggia ci sta prendendo gusto. Anche contro la Viterbese, penultima ma in evidente crescita esponenziale nelle ultime settimane, i rossoneri hanno ottenuto il massimo con il minimo sforzo. Come era già accaduto sette giorni prima ad Andria, peraltro. È arrivato così il terzo successo di fila e l'ottavo risultato utile. Ma soprattutto si è materializzato il terzo posto in classifica in condominio con il Pescara.
Che sotto certi versi ha del miracoloso se si pensa che c'è stato un momento in cui Di Pasquale e soci accusavano un ritardo addirittura di 17 punti dagli abruzzesi.
Finisse oggi quella terza piazza sarebbe ad appannaggio dei rossoneri, che si ritrovano appaiati ai biancazzurri di Zeman a 49 punti, ma che in virtù degli scontri diretti (in perfetto equilibrio) e della differenza reti (+2 a suo favore) sarebbe co due piedi nei playoff nazionali. Un'impresa che avrebbe del clamoroso.
Il Foggia è riuscito a coronare il suo lungo inseguimento nella giornata in cui lì davanti a parte il Catanzaro-monstre, gli altri accusano qualche passaggio a vuoto di troppo e viaggiano con il freno a mano tirato. Il che finisce con il dare la stura alle ambizioni di una squadra che, senza strafare ed entusiasmare conferma di poter far leva su una compattezza unica. Che è alla base dei successi di un gruppo che pare essere passato con disinvoltura dalla gestione Gallo a quella di Mario Somma.
Se il Foggia riuscirà a mantenere questo trend fino in fondo e a conservare il podio è prematuro per dirlo. Certo è però che fino a quando lo sosterrà anche un pizzico di buonasorte (come puntualmente sta capitando nell'ultimissimo scorcio di stagione), dalle parti di viale Ofanto potranno dormire sonni tranquilli.
Il rovescio della medaglia al contempo dice che lasciarsi prendere da una euforia sfrenata, soprattutto a margine di due vittorie contro le due ultime della classe, può rivelarsi controproducente, soprattutto se si analizzano ai raggi X due prestazioni che, al di là del risultato, qualche cono d'ombra se lo portano dietro.
In particolare i secondi 45' con la Viterbese, e con la superiorità numerica a favore, hanno destato qualche preoccupazione sul piano della tenuta fisica e mentale, alla distanza i rossoneri sono calati vistosamente ed hanno consentito all’avversario di presidiare per lunghi tratti la metà campo. Dopo il vantaggio di Rutjens i padroni di casa si sono accontentati. A margine di un primo quarto d'ora scintillante, probabilmente il migliore in assoluto andato in onda allo Zaccheria. All’interno del quale erano state diverse le note positive che erano saltate agli occhi: a cominciare da Petermann, finalmente rigenerato e di nuovo al centro del gioco, per proseguire con Iacoponi che lì davanti con le sue accelerazioni sa dare brio e profondità alla manovra offensiva. Senza dimenticare Rutjens e Kontek sempre più a loro agio nei meccanismi difensivi di una squadra che sa fare di difesa e contropiede le sue armi migliori.
Quanto a Somma, per ora sta assolvendo come meglio non potrebbe al suo compito: patron Canonico gli ha chiesto di fungere da “equilibratore”, gestendo al meglio le risorse umane a disposizione.
E se il buongiorno si vede dal mattino il 59enne tecnico di Latina si sta adoperando in questa direzione. Almeno per il momento.
Piuttosto, sarà interessante verificare come, di qui a brevissimo, Somma gestirà i rientri di Vacca e Beretta. Che dal momento in cui saranno recuperati chiederanno spazio. E dunque a scapito di qualcuno dovranno entrare negli ingranaggi. Viceversa non si spiegherebbe il loro arrivo. Sarà quello un altro snodo spartiacque della stagione del Foggia. In cui si capiranno anche certi orientamenti del club. Che contro tutto e tutti si sta togliendo qualche sassolino dalle scarpe. Seppure utilizzando qualche metodo pittoresco e assai discutibile. Ma questo lascia il tempo che trova, finché la barca va...
Vero Presidente?
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