Foggia: stasera alle 20 giù la maschera. Club di patron Canonico impegnatissimo per operazioni in entrata e uscita

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Stasera alle 20 il Foggia capirà se in questa seconda parte di stagione potrà risalire la china, e tirarsi fuori il prima possibile dalle secche della classifica. O se è destinato a soffrire fino in fondo. Molto dipenderà da quest'ultima giornata di mercato che sta per andare in archivio e che oltre a dire se il club di Nicola Canonico uscirà promosso o bocciato da una sessione invernale che l’ha vista impegnatissima in prima linea, deve mettere nella condizione il tecnico Mirko Cudini di ritrovarsi fra le mani un gruppo che possa centrare l'obiettivo della salvezza e che remi tutto nella stessa direzione.

In queste ultime ore che restano ancora a disposizione c'è da epurare lo spogliatoio di almeno un altro paio di pedine "scomode", ma soprattutto c'è da puntellare adeguatamente un organico che dal maquillage di gennaio alla fine uscirà profondamente rinnovato. 

Nel frattempo Cudini ha il suo vice, dopo aver perso per strada il fido Antognozzi che nello scorso dicembre aveva risolto il suo contratto, ieri il club ha annunciato il tesseramento di Carlo Ricchetti, 53enne tecnico foggiano che ha indossato la maglia del Foggia dal’86 al ‘91 e poi nella stagione 2000/01 e che in passato ha guidato l’U19 rossonera.   

Si riempie la casella dell’allenatore in seconda, ma restano ancora vuote alcune della prima squadra, dopo Tenkorang che è andato ad aggiungersi al poker di rinforzi giunti nella seconda decade di gennaio, si attendono sul filo del gong altri annunci che possano (in parte) mitigare i malumori emersi a seguito degli arrivi di Ercolani, Manneh e Gagliano (per i quali manca solo l’annuncio ufficiale che giungerà in giornata), ma che non hanno riscaldato più di tanto gli entusiasmi.

Ad occhio e croce, infatti, dovrebbero trattarsi di semplici rincalzi che difficilmente troveranno spazio in pianta stabile nell'undici di partenza, tranne forse Ercolani che arriva per rimpinguare un reparto di difesa sempre più stringato. Che, oltretutto, in vista della sfida di domani sera con il Catania potrebbe ritrovarsi orfano anche di Carillo, uscito malconcio dalla trasferta di Francavilla Fontana. 

Proprio i prossimi 90' di campionato devono invertire il pericolosissimo trend che sta caratterizzando il nuovo anno dei rossoneri, ancora fermi al palo nel ‘24 ed alla disperata ricerca di un risultato positivo che risollevi una squadra che e con il morale sotto i tacchi e che anche nel corso di questa settimana si è vista costretta a lavorare in piena emergenza, oltre che in un clima di generale incertezza legato alle evoluzioni di un mercato che mai come in questa fase è stato così invasivo.

E intanto domani sera c’è il Catania, che in classifica è al 12° posto con 29 punti (4 in più del Foggia che è 15°). Ma che ha da recuperare una gara: quella di Picerno (che non si giocò a causa della neve, lo scorso 20 gennaio). Lo farà martedì prossimo (ecco spiegato il motivo dell’anticipo).

Per quanto speso dal club di Ross Pelligra, i risultati degli etnei sono da ritenersi – finora – alquanto deludenti. Sperava, il ricco imprenditore italo-australiano, che la sua squadra (sebbene neopromossa) recitasse da protagonista in questo campionato. E’ stata, fin qui, poco più di una comparsa. 

Il punto più alto il Catania l’ha raggiunto dopo la 7^ giornata (quand’era al 5° posto). Alla 13^ (dopo la sconfitta di Cerignola) toccò quello più basso (13° posto). Ma già in precedenza (a seguito della sconfitta interna con l’Avellino, all’11^) il Catania – inserito nel ristretto gruppo dei favoriti, dagli addetti ai lavori (alla vigilia del torneo) – era uscito clamorosamente fuori dalla zona play off. E sta faticando a ritornarvi.

Da metà novembre sulla panchina rossoazzurra c’è Cristiano Lucarelli, in precedenza v’era stato Tabbiani  (e, per una gara, Zeoli). Lo score dell’ex allenatore della Ternana è di 4 vittorie un pareggio e 3 sconfitte: non proprio esaltante. 

Preoccupa, in casa rossoazzurra, il trend delle ultime 6 gare nelle quali il Catania ha racimolato appena 7 punti (frutto delle vittorie con Benevento e Brindisi e del pareggio di Monopoli, domenica scorsa). Pesano notevolmente le sconfitte con ACR Messina, Sorrento e Crotone che hanno frenato la risalita in classifica di Di Carmine (goleador della squadra con 7 reti) e compagni.

Si spiega, dunque, facilmente la rivoluzione tecnica operata dai dirigenti siciliani al mercato di riparazione (che chiude i battenti stasera). L’intento di Pelligra e dei suoi uomini è stato quello di ricostruire la squadra, in modo che possa dire la sua, più avanti, nei play off (sul cui treno si dà per scontato possa salire). E la Coppa Italia (v’è, però, da ribaltare l’1-0 a favore del Rimini nella semifinale di andata) potrebbe, in tal senso, dare una mano accorciando al Catania la strada verso l’eventuale promozione).  Ma c’è tanto da lavorare. 

Questo l’undici sceso in campo contro il Monopoli – capace di raggiungere il pareggio in inferiorità numerica – nell’ultimo turno (Lucarelli ha schierato i suoi col 3-4-1-2): Bethers (infortunatosi, ha lasciato ben presto il posto ad Albertoni: ne avrà per un po’) fra i pali; Kontek  (ex rossonero, era alla V. Entella), Castellini e  Curado in difesa; Bouah, Quaini, Zammarini e Cicerelli (manfredoniano, cresciuto nel settore giovanile del Foggia; ex Reggina, proveniente dalla Lazio) a centrocampo; Chiricò  (altro ex rossonero) alle spalle delle due punte, Costantino (arrivato dal Monterosi) e Di Carmine. 

A gara in corsa sono entrati Wellbeck,  Cianci,  Chiarella e Peralta (a Foggia sino a qualche a due settimane fa). Nella partita precedente (col Brindisi) avevano trovato spazio fra i titolari: Rapisarda,  Zanellato  e Celli  a centrocampo. 

Cicerelli: “Per me, domani sera, sarà come tornare a casa. Per il Catania la gara dello Zaccheria dovrà essere come una finale di Champions”.
(Pino Autunno e Massimo G. Marsico - l'Attacco)

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testatina dillo al direttore WEB

 

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