Foggia, un Everest chiamato Catanzaro. Mai nessuno prima d’ora in C aveva toccato il tetto dei 93 punti

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Un Everest chiamato Catanzaro. E’ quello che si appresta a scalare il Foggia domenica prossima nel penultimo turno della stagione regolare, che propone ai rossoneri di Delio Rossi una cima pressoché invalicabile: servirà una vera e propria impresa a Di Pasquale e compagni per strappare punti al Ceravolo e coltivare fino in fondo il sogno di agguantare in dirittura di arrivo il terzo posto, solo infatti non tornando a mani vuote dalla prossima trasferta sarà possibile mettere nel mirino il podio

e provare a scalzare il Pescara che ha a proprio favore il vantaggio di quel punticino che rischia di fare la differenza.

In una gara secca tutto però è possibile, e dunque meglio non dar nulla di scontato, il Foggia oltretutto già in altre due precedenti occasioni ha saputo sbarrare il passo alla supercorazzata giallorossa, prima eliminandola nei quarti della Coppa Italia (2-0 il 7 dicembre scorso), e subito dopo imponendole il pari nella gara di andata (0-0 del 12 dicembre).

Certo, poi, a guardare la classifica non c’è molto da essere ottimisti: al momento sono addirittura 35 i punti che dividono la prima (il Catanzaro appunto) dalla quarta (il Foggia), distanza siderale che la dice tutta su quello che è stato il predominio dei calabresi in una annata che con largo anticipo li ha riconsegnati alla B dopo una attesa prolungatasi per ben 17 anni.

Per capire appieno quale e quanta sia stata la manifesta superiorità della formazione di Vivarini basterebbe far riferimento al gap che i rossoneri pagano in classifica alla reginetta del girone, è come se per 12 turni il Foggia abbia fatto puntualmente scena muta, e viceversa il Catanzaro sempre bottino pieno...
Roba da far impallidire.

Sono numeri senza precedenti quelli che ha saputo mettere assieme il club di patron Noto, che dopo la vittoria del girone C, non si ferma e continua ad inanellare record su record. Sono 98 i gol fatti (+43 rispetto al Foggia, che pure è il secondo attacco del raggruppamento), solo 17 le reti subite (-27 dai rossoneri). I 93 punti sin quì maturati sono il frutto di 29 vittorie (+12 sul Foggia), 6 pari (+1) ed appena una sconfitta (a fronte delle 12 infilate dalla formazione dauna).

Quota 93 vale anche la storia. Il Catanzaro, infatti, sabato scorso ha stabilito il nuovo record di punti mai prima realizzati in C, il limite precedente era rappresentato dai 90 punti toccati da Sudtirol e Ternana. Gli umbri ci erano riusciti nel campionato 2020/21 e il Südtirol in quello successivo nel 2021/22.

Il Catanzaro corre e non vuole fermarsi, con due partite ancora a disposizione (l’ultima partita stagionale in casa contro il Foggia e la trasferta a Potenza) vuole migliorarsi ancora: con due vittorie, la squadra di Vivarini arriverebbe a 99 punti.

Contro questa autentica macchina da guerra i rossoneri proveranno ad opporre il “vagone di motivazioni” che una squadra che non ha ancora raggiunto il suo obiettivo stagionale è chiamata a scaricare in campo: se sarà sufficiente è difficile stabilirlo, molto dipenderà anche dall’atteggiamento che animerà la capolista, il cui trend casalingo è da brividi. 

Un solo pari e poi 17 vittorie tutte condite da una raffica di reti: 6 gol a Potenza e Monopoli, 5 al Latina, 4 a AZ Picerno, Virtus Francavilla, Audace Cerignola, Fidelis Andria ed Avellino, 3 a Messina, Viterbese, Gelbison, Giugliano e Monterosi, 2 a Juve Stabia, Crotone e Pescara. Solo Taranto e Turris hanno evitato la vendemmiata, uscendo sconfitte entrambe con il minimo scarto (1-0) dal Ceravolo. Un fortino inespugnabile, dove tutte le avversarie ci hanno rimesso le penne, solo il Pescara di Zeman due settimane fa è andata ad un passo dal colpaccio imponendo il 2-2 finale ai padroni di casa nel giorno in cui festeggiavano davanti al pubblico di casa la fresca promozione in B.

C’è un dato però che apre il cuore alla speranza in casa Foggia alla vigilia dell’ultima trasferta della stagione regolare: l’unico 0-0 fatto registrare sinora dal Catanzaro è maturato proprio contro la squadra che all’epoca era guidata in panchina da Fabio Gallo, particolare che sicuramente non sarà sfuggito a Vivarini ed ai suoi che hanno dunque l’occasione per sistemare a proprio favore uno dei pochissimi nei di una annata per il resto indimenticabile: il fatto che le bocche da fuoco giallorosse siano rimaste a digiuno nel match d’andata dello Zaccheria e nella sfida di Coppa che costò l’eliminazione è stato solo frutto del caso? Oppure si nasconde dell’altro dietro l’inattesa sterilità evidenziata nei precedenti 180’ coi rossoneri?

Alla sfida del Ceravolo di domenica prossima l’ardua risposta: certo diventa davvero difficile pensare che bomber di dichiarata fama come l’ex Iemmello (25 centri all’attivo), Biasci (16), Vandeputte (11), l’altro ex Curcio (9), Sounas e Cianci (7 reti a testa) possano restare ancora all’asciutto.
Ma mai dire mai...

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testatina dillo al direttore WEB

 

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