Ciccio Baiano riaccende Foggia: “Credo che entrambe le squadre possano arrivare fino in fondo”

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Oggi, a 55 anni suonati, si diverte ancora. In D con l’Aglianese. La squadra in cui ha mosso i primi passi da allenatore un certo Massimiliano Allegri. A due passi da casa (vive ad Empoli) allena un manipolo di giovani di belle speranze Ciccio Baiano e spera che prima o poi arrivi la chiamata giusta.

In campo trent’anni fa, sembra ieri, lo scugnizzo napoletano mandava in estasi il popolo rossonero, due stagioni da favola prima del grande balzo, dopo che viceversa ad Avellino aveva clamorosamente steccato. Misteri del calcio. ma fino ad un certo punto... Molto dipende, infatti, anche da chi incroci lungo il tuo percorso.

Domani si gioca Avellino-Foggia, inevitabile sentire gli umori di un doppio ex come Ciccio Baiano...

Quando squilla il telefono e mi chiamano da Foggia o Avellino scatto sempre in piedi. Quanti ricordi... Dico la verità, in questo frangente sono preso completamente dalla mia squadra, sono immerso nel lavoro con i miei ragazzi e ho poco tempo per pensare ad altro. Infatti quasi quasi questa sfida, che conserva sempre un fascino assai particolare, mi sfuggiva di mente.

Soprattutto per uno come Baiano, che ha indossato le due maglie sulle due sponde opposte, questi 90’ hanno un significato particolare, no?

Sì, anche se si sono trattati di due momenti nettamente distinti della mia carriera.

In che senso, scusi?

Nel senso che in Irpina sono stato solo di passaggio, un anno (‘89-90 ndr), 6 gol e poco altro ancora. In Puglia invece...

Invece cosa?

Due annate indimenticabili, una promozione, gol a grappoli, Zeman, il calcio vero e l’esordio anche in nazionale. Può bastare per dire che senza Foggia la mia carriera non sarebbe stata quella che poi è diventata?

Già, dopo la parentesi in rossonero ecco il passaggio alla Fiorentina via Milan, l’esperienza in Premier con il Derby County, e poi ancora la Ternana e la Pistoiese. Mica male...

Infatti. Il decennio compreso fra il ‘90 ed il 2000 mi ha regalato la possibilità di maturare un’esperienza unica nel suo genere, soprattutto il quinquennio in viola è stato indimenticabile al fianco di gente come Batistuta. E’ vero, ho conosciuto l’amarezza della retrocessione in B, ma lì ho anche vinto una Coppa Italia e una Supercoppa.

Con Foggia in che rapporti è rimasto?

Ottimi, lì ho sempre tanti amici che periodicamente sento. Sarei dovuto tornare in occasione dei festeggiamenti per il Centenario, ma ho avuto un impedimento dell’ultima ora. Da quelle parti c’è sempre un pezzo del mio cuore.

Ad Avellino, invece, pochi ricordi. E forse neanche troppi estimatori.

Probabile, in Irpinia il mio potenziale rimase nel complesso inespresso, come squadra non eravamo messi male, con me in avanti c’era Fabrizio Ravanelli, ma non ingranammo. Con Nedo Sonetti in panchina la scintilla non scoccò, può succedere.

Solo una stagione più tardi, però, Baiano a Foggia avrebbe fatto mirabilie...

Fui capocannoniere con 22 gol, stravincemmo il campionato, eravamo una vera e propria macchina da guerra. Spettacolo allo stato puro. Ci riconfermammo anche in A, credo che quella sia stata una delle squadre più belle in assoluto degli anni ‘90. Normale che molti di noi poi abbiano fatto il salto di qualità dalla piccola provincia alla metropoli. Fisiologico.

Oggi Baiano cosa sa di Avellino e Foggia?

Sono state due mie ex squadre, e quindi è normale che continui a seguirle seppure solo a distanza. Sinceramente i rossoneri mi stanno sorprendendo, non mi aspettavo che l’estate scorsa Zeman potesse mollare, credevo che con lui in sella si stesse per riaprire un ciclo. Ma nel calcio non si può mai dare nulla di scontato. Quest’anno sono partiti malissimo, ma poi Gallo ha rimesso le cose a posto. Peccato sia andato via, anche se è arrivato un tecnico che stimo parecchio. Somma lo conosco dai tempi in cui allenava l’Empoli, da queste parti ha fato cose sensazionali, ha condotto i toscani in A. Ed anche se è da un pò che è fuori dal giro penso che possa ancora dire la sua. Sorpreso, ma in negativo, anche dall’Avellino: mi stupisce come sia così attardato in classifica, eppure ci sono tutte le condizioni per fare bene, società di livello, rosa di spessore, allenatore capace. Non capisco.

Domani al Partenio-Lombardi farà caldo: in palio punti pesantissimi per entrambe le formazioni...

Vero, può succedere di tutto, direi partita da tripla. Non so come finirà, spesso può essere un solo episodio a fare la differenza. Quello di cui sono certo è che sia il Foggia che l’Avellino le ritroveremo protagoniste nei playoff. Sono due grandi piazze che possono far leva su un pubblico competente e caloroso che in questa categoria fa la differenza. Sono curioso di verificare come concluderanno le rispettive stagioni. Ma per me ogni traguardo è ancora possibile.

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