Foggia, è un crescendo Rossi...niano, rotondo successo sul Giugliano ha evidenziato i progressi dei rossoneri

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Sembrerebbe un beneaugurante crescendo Rossi...niano. Sembrerebbe. Perché se due indizi fanno una prova, è pur vero che poi bisognerà passare attraverso ulteriori verifiche per stabilire quanto il nuovo corso stia realmente incidendo sul piano pratico. Ma che con l’avvento di Delio Rossi stia soffiando un vento nuovo dalle parti dello Zaccheria è certo, gli ultimi 180’ di campionato hanno definitivamente sgombrato il campo dal timore che il Foggia si fosse dissolto come neve al sole dopo l’abbandono di Fabio Gallo.

Il rischio lo si è corso seriamente durante l’infelice parentesi di Mario Somma, ma ancora una volta la dea bendata non ha voltato le spalle ai rossoneri concendendo loro l’ennesima chance di una stagione dai mille volti. Che ad un certo punto ha assunto le sembianze non di un signor Rossi qualunque, ma di un certo Delio, l’uomo della provvidenza giunto al posto giusto nel momento giusto.

E’ chiaro che il Foggia attuale sia solo lontano parente della formazione che il suo allenatore vorrebbe, e chissà mai se ci sarà spazio e tempo per vederne i caratteri distintivi prima che cali il sipario sulla stagione. Ma un indirizzo seppure molto approssimativo è stato dato, e la squadra sembra aver risposto al meglio alle sollecitazioni del tecnico riminese. Capace di dare la scossa a tutto l’ambiente, e di rianimare un gruppo che ormai si era adagiato su sè stesso.

Se l’effetto-Rossi è davvero contagiante al punto da poter dettare la svolta lo si capirà fin da domenica prossima nella trasferta di Catanzaro. Contro una squadra che continua a stritolare qualunque tipo di avversario incontri sulla sua strada. E che, c’è da scommettere, contro il Foggia non abbasserà la guardia. Anzi. Primo perché c’è chi non sarà disposto a concedere sconti (Iemmello, Curcio e Martinelli su tutti), e secondo perché quella rossonera ad oggi è l’unica squadra che i giallorossi di Vivarini non sono ancora riusciti nè a battere nè a perforare nella loro stagione da record (0-0 all’andata e sconfitta per 2-0 negli ottavi di Coppa Italia con relativa eliminazione).

Il Foggia che con il Giugliano nei primi 45’ dopo aver trovato l’immediato vantaggio ha poi sofferto il ritorno dei campani, deve imparare a gestire meglio le diverse fasi del match e impedire che l’avversario possa tornare in partita: sabato scorso il gol in apertura di Ogunseye (al decimo centro stagionale) ha indirizzato subito la sfida nel verso desiderato, eppure la squadra dopo una fase iniziale nella quale ha comandato le operazioni poi ha ceduto campo ai gialloblù che con Salvemini in avvio di ripresa hanno sfiorato il pari.

Rossi nel post-gara ha posto l’accento sulla necessità di lavorare sul campo per limitare gli errori: “Mi è piaciuto di più l’atteggiamento della squadra che nel secondo tempo è stata più padrona del campo”, ha aggiunto il tecnico romagnolo che evidentemente non deve essere rimasto molto soddisfatto della prima frazione di gioco dei suoi, a differenza dell’approccio, che ha consentito invece di stappare subito la gara. Il modulo c’entra ma fino ad un certo punto, Rossi vorrebbe una squadra più corta ed armonica, capace di coprire ogni zona del campo, ma sa che di quì e fino alla conclusione della stagione dovrà scendere a compromessi.

Anche con sè stesso, oltre che con il gruppo: “Questo sistema di gioco non può essere modificato - ha ripetuto anche sabato scorso - perché non voglio togliere ai mei certezze consolidate, anche se credo che per esaltare le caratteristiche del 3-5-2 bisogna giocare d’ampiezza sugli esterni. Sto cercando sotto questo punto di vita di proporre qualcosa di nuovo ai ragazzi, in questo momento devo badare a curare soprattutto l’aspetto globale della squadra. Sarei presuntuoso se chiedessi di fare tutto ciò che voglio dopo due partite. Devo fare presto, e bene”.

Qua e là la mano di Rossi comincia ad insinuarsi: “Ho chiesto di giocare di più la palla quando se ne ha la possibilità - ha sottolineato il tecnico del Foggia, che se non altro fin dal primo momento ha saputo riconciliare la squadra con la vittoria.

Per la verità anche Somma aveva avuto un impatto positivo con due vittorie di fila che parevano cancellare con un colpo di spugna tutti i benefici apportati da chi l’aveva preceduto in panchina. Lì però si era capito da subito che era stato fatto un salto nel buio e che in un batter d’occhio si sarebbe tornati agli stenti di avvio di stagione. Qui invece c’è la consapevolezza di aver rimesso assieme i cocci di una disfatta annunciata. Ricorrendo ad una scelta che si sta rivelando azzeccata. Casuale quanto si vuole, ma comunque efficace.

Il Foggia che in dirittura di arrivo è ancora in lizza per agguantare proprio sul traguardo il terzo posto ne è la riprova, l’en-plein degli ultimi due turni rilanciano le ambizioni dei rossoneri che ora sono lì a giocarsi un obiettivo che pareva ormai fuori portata.

Peccato solo che Delio Rossi non abbia a disposizione l’organico idoneo per tentare l’impresa contro ogni pronostico, il mercato di gennaio del Foggia è stato un condensato di errori e contraddizioni. Con la ciliegina sulla torta dei ritorni nostalgici di Vacca e Beretta. Che sul piano squisitamente pratico non hanno portato alcun beneficio.
Inevitabile, allora, che alla lunga tutti i nodi siano destinati a venire al pettine.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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