Foggia Calcio: tanto è stato fatto, molto resta ancora da fare. Sabato Santo la sfida cruciale a Latina

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Il trend è da sballo. Da prima della classe. Nessuno in C nei tre gironi meglio del Foggia nelle ultime 8, 19 punti con 6 vittorie ed un pari luccicano di luce propria, e sono la cartina di tornasole del magic-moment che la squadra rossonera sta attraversando proprio in dirittura di arrivo, quando sono in diverse le formazioni che cominciano a tirare i remi in barca e a prepararsi per la post-season. Non il Foggia, che non è sazio e che è in clamorosa rimonta: ed anche se a questo punto della stagione il più sembrerebbe fatto, perché aver messo in freezer la salvezza con largo anticipo, dopo aver rischiato il tracollo, è già tanto, vuole tentare l’ultimo affondo. 

In una annata dalle mille contraddizioni, in cui gli errori commessi a monte hanno rischiato di compromettere l’andamento del campionato. Al di là dell'obiettivo conseguito, molto in realtà resta ancora da fare. In ottica playoff. E non solo. E sarebbe un peccato non provarci fino in fondo dopo aver toccato con mano che la consistenza degli avversari nella stragrande maggioranza dei casi è alla portata.

Lo hanno appena confermato prima la Juve Stabia, leader del girone eppure battuta allo Zaccheria a margine di una prova tutta cuore e sostanza. E solo sette giorni più tardi il Messina, che veniva annunciato in grande spolvero e pronto ormai a dare la scalata ai playoff. Eppure battuto nettamente in casa sua e con una formazione rabberciata per squalifiche ed infortuni.

Il vento è cambiato, e si vede. Ma è proprio questo il momento in cui bisogna produrre il massimo sforzo per un riposizionamento in classifica che è ancora possibile. C’è però innanzitutto da consolidare il decimo posto che poco più di un mese fa pareva lontano anni luce, e tenere a debita distanza Audace Cerignola e Sorrento che sperano sempre di rientrare in gioco e di staccare il pass per i playoff proprio in dirittura di arrivo. Ma c’è anche da andare oltre, e cominciare a prefigurare un futuro che era e rimane molto incerto. Perchè l’orizzonte è nebuloso e con troppe incognite. 

A 5 turni dalla conclusione della stagione regolare, il Foggia con buona approssimazione può sperare di far parte per la terza stagione di fila della griglia di partenza dei playoff. Resta solo da stabilire, a meno di clamorose sorprese dell’ultima ora, se lo farà partendo dalla decima, dalla nona, dall'ottava o addirittura dalla settima piazza. Che poi rappresenta  il traguardo massimo che i rossoneri possono sperare di agguantare di qui alla fine, visto che il sesto posto occupato dalla Casertana dista 7 lunghezze ed è praticamente irraggiungibile. Decisamente più vicine Crotone (-2), Latina (-3) e Giugliano (-4), di mezzo c’è praticamente una sola vittoria ed un concomitante passo falso delle avversarie per far sentire loro il fiato addosso, impossibile che in casa Foggia a questo punto non si faccia un pensierino per allungare ulteriormente.  

Scalare altre tre posizioni in classifica, metterebbe nelle condizioni Rizzo e compagni di realizzare quella che a ragione diventerebbe una vera e propria impresa, perché risalire dal 15° posto (lì dov'era posizionato il Foggia dopo il ko esterno con la Turris a metà febbraio scorso) e ritrovarsi a ridosso delle primissime, renderebbe merito allo straordinario lavoro condotto da Mirko Cudini e dal suo staff dal momento della sua rentrée in poi. 

In questa fase in cui i giochi sono tutt’altro che fatti e che è dunque ancora interlocutoria, però, sarà bene non correre troppo con la fantasia, e stabilizzare quindi innanzitutto l'ultimo posto utile per garantirsi gli spareggi. Il calendario in questo senso non è particolarmente alleato coi rossoneri, attesi dalle trasferte di Latina, Potenza e Monterosi e dalle sfide interne con Casertana e Audace Cerignola. Tutti impegni cioè che hanno qualcosa da dire in un verso o nell'altro per la classifica, e nei quali dunque non sarà possibile distrarsi. 

Sarà un finale di stagione tutto da vivere e da scrivere, al quale il Foggia sta per accostarsi in totale fiducia, perché ha finalmente trovato i sincronismi ed è equilibrata al punto giusto. Riprova ne sia il fatto che può passare indifferentemente da un modulo all'altro (dal 3-4-3 con la Juve Stabia al 4-3-3 col Messina) senza accusare particolari flessioni. Anche perché c'è una eccellente condizione fisica a sorreggere i rossoneri, che nelle varie fasi del match non sembrano risentire della stanchezza che a questo punto della stagione invece comincia ad essere accusata da più di un avversario. E che finisce con l’avere riflessi negativi su prestazioni e risultati.

Il Foggia, viceversa, sta mostrando di avere tanta birra in corpo, probabilmente anche perché la squadra assemblata a gennaio scorso ha cambiato profondamente i suoi connotati rispetto alla prima parte della stagione. E chi è arrivato alla corte di Cudini per sostituire i partenti, avendo nella stragrande maggioranza dei casi giocato poco nelle rispettive squadre di appartenenza, adesso si ritrova al top della condizione proprio nella fase cruciale della stagione dopo l'iniziale periodo di adattamento. Un vantaggio, quest'ultimo, di cui il Foggia dovrà tenere conto di qui in avanti. 

Gli ultimi 450' diventano quindi fondamentali per tentare l'ulteriore allungo, anche se la sensazione è che saranno soprattutto i prossimi 90' ad orientare in via definitiva la stagione: a Latina Sabato Santo sarà scontro diretto, i puntini al momento sopravanzano i rossoneri di tre lunghezze, e riuscisse il Foggia a fare bottino pieno al Lancioni in un sol colpo farebbe un bel balzo in avanti e potrebbe ritrovarsi prima della sosta pasquale addirittura in ottava posizione. 

Calcoli che Rizzo e soci probabilmente faranno in questi giorni nel chiuso dello spogliatoio e lontano da occhi indiscreti consapevoli che bisogna sfruttare al massimo il vento favorevole e provare ad arrivare il più in alto possibile.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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