Foggia, Canonico ci ripensa: avanti con Cudini. L’Audace lavora sulla tenuta mentale all’interno della gara

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Lunedì sera a Cerignola Mirko Cudini non sarà in panchina. È squalificato e con ogni probabilità il suo posto sarà preso dal vice Antognozzi. A questo punto, quindi, appare scontato che il Foggia proseguirà con il tecnico marchigiano. E, a meno di clamorose sorprese, sarà così fino all'ultima sfida dell'anno del 23 dicembre prossimo con il Monterosi. Appare ormai chiaro l'indirizzo di patron Nicola Canonico, che è stato tentato di dare un taglio netto e dettare la svolta sul piano tecnico.

Ma poi è tornato sui suoi passi e ci ha ripensato, primo perché non è facile in questo frangente trovare un allenatore che sia disposto ad accettare di fungere da traghettatore (perché altro non potrebbe proporre il club che non un contratto di sei mesi a chi subentra in corsa). E secondo perché gli scenari a livello societario non è detto che di qui a breve non possano mutare, qualcosa nell’ombra si muove, e allora meglio soprassedere.

Niente ribaltone, dunque, Cudini resta al suo posto a dispetto dei risultati che lo inchiodano di fronte alle proprie responsabilità (7 punti nelle ultime 9 e dodicesimo posto in classifica che al momento vuol dire out dai playoff) e dei rimbrotti di un ambiente che comincia a mostrarsi riluttante nei riguardi dell'allenatore di Sant'Elpidio a Mare. Canonico in primis non ne può più dei continui stravolgimenti di modulo che sta continuando a propinare senza cavarne un ragno dal buco, ma ha legate mani e piedi in questo frangente in cui deve decidere cosa farne del Foggia. Motivo per il quale si vede costretto a temporeggiare.

La squadra, intanto, ha ripreso ad allenarsi ieri dopo il giorno in più di riposo concessole, lo slittamento pareva potesse essere propedeutico all'avvicendamento in panchina che pareva imminente e invece il differimento pare sia stato semplicemente il frutto di una scelta dettata dal fatto che si tornerà a giocare lunedì sera nel posticipo di Cerignola. Dove bisognerà assolutamente limitare i danni ed evitare un'ulteriore battuta di arresto che farebbe precipitare la situazione.

Modulo e formazione ovviamente più che mai in alto mare al momento, mai come in questa settimana le scelte dovranno essere oculate, contro l'Audace sarà vietato sbagliare per non pregiudicare ulteriormente la posizione in classifica e vedersi risucchiati addirittura in zona playout.

QUI CERIGNOLA. “Cerignola abbiamo un problema”. In casa Audace mai frase fu più attuale di quella pronunciata dal pilota della celebre ma sfortunatissima missione lunare Apollo 13. Ancora una volta la squadra di Tisci ha evidenziato di essere inaffidabile nell’arco dei 90 minuti, non a caso anche il derby contro la Virtus Francavilla, condotto con autorità fino al 40’ col doppio vantaggio, sai è poi concluso con tanti rimpianti. Che cominciano davvero ad essere troppi e che potrebbero seriamente compromettere l’intero progetto tecnico messo in piedi la scorsa estate dal ds Di Toro e dalla famiglia Grieco.

In almeno cinque occasioni, Malcore e compagni non sono riusciti a conquistare i tre punti da situazioni di vantaggio, nei minuti finali spesso e volentieri la squadra si è disunita e ha fatto splash. Da Crotone a Potenza, passando per Torre del Greco, Messina e fino alla sconfitta di Avellino dopo aver retto per più di un’ora in dieci contro undici.

Subire rimonte è diventata una spiacevole costante per i gialloblù che hanno adesso necessità di invertire il trend: “È come se ci accontentassimo del vantaggio, ma poi cadiamo in trance - ha provato a spiegare Ivan Tisci -. Credo che si tratti di un aspetto più mentale che tecnico-tattico”. Perché la squadra in fondo gira e produce, non si spiegherebbe altrimenti la capacità di segnare due gol come a Francavilla nel primo tempo. Poi, però, è come se si spegnesse l’interruttore: “Il carattere non si può dimostrare a fasi alterne”, ha precisato il tecnico ofantino, che non è detto ora non possa entrare in discussione.

Anche se in seno al club negano una eventualità del genere. La lunga settimana che porterà al posticipo contro il Foggia è appena iniziata e non sono in pochi a credere che il derby possa davvero essere il match decisivo per l’ex tecnico del Fasano.

Una sola vittoria nelle ultime 8 giornate (quella interna contro il Catania) è un bottino troppo striminzito per poter ambire a qualcosa d’importante, che il club si stia cominciando a guardare attorno è da escludere, al pari di un toto allenatore che realmente non è mai partito: qualche ‘capriccio’ tra i tifosi c’è ed è inutile negarlo, ma per il momento la concentrazione e le energie mentali devono essere rivolte solo alla partita contro il Foggia. Che, dal canto suo, di certo non sta attraversando un momento migliore dei gialloblù, anzi.

Servirà un Cerignola attento e combattivo per tutti i 90’ con la speranza che siano recuperati quegli elementi fondamentali che finora hanno timbrato il cartellino più in infermeria che non in campo. Sainz-Maza è uno di questi, ma anche Ligi, Martinelli e Rizzo (assenti a Francavilla): perché oltre al problema mentale di gestione del vantaggio c’è anche quello grosso delle assenze che stanno punteggiando in negativo il cammino dell’Audace.

Al netto dei tanti infortunati che hanno affollato la lista degli indisponibili fin dall’inizio della stagione e di alcune decisioni arbitrali a dir poco rivedibili (sia nel match casalingo contro il Picerno che soprattutto a Francavilla in occasione del rigore del momentaneo 3-2 assegnato per un fallo di mano nettamente fuori area), la squadra è chiamata a dare una sterzata. E chissà se questa volta, il pari raggiunto in pienissimo recupero con il rigore di Malcore non possa rappresentare la svolta: “Se ci darà quello sprint in più e servirà a ripartire con l’atteggiamento giusto per 95’ potremo dirlo fra qualche settimana - ha sottolineato Tisci -. Se invece non faremo tesoro dei nostri errori viceversa potrebbe costarci molto caro”. Anche perché, ripeterli contro il Foggia potrebbe rappresentare davvero il capolinea dell’avventura del tecnico genovese sulla panchina ofantina.

(ha collaborato Fabio Trallo)

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