Un’altra trattativa dall’epilogo scontato: il Foggia, a sentire Nicola Canonico, non è detto che non cambi di mano. Ma si fa sempre fatica a trovare la quadra del cerchio. Anche il tentativo del gruppo Di Matteo-Catena è naufragato, di fronte alla richiesta dell’imprenditore di Palo del Colle che ufficialmente (e per bocca del figlio Emanuele) solo qualche settimana fa aveva precisato di non pretendere alcun indennizzo, e che all’atto pratico chiederebbe invece 1 milione di euro per togliere il disturbo.
Un film già visto, insomma, e che ha indotto i due imprenditori che operano nel settore del mattone a chiarire la loro posizione in una nota ufficiale nella quale svelano i dettagli di un accordo che pareva essere a buon punto.
“Siamo molto amareggiati per l’epilogo di una trattativa che credevamo potesse realmente andare a buon fine. Eravamo fortemente interessati a rilevare la maggioranza delle quote del Calcio Foggia 1920, le nostre intenzioni sono serie, accompagnate da un progetto solido finalizzato al rilancio tecnico e finanziario della squadra. Ma le carte in tavola sono state cambiate”, hanno recitato Di Matteo e Catena, che restano comunque alla finestra in attesa degli eventi.
Intanto in città si registra nelle ultime ore una levata di scudi da parte della tifoseria, indignata dalla piega che sta prendendo la stagione. Dopo l'annuncio per mercoledì prossimo 17 gennaio è stato invece rinviato il corteo pacifico di protesta con partenza dalla villa comunale e fino allo stadio Zaccheria. Due i temi che erano stati annunciati: l’invito rivolto a Canonico ad andare via e la richiesta di riapertura dello stadio.
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