Si gioca nel deserto desolante dello Zaccheria. Per la quarta volta in stagione il Foggia è costretto a scendere in campo senza l'apporto dei suoi tifosi sugli spalti. C'è infatti ancora da pagare dazio ai fatti accaduti fra il primo e secondo tempo a Caserta, ma anche se fosse andata in onda a porte aperte questa gara col Monterosi, che chiude ufficialmente il 2023, sarebbe stata ugualmente per pochi intimi.
A pensarci bene però, non è detto che non sia meglio così, l’ambiente è in fibrillazione e sul sentiero di guerra, i risultati che tardano ad arrivare e l’incertezza legata al futuro del club stanno generando troppi malumori, che un eventuale altro passo falso in campionato potrebbero tramutarsi in un vero e proprio coro di disapprovazione. Con tutto ciò che ne deriverebbe. Si registra sempre più disamore e disinteresse latente attorno alle vicende dei rossoneri, la caduta verticale degli ultimi due mesi che ha sospinto Garattoni e compagni dal terzo al tredicesimo posto ha gettato nello sconforto la tifoseria, che mai come in questo delicatissimo frangente è delusa da quanto sta accadendo dentro e fuori del campo.
Anche oggi (ore 18:30) a scendere in campo sarà una squadra in autogestione e affidata in panchina all’inedito tandem Olivieri-Vacca, che è chiamato a limitare i danni in una sfida che solo apparentemente si presenta abbordabile. In attesa di una svolta tecnica che tarda maledettamente ad arrivare anche perché non è semplice trovare in questo frangente un allenatore che accetti di guidare al buio una squadra che è letteralmente in balia delle onde ed abbandonata al suo destino.
Dopo il ko del derby di Cerignola che ha ingigantito i limiti di un gruppo che è in evidente involuzione anche sul piano fisico, bisognerà provare a tornare a fare punti contro l'ultima della classe che finora ha vinto solo due volte. Ma che col Foggia negli scontri diretti è ancora imbattuta (1 vittoria e tre pareggi) e che quindi è avversario da prendere con le molle.
Oltretutto i laziali negli ultimi dieci turni vantano un trend migliore dei rossoneri (8 punti a 7), e quindi sarà bene affrontare i prossimi 90' senza distrazioni, per non incappare in un’altra giornata storta che potrebbe essere letale in termini di classifica. Già, perché rinviare ancora l'appuntamento con la vittoria, vorrebbe dire scivolare ulteriormente all’indietro e ritrovarsi a fine anno addirittura in piena bagarre-retrocessione. Proprio così, dopo aver accarezzato per poche ore la vetta dopo la vittoria sul Brindisi del 14 ottobre scorso, adesso i rossoneri vivono l'incubo di essere risucchiati nella zona play-out che al momento dista solo 4 lunghezze.
Non sarà però facile per nulla avere ragione del Monterosi, che scende allo Zaccheria forte di sapere di non avere nulla da perdere e di trovarsi di fronte un avversario che ormai ha smarrito tutte le sue certezze. E che quindi potrebbe essere preda delle sue fragilità. Accentuate anche dalle assenze che affliggono i rossoneri e che costringeranno lo staff tecnico a fare i salti mortali per mettere in campo un undici che sia nella condizione di mettere nel mirino i 3 punti in quella che diventa la gara forse più importante a questo punto della stagione. Vietato sbagliare ancora, è stata una vigilia che si è portata dietro qualche dubbio di troppo legato alle condizioni di qualche acciaccato che quasi sicuramente sarà costretto a marcare visita.
Non ci sarà capitan Garattoni, appiedato per un turno, mancheranno molto probabilmente anche Rizzo e Di Noia usciti malconci dal derby, possibile ancora il ricorso al 3-4-1-2 con Salines-Carillo-Riccardi a formare la cerniera a 3 di difesa, Vezzoni e Antonacci a fungere da quinti, con Marino play coadiuvato ai suoi lati da Schenetti e Frigerio. In avanti spazio ancora alla coppia Peralta-Tonin, in mancanza di altre valide alternative, atteso che Embalo dovrebbe dare ancora forfait.
In attesa di un risveglio che tarda a materializzarsi, il club intanto ha annunciato lo stop al silenzio stampa, dopo la gara col Monterosi i rossoneri torneranno dunque a parlare. E con loro dovrebbe ritrovare la voce anche patron Nicola Canonico, che pare sia intenzionato a presentarsi in sala-stampa dopo i lunghi silenzi di tutti questi mesi non certo, si spera, per formulare gli auguri natalizi. Ma per fare chiarezza sul futuro del Foggia.
Il presidente, dopo aver respinto l'ennesimo assalto al club e liquidato senza tanti complimenti la cordata cerignolana che fa capo al commercialista De Cosmo, dovrebbe finalmente pronunciarsi su almeno tre passaggi che si rendono indispensabili per fare chiarezza a tutto tondo: sarebbe il caso, infatti, che finalmente annunci chi guiderà la squadra alla ripresa del campionato dopo la sosta natalizia; come ha intenzione di intervenire sulla prossima finestra di mercato per potenziare un organico che necessita di urgenti ritocchi soprattutto in prima linea dove è assolutamente monco. E chiarisca una volta per tutte, e senza tanti sotterfugi, cosa vuole fare del Foggia. Il tempo ormai è abbondantemente scaduto e altre manfrine non sono più né ammissibili, né tanto meno sostenibili.
Le probabili formazioni:
FOGGIA (3-4-1-2): Nobile; Salines, Carillo, Riccardi; Vezzoni, Marino, Frigerio, Antonacci; Schenetti; Peralta, Tonin.
Allenatore: Massimiliano Olivieri;
MONTEROSI TUSCIA (3-5-2): Mastrantonio; Sini, Piroli, Verde; Bittante, Parlati, Tolomello, Palazzino, Frediani; Silipo, Costantino.
Allenatore: Fabrizio Romondini.
Arbitro: Catanzaro (Catanzaro);
Assistente 1: Aletta (Avellino);
Assistente 2: Ingenito (Piombino);
Quarto Ufficiale: Zangara (Catanzaro).
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