La rivoluzione di gennaio consegna tutto un altro Foggia al campionato. Stasera (ore 20.45) il test con il Catania sette bellezze di Cristiano Lucarelli dirà se il mercato di riparazione ha fatto cambiare pelle ai rossoneri. E se si sta per inaugurare una seconda parte di stagione con meno incognite. O se invece stravolgere l'organico è stato un azzardo. Con tutto ciò che ne conseguirà.
Nell'anticipo della 24^ giornata sotto la luce dei riflettori dello Zaccheria il calendario si diverte a mettere di fronte le due formazioni che più di tutte hanno mutato profondamente i loro connotati: gli etnei ne hanno cambiati una quindicina di interpreti per tentare fino alla fine di restare agganciati al promozione, ha fatto leggermente peggio il Foggia che chiude il saldo della campagna-trasferimenti con 10 nuovi volti consegnati nelle mani di Mirko Cudini, chiamato ora a fare diventare squadra nel più breve tempo possibile un gruppo eterogeneo che è stato attraversato dai venti del rinnovamento.
Ieri alle 20 la delegazione rossonera presente a Milano (e composta dal presidente Canonico, dal ds Belviso e dal segretario generale Severo) ha portato a casa altri tre puntelli: nell'ordine Mattia Rolando (attaccante classe ‘92 a titolo temporaneo dal Renate), Alessandro Silvestro (difensore 22enne in prestito dall’Inter), Kalifa Manneh (attaccante esterno gambiano classe ‘98 a titolo definitivo), che vanno ad unirsi a Millico, Santaniello, Tascone, Perina, Tenkorang, Ercolani e Gagliano che vanno a stravolgere completamente l'intelaiatura di una formazione che l'estate scorsa era stata assemblata su altri principi e presupposti.
I migliori, e con i contratti più onerosi, hanno salutato: da Peralta a Garattoni, passando per Beretta, Vacca e Frigerio, di Schenetti e Di Noia presto si perderanno le tracce (finiranno fuori lista), via anche i due portieri Cucchietti e Dalmasso (con quest’ultimo passato ad una concorrente per la salvezza, il Monopoli). Ieri hanno cambiato aria anche Fiorini (fine prestito alla Fiorentina) e Idrissou (definitivo al Crema).
Un andirivieni senza precedenti per il Foggia nella finestra di gennaio, che adesso non si sa che risvolti potrà avere in una lotta per la salvezza che vede i rossoneri dopo la quarta sconfitta di fila impelagati fino al collo. Impossibile al momento stabilire se dal repulisti il club di patron Canonico esca o meno rinforzato, anche se è chiaro che il ritorno di Cudini in panchina ha finito con l’imporre inevitabili scelte. Che si sono tramutate in bocciature per alcuni dei senatori. Concetti che il tecnico rossonero ha confermato alla vigilia della sfida con gli etnei, ammettendo fra le righe che il suo esonero nel dicembre scorso è stato in qualche modo pilotato, e che le grandi manovre di gennaio sono state conseguenziali al suo ritorno in sella.
Se queste sono le premesse Foggia-Catania rischia di trasformarsi in una gara fra due formazioni in maschera, ancora lontane dalla loro identità. Inevitabile alla luce delle grandi trasformazioni che le hanno attraversate nell’ultimo mese. Sarà sfida al buio, stasera. Nella quale i due tecnici per tuta la settimana sono stati a lambiccarsi il cervello su che tipo di gara impostare. Il che a questo punto della stagione sembra quasi un paradosso.
Quale avversario e soprattutto quali interpreti si troveranno di fronte Rizzo e soci resta tutto da scoprire, la girandola di acquisti che hanno spinto in rossazzurro un nuovo portiere (Furlan), due difensori centrali (Kontek e Salvatore Monaco); un terzino sinistro adattabile come esterno di centrocampo (Celli); tre centrocampisti centrali (Welbeck, Sturaro e Tello); due attaccanti esterni (Peralta e Cicerelli); due punte centrali (Costantino e Cianci) la dicono lunga sulle ambizioni dei siciliani. Tutto un altro Catania, insomma, rispetto alla formazione che i rossoneri affrontarono e sconfissero (0-2) all’andata al Massimino.
Come questo che vedremo all’opera in serata, sarà inevitabilmente tutto un altro Foggia. Scontato, dunque, che non ci sia un favorito, anche se sulla carta gli etnei sembrano marziani che planano sullo Zaccheria letteralmente scaraventati da un altro pianeta. Cudini, che è pronto per il debutto-bis dopo aver scontato la squalifica venerdì scorso, e in settimana seppure solo a scaglioni ha potuto cominciare ad innestare forze fresche in organico, si affiderà al 4-3-3 che ha già mandato in onda a Francavilla.
Complicato però prevedere con buona approssimazione quali saranno gli uomini ai quali si affiderà per centrare i primi punti del ‘24, facendo un grande sforzo d'immaginazione davanti a Perina potrebbe schierare da destra a sinistra Salines, Carillo (recuperato a tempo di record), Ercolani e Rizzo; cerniera di centrocampo formata da Marino (play) con ai lati Tenkorang e Tascone; Tonin, Santaniello e Millico a comporre il tridente avanzato.
La rivoluzione di gennaio si è compiuta. Foggia e Catania hanno mutato pelle. Ora sarà il campo a dire chi fra le due ha visto giusto ed ha operato per il meglio. I 90’ di questa sera possono, in questo senso, cominciare a schiarire le idee...
Le probabili formazioni
FOGGIA (4-3-3): Perina; Salines, Ercolani, Carillo, Rizzo; Tenkorang, Marino, Tascone; Tonin, Santaniello, Millico.
Allenatore: Cudini;
CATANIA(3-4-1-2): Albertoni; Curado, Kontek, Castellini; Bouah, Zammarini, Tello, Cicerelli; Chiricò; Di Carmine, Costantino.
Allenatore: Lucarelli;
Arbitro: Diop di Treviglio;
Assistenti: Paggiola (Legnago), Giudice (Frosinone);
Quarto ufficiale: Cherchi (Carbonia).
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