Per la prima volta in assoluto la Puglia, e in particolar modo la città di Peschici, ospiterà il raduno della Nazionale Italiana Sacerdoti calcio, associazione composta da sacerdoti italiani e non, uniti dalla comune passione per il calcio. Tre giorni di ritiro (spirituale) nel tentativo di reclutare dalle diverse diocesi pugliesi giovani sacerdoti che abbiano la voglia di cimentarsi con questo progetto.
L’evento, patrocinato dal Comune di Peschici, dalla Diocesi di Manfredonia, Vieste e San Giovanni Rotondo, e dalle associazioni sportive locali, serve anche a testare le condizioni generali della squadra in previsione dei prossimi impegni benefici che prevedono la trasferta di Massa Carrara del prossimo 9 marzo, in cui sarà presente per la prima volta in assoluto anche la Nazionale italiana suore, fondata nel ‘21 (ed attualmente unica al mondo) sempre da Moreno Buccianti, allenatore e promotore della Nazionale sacerdoti.
Lo scorso 19 febbraio è scattato il raduno, oggi invece presso lo stadio comunale Maggiano di Peschici andrà in onda l’evento di sport e solidarietà con il triangolare al quale prendono parte la Nazionale Sacerdoti, capitanata dal parroco di Peschici don Michele Abatantuono, la rappresentativa delle ex glorie del Peschici calcio e una formazione formata da esponenti dell’amministrazione comunale e interforze locali. A guidare dalla panchina la Nazionale dei sacerdoti ci sarà proprio Moreno Buccianti, ex calciatore e tecnico collaboratore della Figc.
“Ho giocato a calcio per quasi trent’anni nelle categorie dilettantistiche della mia Toscana, arrivando fino all’Eccellenza. Poi, appesi gli scarpini volevo continuare a restare nel calcio per cui ho conseguito il brevetto di allenatore Uefa B e di calcio a 5 serie A - spiega Buccianti -. Ma è stato durante un incontro con il parroco di Follonica, città in cui all’epoca vivevo, che mi è stato proposto di allenare un gruppo di sacerdoti toscani. Da quel giorno ho iniziato il mio tour di eventi che ci ha portati a giocare a Peschici la 538esima partita”. Fu infatti nel 2005 che mosse i primi passi la nazionale. Successivamente si è costituita in una associazione no profit organizzatrice di eventi di beneficenza.
Le innumerevoli partite benefiche giocate ma anche le ospitate in tv (tra le più importanti spicca la partecipazione al 58° festival della Canzone a Sanremo, ndr) hanno impreziosito un progetto che ha consentito ai sacerdoti di tutto il mondo di impegnare la propria immagine di “pastori d’anime” in iniziative che riuscissero al contempo a portare il messaggio del Vangelo anche con una ‘semplice’ partita di calcio. “Mi dedico a questo progetto 24 ore al giorno - commenta Buccianti -. La squadra esiste perché i sacerdoti si mettono a disposizione, condividono questa passione e cercano di veicolare il massaggio del Vangelo attraverso il calcio. Ecco, la mission è proprio questa, cercare di evangelizzare con il calcio”.
Ma com’è allenare un gruppo di sacerdoti? “Sicuramente molto particolare e molto stimolante - sottolinea il tecnico toscano -. Io rispondo sempre con una battuta, dicendo che i preti giocano da Dio, il portiere mi fa i miracoli e i giocatori le punizioni a parabola. Scherzi a parte, in questi giorni ci siamo radunati non solo per fini tecnici, ma anche per momenti di confronto e di preghiera”.
Nella rosa della Nazionale, oltre a don Michele (parroco della chiesa Sant' Antonio di Padova in Peschici), dalla provincia di Foggia ci sono anche don Rosario De Rosa (ex cappellano del Foggia Calcio), don Matteo Ferro (parroco di San Marco in Lamis) e don Dino Iacovone attualmente alle Isole Tremiti. Tutti i proventi ricavati dalla gara andranno a favore della Caritas Diocesana “Quaresima di carità” a sostegno degli interventi umanitari e per i progetti di pace e riconciliazione in Terra Santa.
Ad accogliere la nazionale a Peschici è stato don Michele Abatantuono, capitano della Seleçao Sacerdoti che sarà di scena questo pomeriggio nel triangolare benefico. “La mia passione per il calcio nasce con gli amici per strada, in campagna, in oratorio e al campo sportivo a Vieste in tante altre città che mi hanno dato la possibilità di vivere tutto ciò - dice -. Questa passione mi aiuta a relazionarmi, a farmi conoscere, evangelizzare e testimoniare con semplicità il Vangelo. Soprattutto mi consente di stare fra i giovani”.
Ma anche con un bel gruppo di presbiteri con cui girare l’Italia. “Con la squadra ho vissuto esperienze bellissime, caratterizzate da momenti di fraternità, di sport e di fede, oltre che di svago - evidenzia -. È con immensa gioia e Beatitudine che accolgo i miei fratelli in questo raduno di sport e preghiera. Vivremo la bellezza della fraternità, queste giornate saranno impregnate di unità, di relazioni e tanti gol per la pace. Mi auguro che tutti i nostri ragazzi, i rispettivi genitori e tutti coloro che saranno presenti respireranno l’annuncio del vangelo sociale e vocazionale”.
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