Segnano tutti. I centrocampisti in primis. Nel Foggia che ha appena staccato il visto per i playoff e che d’improvviso si scopre ambizioso, c’è un reparto che evidenzia una insospettabile prolificità offensiva.
Inducendo Delio Rossi, di quì al prossimo 14 maggio quando i rossoneri torneranno in campo nel secondo turno ad eliminazione diretta allo Zaccheria, ad insistere su un tasto che potrebbe rivelarsi l’arma in più per rendere la formazione rossonera l’autentica mina vagante della post-season.
Tutto ora torna ed ha un senso, se il Foggia alla fine ha toccato quota 60 nella casella dei gol segnati (preceduta nella speciale classifica solo dal Catanzaro-monstre) senza peraltro disporre di una prima linea particolarmente attrezzata anche sotto vil profilo numerico, è perché l’apporto in zona-gol dei suoi centrocampisti è nettamente al di sopra della media.
Il motivo? Innanzitutto perché in organico ci sono elementi con spiccate propensioni offensive, ma non bisogna nemmeno dimenticare che che l’estate scorsa erano stati prelevati profili che dovevano essere utilizzati in un determinato sistema di gioco (il 4-2-3-1 tanto caro a Boscaglia, e nel quale avrebbero dovuto agire tre trequartisti a ridosso dell’unica punta avanzata).
E che poi, strada facendo, hanno dovuto riconvertirsi tatticamente. Due casi emblematici su tutti: quelli di Diego Peralta ed Andrea Schenetti che, seppure non trovando in stagione spazio in pianta stabile nell’undici di partenza, per non restare ai margini del progetto si sono adattati a nuovi compiti in campo.
Il primo così ha finito con il fluttuare spesso fra la trequarti e l’attacco fungendo ora da seconda punta, ora da interno, il secondo invece dopo essersi cimentato anche come play basso è stato poi utilizzato da interno, spesso alternandosi con Di Noia.
Ma è molto più probabilmente il cambio di modulo in corsa ad aver fatto affiorare a galla determinate carattersitiche dei singoli, che viceversa sarebbero rimaste sotto traccia. Nel 3-5-2, infatti, a ricoprire il ruolo di “quiinti” sono due giocatori che originariamente avrebbero dovuto essere utilizzati come laterali di difesa a 4, e che in una cerniera a 5 riescono a far valere oltre che il loro dinamismo anche i tempi di inserimento sottoporta.
E’ quanto meno singolare che nel reparto di centrocampo, che può far leva su dieci elementi, i soli Odjer (utilizzato con il contagocce) e Vacca (ancora in fase di recupero) ad oggi siano gli unici ad essere rimasti all’asciutto. Tutti gli altri, invece, hanno timbrato a più riprese il tabellino dei marcatori, e due di loro (Garattoni e Petermann) addirittura siano riusciti a mettere assieme nell’arco dell’intera stagione regolare qualcosa come 15 realizzazioni.
Sono complessivamente 36, sui 60 totali, i gol che arrivano dal reparto di centrocampo, che ha nettamente sopravanzato anche su un attacco che, senza le prodezze di Ogunseye (che con 11 gol all’attivo ha migliorato il suo recordo personale), sarebbe davvero evanescente.
Già, perché il baby Iacoponi vanta all’attivo appena 2 centri al pari di Beretta, volendo all’elenco si potrebbe aggiungere anche Peralta (che è fermo a quota 4). Stop. Null’altro, anche perché nel frattempo Tonin (1 gol) a gennaio è passato al Monterosi, e Vuthaj (3) è tornato in prestito al Novara.
E’ allora lì, in mezzo al campo, il vero tesoro del Foggia, nessuna delle squadre inserite nel girone C (nemmeno le primissime della classe Catanzaro, Crotone e Pescara) possono far leva su un reparto così prolifico. Farà bene a tenerlo a mente Delio Rossi nelle prossime due settimane che dividono dai playoff per trovare altre soluzioni tattiche che possano agevolare la conclusione a rete dei suoi mediani ed interni con il vizio del gol.
I numeri non ingannano, e forniscono un quadro che è indicativo sulla forza d’urto del reparto rossonero, il migliore e più assortito della squadra: Garattoni è stato l’esterno più prolifico di tutta la serie C con 8 centri, Petermann in mediana ha confermato la sua vena realizzativa ed è salito a quota 7 agevolato anche dal fatto che è il rigorista scelto, la sorpresa Frigerio che in partenza pareva poote4sse essere un semplice rincalzo si è spinto fino a 5 gol.
Di Noia, che era reduce da un paio di stagioni opache, ha timbrato il cartellino tre volte, Costa come quinto di sinistra vanta tre centri all’attivo. All’appello mancano i soli Schenetti (2 gol, forse la vera delusione di stagione) e l’islandese Bjarkason (anch’egli autore di 2 reti nelle due ultime presenze cumulate contro Catanzaro e Turris).
Per chiudere il cerchio c’è da aggiungere anche Nicolao, passato in gennaio a Gualdo, e che nella prima parte di stagione è andato a segno due volte. Il totale fa 36, ora è chiaro perché il Foggia ha potuto fare a mano del bomber.
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