Il Foggia cambia pelle. Perché così piace al suo patron Nicola Canonico, che a gennaio ama incidere sul mercato di riparazione. Con qualche colpo ad effetto, tanto per gradire. Sarà così anche stavolta, a maggior ragione perché in estate si è fatta confusione e ci si è mossi alla rinfusa. Allestendo una squadra che di “dignitoso” aveva ben poco fin dall’inizio. Oggi è il giorno di Tascone e Furlan, il mediano ed il portiere andranno ad aggiungersi a Millico e Santaniello che sono già rossoneri, e sono quegli ulteriori due puntelli individuati dalla proprietà per rimediare a quanto non è stato fatto in agosto.
Dopo quest'ultima sessione invernale di mercato che si concluderà il prossimo 31 gennaio, saliranno così a circa una ottantina i calciatori sbarcati a Foggia nel corso dei tre anni di gestione-Canonico. Un'enormità per un club che non naviga certo nell’oro e che per la stagione in corso avrebbe voluto tirare i remi in barca dopo le manie di grandezza di un anno fa.
Numeri che la dicono lunga su quella che è stata la totale assenza di programmazione di quest’ultimo triennio da parte di una proprietà che, a parte il primo anno con Peppino Pavone nella stanza dei bottoni che ha dato un preciso indirizzo, per il resto ha brancolato nel buio. Affidandosi il più delle volte alle intuizioni personali di Canonico che già in passato, ai tempi del Bisceglie, si è cimentato nei panni di ds. Con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.
Al patron, però, piace così: le due fasi della stagione dedicate al mercato sono quelle che più lo intrigano e che lo vedono protagonista indiscusso in prima linea. Nelle due ultime stagioni, con il fido Emanuele Belviso in cabina di regia, si è potuto sbizzarrire a proprio piacimento, superfluo per lui il ruolo di direttore sportivo in una compagine societaria, a cosa può servire mai visto che tutte le scelte devono passare sempre e comunque attraverso il suo avallo? E poi, vuoi mettere? Con Belviso ci si intende ad occhi chiusi, mai una diversità di vedute, basta un cenno per ritrovarsi sulla stessa lunghezza d’onda. Anche perché è lui il deus machina che si muove dietro. le quinte. Per cui ai suoi più stretti collaboratori non resta che assecondare i suoi voleri.
Il suo capolavoro Canonico però lo ha realizzato la scorsa stagione, quando per il dopo-Zeman ha messo in campo il meglio del suo repertorio: obiettivo dimostrare che il pallone a Foggia si può fare, e meglio, anche senza il Maestro.
Acquisti dunque a gogò, con relativi lauti contratti biennali e triennali, con l’unico intento di soddisfare il proprio desiderio di rivalsa verso chi non lo aveva mai coinvolto in un progetto tecnico di cui si sentiva promotore. Lesa maestà. Inevitabile, però, che sia andata così, soprattutto dopo che alla corte di Zeman erano arrivate solo terze e quarte scelte a fronte anche delle poche decine di migliaia di euro investite. Eppure alla fine gli è andata anche di lusso, perché nel suo secondo anno di interregno è arrivato ad un passo dalla B Paperon de' Paperoni Canonico, che a gennaio si era regalato anche la ciliegina sulla torta col doppio colpo Vacca-Beretta che poi si sarebbe rivelato un flop colossale.
Trentotto tesserati nella stagione '21-22, 37 lo scorso anno, 34 al momento con il mercato ancora in corso, per un esercito di 109 elementi che sono stati alle dipendenze di 6 allenatori e di 4 direttori sportivi. Che oltre che ad appesantire il bilancio non hanno fruttato alcun risultato sul piano squisitamente sportivo.
Nicoletti, Di Pasquale, Ferrante, Curcio, Merola, Garofalo, Petermann, Martino, Rizzo, Nicolao e Garattoni fanno tutti (o quasi) parte della nidiata prodotta dalla premiata ditta Pavone-Zeman, l'anno scorso a parte Frigerio e Di Noia ed i prestiti di Costa, Ogunseye, Kontek e Bjarkason non si sono registrate grandi intuizioni sul mercato. Quest'anno poi fatta eccezione per Salines, Carillo e Marzupio, praticamente il nulla cosmico che ha confermato tutta l'improvvisazione e l'approssimazione di un club che anche sulla scelta degli under ha lasciato molto a desiderare.
Ora in tutta fretta si corre ai ripari per non pregiudicare una stagione che sta cominciando a prendere una brutta piega, e che costringe l’architetto di questo strampalato progetto a provare a salvarsi in corner. Con Vacca e Coletti, il tandem chiamato al capezzale di un gruppo disorientato e che ha perso le certezze che aveva faticosamente raggiunto ad inizio di stagione, Canonico non può permettersi ulteriori passi falsi, e gioco forza dovrà assecondarne le richieste.
Che sicuramente non sono di ripiego: Millico non è farina del sacco del patron, il nome gli è stato suggerito direttamente da Vacca che ha orientato anche la scelta dell’attaccante che era sul punto di accasarsi a Catanzaro. Santaniello sarebbe potuto venire a Foggia già lo scorso anno, lo voleva Fabio Gallo, e dell’attaccante ex Turris ed Avellino ci si è ricordati nel momento del bisogno.
Simone Tascone è la contropartita tecnica che la Virtus Entella ha messo sul tavolo per arrivare a Garattoni, ci sarebbe da superare la concorrenza del Taranto che si è messo di traverso, ma il mediano (che è perfetto per il 4-2-3-1 che ha in animo di continuare a proporre il neo-staff tecnico) dopo qualche tentennamento ha scelto Foggia.
Infine Jacopo Furlan: arriva per sostituire Tommaso Nobile, destinato a questo punto ad accomodarsi in panchina e a fare da dodicesimo dopo le ultime clamorose sviste che lo hanno messo spalle al muro. Fine di un idillio mai completamente sbocciato, il portiere napoletano non ha mai del tutto convinto per quanto due estati fa sbarcò a Foggia con l’etichetta di “miglior numero uno del girone meridionale”. Gliela aveva appioppata il patron (che ama travestirsi da ds) subito dopo averlo sottratto alla concorrenza del Rimini.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).