Due gare per capire a quale obiettivo realmente ambire. Due trasferte per testare le ambizioni playoff, per migliorare quel decimo posto che è già tanta roba per come si stava mettendo. O per archiviare definitivamente la salvezza, e guardare oltre. Dipenderà molto dall'esito delle prossime sfide con Messina e Latina comprendere quale potrà essere il ruolo del Foggia in questo scorcio finale di stagione. Che mette i rossoneri nella condizione di dover ribaltare il trend esterno di stagione per alzare l'asticella dell'ambizione.
Con 4 gare lontano dallo Zaccheria sulle 6 rimanenti non può essere diversamente, perché quei 10 punti formato export fin qui cumulati gridano vendetta ed evidenziano quante siano state le difficoltà della formazione di Cudini in stagione ad esprimersi compiutamente in campo avverso.
Il calendario non sembra essere alleato del Foggia sotto questo punto di vista, anche se poi a ben vedere sia i siciliani che i pontini le loro fortune non le hanno costruite in casa, anzi: i primi già sei volte sono andati in bianco (rispettivamente con Brindisi, Benevento, Latina, Juve Stabia, Audace Cerignola e Crotone), ed anche i secondi sono incappati già in sei stop interni (Brindisi, AZ Picerno, Sorrento, Avellino, Giugliano e Juve Stabia). Per cui non è poi così azzardato che i rossoneri possano andare a punti in entrambe le gare e rimpinguare la loro classifica.
Si comincia domani da Messina, in quello che è a tutti gli effetti uno spareggio playoff, in quanto rossoneri e giallorossi sono divisi al momento da un solo punto. Singolare la stagione dei siciliani, partiti con il freno a mano e per diversi mesi sul fondo della classifica: il club però ha sempre (e puntualmente) rinnovato la fiducia al tecnico Modica (allievo prima, e collaboratore poi, di Zdenek Zeman), e la scelta alla lunga si è rivelata vincente perché da qualche tempo il Messina non solo si è ritrovato, ma ora coltiva anche ambizioni playoff.
Un sol punto, come detto, divide il Foggia dall’ACR Messina: 42 i rossoneri (decimi), 41 i giallorossi (dodicesimi). Tra loro c’è il Sorrento che conta gli stessi punti del Foggia, ma gli è dietro in classifica per differenza reti.
Numeri simili caratterizzano le due squadre: 11 vittorie, 9 pareggi e 12 sconfitte l’una; 10 vittorie, 11 pareggi e 11 sconfitte l’altra. Come dire: la formazione di Cudini ha vinto di più, quella di Modica (tra i pochi allenatori del girone sempre alla guida della propria squadra, sin da inizio stagione) ha perso meno. Anche in tema di gol fatti e subiti, le due compagini si equivalgono. Odjer e compagni ne hanno segnati 33, solo 2 in meno di quelli realizzati da Manetta e compagni. Mentre le reti al passivo sono le stesse: 36.
Diverso, invece, l’andamento in campionato. Quello del Foggia è noto. Era partito bene (almeno sino all’8^ giornata), poi una lunga crisi di risultati (9 sconfitte nelle 15 partite tra la 9^ e la 23^ giornata) aveva fatto temere il peggio. Richiamato Cudini (dopo la parentesi negativa con Vacca e Coletti in panchina), le cose sono state rimesse a posto. Tanto che la squadra (dopo l’esaltate vittoria – domenica scorsa – sulla Juve Stabia, capolista) si trova nuovamente in zona play off, da dove mancava da fine novembre (15^giornata). E ora conta di rimanervi.
Al contrario aveva avuto una falsa partenza, l’ACR Messina: solo 2 vittorie (e ben 8 sconfitte) nelle prime 15 giornate. In riva allo stretto si stavano rassegnando ad un’altra stagione di sofferenza (l’anno scorso i siciliani evitarono la retrocessione solo grazie agli spareggi). Invece da metà gennaio i giallorossi hanno cambiato marcia, tanto da risalire dal quartultimo sino al dodicesimo posto (dove si trovano da 8 giornate). Hanno messo insieme 22 punti in 12 giornate, frutto di 6 vittorie e 4 pareggi. Solo Giugliano e Crotone ne hanno frenato l’ascesa che ha subìto un rallentamento nelle ultime 3 partite (nelle quali l’ACR Messina ha rimediato appena 2 pareggi: con Benevento e Latina, nell’ultimo turno).
Questo l’undici sceso in campo inizialmente sabato scorso, schierato da Modica col 4-3-1-2 (mettendo, dunque, da parte il 4-2-3-1 che aveva caratterizzato l’ACR Messina nelle partite precedenti): l’immarcescibile Fumagalli (42 anni, vecchia conoscenza del popolo rossonero) fra i pali; linea difensiva composta da Lia, Manetta, Dumbravanu e Polito; Franco, Frisenna e Giunta a centrocampo; in avanti Rosafio e Zunno alle spalle di Luciani. A gara in corso sono entrati Ragusa (attaccante), Firenze (centrocampista), Scafetta (mezzala), Signorile (punta) e Zona (difensore).
A Benevento – nel turno precedente – avevano trovato spazio fra i titolari i difensori Salvo ed Ortisi, il centrocampista Civilleri e l’attaccante Plescia. Col Crotone – quattro giorni prima – aveva giocato dall’inizio Emmausso (che ha saltato per squalifica le sfide di Benevento e Latina). Quest’ultimo è il goleador della squadra con 9 reti, seguito da Zunno con 7 e Plescia con 4. Complessivamente sono 14 i calciatori giallorossi finiti nel tabellino dei marcatori. Fin qui Fumagalli ha contato solo 9 clean sheet.
Non varia più di tanto il rendimento dell’ACR Messina sia che giochi in casa che fuori. Nelle 16 gare finora disputate al San Filippo – Scoglio i siciliani hanno conquistato 22 punti (poco più della metà dei punti in classifica), frutto di 6 vittorie e 4 pareggi.
Al contrario il rendimento del Foggia (che allo Zaccheria ha conquistato ben 32 punti) fuori casa è deficitario: appena 10 punti, frutto di 2 vittorie (a Catania e Brindisi) e 4 pareggi. I rossoneri – in questo finale di campionato – dovranno migliorare le loro prestazioni in trasferta (ve ne sono 4 nelle ultime 6 giornate) se vorranno proseguire la stagione e disputare gli spareggi-promozione.
(Pino Autunno e Massimo G. Marsico - l’Attacco)
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