Vincere potrebbe non bastare. Il Foggia non è padrone del suo destino, per risalire fino al quarto posto e saltare così il primo turno a eliminazione diretta dei playoff occorrerà sicuramente battere la Turris allo Zaccheria domenica prossima. Ma conditio sine qua non è che Az Picerno e Audace Cerignola (che precedono i rossoneri in classifica) non incamerino i 3 punti.
Altrimenti tutto risulterà vano. Per la verità in lizza ci sarebbe anche il Pescara, che a Picerno difenderà a denti stretti la terza piazza: ma se la formazione di Zeman non dovesse farcela, e l’Audace fare bottino pieno a Castellammare di Stabia, ecco che gli abruzzesi potrebbero addirittura scivolare al sesto posto. Perché a parità di punti con il Foggia (e a parità di scontri diretti) conterebbe la differenza reti, che al momento premia Di Pasquale e soci.
All’orizzonte si profilano dunque 90’ thrilling, nel corso dei quali sarà bene non fare particolari calcoli, ma puntare solo ed esclusivamente al risultato pieno sul campo. E’ quello che chiederà Delio Rossi ai suoi, il Foggia sa che nella peggiore delle ipotesi nella griglia di partenza degli spareggi promozione occuperà la sesta posizione (il Monopoli settimo è staccato infatti di 7 lunghezze), finisse così entrerebbe in gioco da subito fin da domenica 30 aprile, e per il club di patron Nicola Caonico alle viste si profilerebbe la sfida casalinga con il Latina, che attualmente è nono.
Gli altri accoppiamenti, invece, vedrebbero il Cerignola ricevere il Taranto al Monterisi (5^ contro 10^), mentre il Monopoli (settimo) sfiderebbe il Giugliano (ottavo). E’ ovvio però che il Foggia proprio in dirittura di arrivo conti di migliorarla la sua posizione di classifica, l’ideale sarebbe risalire fino al quarto posto ed entrare in gioco dal secondo turno preliminare del 3 maggio.
Guai però a fare discorsi del genere al tecnico rossonero, che si sta sforzando di far capire alla sua squadra che in questa fase conta poco guardare la classifica, perché sono ancora tante le combinazioni possibili.
“Sono arrivato 16 giorni fa e sono il quarto allenatore di stagione - ha sottolineato nel post-gara di Catanzaro -. Sono abituato a ragionare partita per partita, allenamento per allenamento. Noi adesso abbiamo un’altra gara, finirà il torneo e poi tireremo una linea: in base alla quale ci comporteremo di conseguenza. Mentalmente non ha senso fare questi discorsi, dobbiamo guardare solo noi stessi, poi se arriveremo quinti, sesti, settimi, andremo a giocare da quinti, sesti, settimi, anche perché se le cose fossero andate bene non avrebbero chiamato me, ma sarebbero rimasti gli altri. Non è che noi perdiamo e gli altri vincono e quindi devo fasciarmi la testa: devo cercare di far sì di migliorare questo gruppo, che mi sta seguendo anche se solo da 16 giorni”.
Ragionamento che non fa una grinza quello del tecnico romagnolo, che dall’alto della sua esperienza sa bene che prima che cali il sipario sulla stagione regolare non serve far lievitare la tensione, ma toccare le corde giuste per spingere i suoi a sfoderare la prestazione che occorre per domare la Turris e chiudere a quota 61. Dove non è detto che siano in grado di arrivarci anche le avversarie in lizza per il miglior piazzamento.
Il match coi corallini per i rossoneri non sarà una semplice formalità, la formazione di Fontana che appena domenica scorsa si è tirata fuori da ogni impaccio staccando il visto per la salvezza contro la Viterbese, potrebbe addirittura nutrire ambizioni playoff. Per quanto ridotte al lumicino e legate a tutta una serie di intrecci che francamente non sembrano ipotizzabili.
Ma c’è il ricorso del Monterosi che pende ancora e che lì sul fondo della classifica tiene tutte le pericolanti con il fiato sospeso. Turris compresa. E allora ecco che il match dello Zaccheria torna ad avere un senso. E non solo per il Foggia. Toccherà in ogni caso ai padroni di casa indirizzare il match nel verso desiderato senza complicarsi troppo la vita, Delio Rossi insegue il tris di vittorie nelle prime quattro gare della sua avventura-bis in rossonero, e tutto lascia supporre che alla fine sarà accontentato.
Poi sarà quel che sarà, si potrà finalmente guardare oltre e fare altri ragionamenti legati al ruolo che la sua squadra potrà ritagliarsi nei playoff. Dove comincia un altro campionato, e dove serviranno testa, gambe e un pizzico di fortuna. Ma soprattutto una cabina di regia che dall’alto consenta al gruppo di arrivare nelle condizioni ideali per esprimersi al meglio. E qui la faccenda comincia a farsi più complicata, purtroppo…
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