Clamoroso allo Zaccheria. A memoria fino a ieri non si ricordava un frangente in cui il tifo organizzato avesse preso posizione ufficiale (e critica) nell'ultimo triennio rispetto alla gestione-Canonico.
E lo striscione affisso nella notte fra sabato e domenica nei paraggi dell'impianto di viale Ofanto esposto segna inequivocabilmente la fine di un idillio. Anche gli ultras (o parte di loro) prendono le distanze dall'assenteismo ormai acclarato del patron rossonero e lo invitano a darsi una mossa.
Perché il Foggia non può vivacchiare nell'anonimato e chi è chiamato a pilotarlo non può giocare a nascondino come ormai sta facendo l'imprenditore di Palo del Colle da qualche mese a questa parte.
Il Foggia che per ben 4 volte nel corso di questa stagione vedrà privarsi della presenza dei suoi tifosi sugli spalti (rispettivamente con Virtus Francavilla, Giugliano, ieri col Potenza ed il prossimo 23 col Monterosi), continua a pagare le intemperanze di una inconsistente minoranza ed è l'emblema anche di un malessere ormai diffuso che serpeggia nell'ambiente da qualche tempo. Un brutto segnale che va estirpato in fretta. Prima che sia troppo tardi...
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