Momento delicatissimo per il Foggia, al peggio non c’è mai fine. Vero Canonico?

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Una squadra che nelle ultime 7 di campionato perde cinque volte e racimola la miseria di 4 punti, oltre che in caduta verticale, è seriamente indiziata ad essere risucchiata nella zona playout. Non si sfugge, il Foggia dopo la figuraccia di Giugliano ed i risultati maturati sugli altri campi nell'ultima giornata pur conservando un vantaggio di 5 punti dal quint'ultimo posto deve guardarsi sempre più le spalle. Il margine infatti solo apparentemente resta rassicurante, non ci fosse di mezzo il recente trend da incubo dei rossoneri. Di questo passo, insomma, se non si correrà in fretta ai ripari, Rizzo e soci sono destinati ad una seconda parte di stagione di pura sofferenza. 

Il flop di venerdì sera, che si è materializzato nell'ultimo quarto d'ora complici anche alcune clamorose sviste difensive, ha confermato che la cura Vacca-Coletti fa fatica a sortire effetti, primo perché non è facile a questo punto della stagione incidere su un gruppo che sul piano squisitamente tattico ha sinora assimilato altri principi. E poi perché la squadra è numericamente ridotta all’osso, in diversi sono in uscita e quindi gestire un organico che per ovvie ragioni è distratto dal mercato diventa oltremodo complicato. 

Venerdì sera al De Cristofaro se ne è avuta la dimostrazione plastica: in campo c’era più di qualcuno con le valigie pronte, ed il suo rendimento oltre che a lasciare a desiderare ha finito con l’inficiare il risultato finale. Generando alla fine il dubbio che forse sarebbe stato meglio rinunciare al suo utilizzo, così come fatto peraltro nel caso di Garattoni e Frigerio, partiti dalla panchina. 

A Vacca e Coletti, che in un frangente così incerto nel quale oltretutto sanno perfettamente di essere sotto osservazione, non resta che fare buon viso a cattivo gioco, anche se poi starebbero cominciando a manifestare qualche malcelato malumore per via dei rinforzi che tardano ad arrivare. 

Millico a parte, che a Giugliano soprattutto nella prima parte del match ha dato dimostrazione di poter dare peso e sostanza alla prima linea, per ora il piatto piange e senza adeguati puntelli diventa difficile anche per il duo subentrato in corsa a Cudini per dettare la svolta. 

I giudizi su modulo (il 4-2-3-1) ed interpreti sono necessariamente rinviati a mercato concluso, quando il dado sarà tratto e si avrà un quadro esauriente sul mercato effettuato in entrata ed in uscita. Ma fino al 31 gennaio prossimo il Foggia dovrà giocare altre due partite con Avellino e V. Francavilla, e non è ipotizzabile che possa restare ancora a digiuno. Perché la classifica rischia di farsi oltremodo preoccupante, con tutte le conseguenze che ne deriverebbero. 

In un frangente di grande incertezza come questo sarebbe semmai interessante capire cosa stia frullando per la testa alla proprietà, che oltre che a respingere l'assalto di possibili acquirenti (l'ultima trattativa intavolata dal gruppo Di Matteo-Catena sarebbe tramontata per la richiesta avanzata da Canonico di 1milione di euro, oltre alla debitoria ed al subentro nelle fidejussioni, ndr) non lascia trasparire quali siano le sue reali intenzioni per il futuro. Anche se alternative concrete all’orizzonte non se ne intravedono, e quindi il patron sarà costretto (suo malgrado) ad aprire i cordoni della borsa e a rinforzare la squadra, non fosse altro che per preservare la categoria. 

Il tutto nel mentre il Foggia sprofonda in classifica, e si è costretti ad assistere al teatrino del post-gara di Giugliano, dove il capitano di giornata Rizzo si è presentato in sala-stampa per chiedere scusa a tutti. Società compresa, che invece è la prima che dovrebbe recitare il mea culpa.

Sul banco degli imputati un unico e solo responsabile: Nicola Canonico, il Re nudo, che con le sue scellerate scelte e la sua visione anacronistica del calcio ha condotto il Foggia sull'orlo del baratro. 

Inutile allora puntare l'indice accusatorio su tecnici e calciatori, oltre che i meno responsabili sono solo l'effetto di un caos che è figlio delle magagne di una proprietà che in tre anni di gestione ha generato solo macerie.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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