C’è il signor Rossi per il Foggia. Manca solo l’annuncio ufficiale, che arriverà oggi quando il 63enne tecnico riminese sbarcherà in città per sottoscrivere il contratto che lo legherà al club rossonero fino a giugno ‘24, e per prendere il primo contatto con la squadra. E’ l’ultimo coup de theatre di Nicola Canonico, che per raddrizzare la baracca e rimettere insieme i cocci di un degrado che calcisticamente parlando ha toccato il suo punto più basso, si aggrappa all’esperienza e alla voglia di rimettersi in gioco di un tecnico navigato come Delio Rossi.
Il quarto della serie di una stagione da record che, indipendentemente dall’esito finale, da queste parti sarà ricordata come una delle più controverse e raffazzonate dell’ultimo ventennio.
Arriva un allenatore da... Champion’s per il Foggia e per il suo presidente, capace di passare con una disarmante disinvoltura da Mario Somma (ormai finito nell’oblio) ad un tecnico che sarà pur vero che manca dal grande calcio dal ‘20 (ultima panchina in B ad Ascoli), ma che nel ‘08 con la Lazio ha ottenuto la qualificazione nella massima competizione continentale.
Cosa abbia spinto Delio Rossi ad accettare di tornare ad allenare la squadra che già guidò nella sfortunata stagione di B del ‘95 che si concluse con l’amaro epilogo dell’esonero, e di misurarsi in un contesto che ha palesato tutte le sue endemiche lacune oltre che in un ambiente che è in perenne fibrillazione per le peripezie di una proprietà che lascia sempre a desiderare, è presto detto: l’ex di Salernitana, Pescara, Genoa, Lecce, Atalanta, Lazio, Palermo, Fiorentina, Sampdoria, Bologna, Levski Sofia ed Ascoli, ha un debole per il Foggia, ha sempre ripetuto che questa è la squadra per la quale ha avuto sempre occhi particolari.
E poi dentro ha un tarlo che gli rode: vuole cancellare quella parentesi sfortunata di circa 30 anni che ha macchiato gli inizi della sua carriera, fu lui il prescelto dal ds Pavone per centrare l’immediata risalita in A dopo la retrocessione targata Catuzzi. Tutti ricordano come andò a finire, forse è arrivato il momento di riprendersi la sua personale rivincita. Si spera.
Un tasto, quest’ultimo, sul quale avrà insistito patron Canonico che, alla paventata autogestione d’emblée ha virato su un nome che inevitabilmente infiamma la piazza. E che, chissà, gli consentirà pure di riaccreditarsi agli occhi di quanti ormai ne chiedono a gran voce il disimpegno. Per tornare lì dove ha vissuto anche la sua parentesi più significativa da calciatore, nella città dove ha conosciuto la moglie Maria Rosaria e dove sono nati i figli Dario e Greta, Rossi ha rifiutato di allenare a Malta. Lì erano pronti a fargli ponti d’oro, l’Hamrun Spartans, la formazione che nell’ultima stagione ha partecipato alle qualificazioni per la Champion’s League pareva averlo convinto. Ma quando il telefono ha squillato e dall’altra parte è balenata l’ipotesi Foggia, ha prevalso il cuore.
Ventiquattro ore di tempo per valutare la proposta, quindi l’inevitabile sì.
Alla proprietà Delio Rossi ha ovviamente chiesto di avere piena autonomia gestionale sul piano tecnico, continuerà ad avvalersi dello staff che attualmente è in forza al club, fatta eccezione per il fido secondo Fedele Limone, che dovrebbe supportarlo in questa sua avventura-bis a Foggia.
Domenica prossima esordirà nella delicata trasferta di Messina, dove il Foggia dovrà provare a rialzarsi dopo le due sconfitte consecutive che lo hanno fatto scivolare al sesto posto. Lo attende un compito arduo in quest’ultimo scorcio di stagione e nella successiva fase dei playoff: risollevare una squadra che è con le batterie scariche e che è stata ripetutamente disorientata dai frequenti cambi in panchina.
Delio Rossi, carattere forte ed introverso, poco incline ai compromessi, dovrà far leva su tutta la sua riconosciuta esperienza per rimettere in piedi un gruppo che è con il morale sotto i tacchi e che nell’ultimo mese è finito in autogestione.
Servirà una terapia d’urto efficace, ma soprattutto occorrerà lavorare sul piano squisitamente psicologico per tentare di chiudere nel modo migliore questo scorcio finale di stagione. E di presentarsi in condizioni accettabili ai successivi spareggi. Che Rossi sa come si vincono: nel ‘15 in B a Bologna subentrò in corsa a Diego Lopez. Firmò un contratto con rinnovo automatico in caso di promozione: obiettivo centrato grazie all’1-1 nella finale con il Pescara in virtù del miglior piazzamento in classifica.
A Foggia ora ci riprova: serviranno coraggio ed un pizzico di buona sorte.
Buona fortuna Delio, ne avrai davvero bisogno...
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