Risse e violenze nel calcio dilettantistico di Capitanata, da Stornara a Peschici episodi choccanti

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“Sembra di essere in una giungla”: l’esternazione spontanea del telecronista della gara valida per la 20^ giornata del campionato di Eccellenza pugliese, girone A, tra Real Siti e Virtus Mola di domenica scorsa, e terminata 0-2 per gli ospiti, per descrivere quanto stava accadendo a Stornara. Dove al fischio finale, il numero 11 del Real Siti Russo ha inseguito un avversario verso gli spogliatoi scaraventandogli contro un tavolo di plastica, fortunatamente senza colpirlo.

Ultimo atto di un pomeriggio di ordinaria follia nei 90’ di gioco che ha indotto il direttore di gara a estrarre un cartellino rosso. Decisione che ha dato il via alla rissa tra i calciatori in campo. 

“Resto sempre più esterrefatto di fronte a simili episodi - evidenzia il presidente del comitato regionale della Figc Vito Tisci -. Sono cose che non dovrebbero mai capitare nel nostro mondo. La domenica deve essere una giornata di festa, questo non è calcio. Chi vuole comportarsi in questo modo che pratichi pure un altro sport, ma non si permetta di rovinare il nostro mondo”.

Quanto accaduto al San Rocco non rappresenta un caso isolato, nelle ultime settimane la violenza è stata protagonista in Seconda Categoria e pure in Prima, precisamente a Peschici dove il giocatore della squadra di casa Gallo ha ricevuto una testata a gioco fermo da un calciatore della Virtus Molfetta ed è stato sottoposto ad un intervento chirurgico per la ricostruzione del setto nasale. 

“Sono cose che fanno male al calcio, gli autori di questi gesti vanno emarginati  - continua Tisci -. Due settimane fa un osservatore dell’arbitro, in Seconda Categoria ha ricevuto un pugno in faccia ed è finito in ospedale. Questi deplorevoli comportamenti  allontanano purtroppo i veri appassionati”. 

Ma, intanto, su quanto accaduto a Stornara il giudice sportivo ha sorvolato, comminando solo un ammenda di 500 euro alla società del Real Siti perché “estranei non presenti in distinta entravano all'interno del terreno di gioco da un cancelletto lasciato aperto da persona non identificata”. 

“Purtroppo so dell’esistenza di un video diventato virale - ammette Tisci -. Molto spesso però l’arbitro non riesce a vedere tutto quello che accade anche fuori dal rettangolo di gioco, e il giudice può sanzionare solo quanto riportato dall’arbitro sul referto di fine gara, per questo rimangono impunite certi atti sconsiderati”.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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