Foggia Calcio, ora non fermarti: il secondo successo di fila riporta un briciolo di ottimismo in più

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Cosa sarebbe stato di questa stagione senza la sciagurata parentesi del tandem Coletti-Vacca che oltre che il sorriso al Foggia ha sottratto anche punti pesanti alla classifica?

La domanda sorge spontanea dopo che il ritorno di un ‘allenatore’ in panchina ed un mercato di riparazione mirato e meno scellerato di quello estivo, hanno ridato un'anima alla formazione rossonera. Che per 40 giorni, da metà dicembre al 22 gennaio scorso è caduta in catalessi, preda delle scempiaggini di una proprietà che, esattamente come un anno fa con Mario Somma (scelto per il dopo-Gallo) ha fatto un salto nel vuoto. 

Rischiando di compromettere una annata che già era iniziata al buio, e che ha seriamente rischiato di essere compromessa in via definitiva e con largo anticipo. Il Foggia 2.0 di Cudini dopo il successo a mani basse nel derby di Brindisi, se non ha svoltato, ha comunque mostrato evidenti segnali di ripresa. Che vanno nella direzione di quella normalizzazione che necessitava urgentemente per rimettersi in carreggiata dopo gli schiaffi a ripetizione presi in avvio di girone di ritorno. 

Voltando lo sguardo a ciò che è stato fra la 19^ e la 23^ giornata (costate la miseria di 3 punti e quattro sconfitte consecutive), c’è da mordersi le mani per quanto mandato in onda: cose mai viste prima da queste parti, è come se per un mese il calcio a Foggia si sia annullato. Senza una guida tecnica e nel caos più totale, si è rischiata la paralisi prima. E poi il tracollo. E meno male che patron Nicola Canonico si è ravveduto in tempo ed è tornato precipitosamente sui suoi passi, richiamando Cudini al timone. 

Scelta peraltro inevitabile (ma contingente), considerato che i tentativi di portare in rossonero qualche altro allenatore sono miseramente caduti nel nulla di fronte al diniego degli interpellati. E così ecco il ritorno al passato, e dopo aver pagato inevitabilmente dazio a Francavilla, essersi rianimato con il Catania, prima di ricadere in trance con la Turris, il Foggia negli ultimi 180' è tornato ad essere squadra e a smuovere la sua classifica deficitaria. 

Perché nel frattempo la terapia d'urto di Cudini ha cominciato a produrre i primi effetti: col Monopoli si è rivisto un gruppo disposto al sacrificio e mai arrendevole, lunedì sera a Brindisi invece il Foggia ha comandato in lungo ed in largo, mostrando i caratteri distintivi di una formazione che, se continuerà su questa strada, non ha motivo di soffrire per salvarsi. Suffragando così la tesi secondo la quale se si è ritrovato inghiottita nei bassifondi della classifica è stato solo perché ha dovuto fare i conti con le frequenti piroette della sua proprietà, sempre fin troppo ondivaga e mai trasparente fino in fondo.

Lunedì sera Mirko Cudini, al termine di Brindisi-Foggia sembrava un naufrago appena venuto fuori dalla tempesta: “Si poteva e dovevamo fare di più, con la qualità che abbiamo lì davanti dobbiamo essere ancora più determinati e più incisivi - ha sottolineato il tecnico marchigiano, che da quando è tornato in sella alla sua squadra è stato assai abile a rimettere assieme i cocci di quella che poteva diventare una vera e propria disfatta -. Devo dire che l’atteggiamento che hanno avuto i ragazzi sin dal primo minuto è stato positivo. Abbiamo cercato di aggredire il Brindisi in avanti e cercato di evitare di farli entrare il meno possibile nella nostra area, tranne che negli ultimi dieci minuti - ha aggiunto nel mentre riavvolgeva il film di una partita che aveva preparato con attenzione e che forse per la prima volta è andata esattamente come aveva previsto -. L’idea era quella di prenderli alti e cercare di fare nostre le cosiddette palle sporche. L’abbiamo fatto bene nel primo tempo, a differenza di quanto visto a Torre del Greco, dove abbiamo concesso l’impossibile all’avversario”. 

Esattamente quello che non è stato concesso al Brindisi, che alla vigilia veniva accreditato in crescita dopo il pari sul campo della capolista Juve Stabia, ma che contro i rossoneri è apparso in affanno per tutta la durata dei 90’. “La nostra necessità era quella di chiudere la partita il prima possibile dopo il vantaggio - ha continuato Cudini - ci siamo riusciti ma solo alla distanza, poi un minimo lo abbiamo sofferto nel finale il Brindisi, quando ha provato con tutte le sue forze a rientrare nel match”. 

Ha parlato di prestazione positiva il tecnico del Foggia, ed era da tempo che non lo si sentiva esprimere in questi termini: “Devo ammettere che la prova è stata soddisfacente - ha sottolineato Cudini, che adesso spera che cambi il vento ed il clima attorno alla squadra -. Ci auguriamo che queste due vittorie, soprattutto sotto il profilo mentale ci restituiscano quella tranquillità e serenità in più per poter affrontare le prossime partite con una mentalità diversa da quella che fino a questo momento ci ha contraddistinti, perché poi la pressione di dover fare obbligatoriamente risultato incide inevitabilmente nella testa e nelle gambe. Devo dire che i ragazzi stanno tirando fuori quello che hanno dentro e che avevano anche prima, l’importante è che alla fine vengano fuori prestazioni di questo tipo, e che si prosegua su questa strada”. 

Chiuso il ciclo dei tre scontri diretti contro formazioni pericolanti, adesso all’orizzonte incombe un altro trittico da brividi (Crotone e Az Picerno in casa, Benevento in trasferta) che chiarirà anche se il Foggia è ancora convalescente o se il peggio è finalmente alle spalle e d’ora in avanti i rossoneri non potranno che risalire la china. 

Magari facendo leva anche sull’apporto dei tifosi, che Cudini lunedì sera nel ventre del Fanuzzi nel post-gara ha chiamato a raccolta: “Sappiamo l’importanza che hanno per noi, e la loro mancanza quando giochiamo fuori casa sicuramente diventa un fattore negativo. Il loro supporto è fondamentale. Spero che queste due vittorie riportino un po’ di pubblico lunedì prossimo allo Zaccheria, perché abbiamo bisogno dei nostri tifosi”. Il suo appello sarà ascoltato?

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testatina dillo al direttore WEB

 



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