Cosa sarà di quest’ultimo scorcio di stagione del Foggia? Persa la possibilità di dare la scalata al settimo posto (distante al momento 7 lunghezze e di fatto irraggiungibile) e di avere qualche chance in più di fare strada nei playoff, il Foggia a questo punto si accontenterà di una comoda salvezza ottenuta in scioltezza (e con qualche giornata di anticipo), oppure negli ultimi 360' non farà calcoli e proverà a mettere assieme quanti più punti possibili per affrontare poi gli spareggi sapendo in partenza che tutto ciò che verrà sarà da considerarsi guadagnato?
La squadra vista all’opera nel turno pre-pasquale di Latina è sembrata svagata, al punto che più che uno spareggio playoff è sembrato affrontasse una gara di fine stagione, senza assilli particolari. Si tratta (evidentemente) solo di una impressione, che potrà essere confermata oppure smentita fin dal prossimo match, che vedrà Rizzo e soci domani sera incrociare allo Zaccheria la Casertana, quarta forza del girone.
Occasione che probabilmente Cudini e i suoi non vorranno lasciarsi sfuggire per confermare il trend stagionale casalingo che vede il Foggia reggere quasi sempre l’urto con le big del girone: l’intera posta in palio i rossoneri l’hanno ceduta infatti solo ad Avellino e Taranto (nel periodo in cui, fra l’altro, Cudini era stato temporaneamente esonerato). Il Benevento allo Zac ha raccolto un solo punto, mentre Juve Stabia, AZ Picerno, Crotone e Giugliano ci hanno lasciato le penne.
E’ dunque plausibile che anche la Casertana alla fine possa essere domata, a patto e condizione però che la gara venga affrontata con lo spirito di chi ha ancora qualcosa da chiedere in questo campionato. Già, inevitabile allora tornare al punto di partenza: vale la pena tirare già i remi in barca oppure scendere in campo d’ora in avanti a briglie sciolte con l’unico intento di giocarsele a viso aperto le ultime 4 sfide di stagione che bussano alle porte?
A 4 giornate dalla conclusione della regular season la Casertana è sorprendentemente quarta in classifica (alle spalle di Juve Stabia, Benevento e Avellino). Come si ricorderà, l’estate scorsa il club di Giuseppe D’Agostino (giunto 3° nella passata stagione nel girone G di serie D) fu ammesso in terza serie a completamento degli organici. La squadra di Vincenzo Cangelosi (vecchia conoscenza del popolo rossonero: una vita in panchina accanto a Zeman, “abbandonato” solo da poco) non era indicata – ad inizio di campionato – tra le probabili protagoniste del girone. In quanto “ripescata”, nessuno le dava credito più di tanto. A ben guardare, però, lo è stata.
Aveva la salvezza come obiettivo prioritario, la Casertana. Ma è andata ben oltre le aspettative: disputerà gli spareggi-promozione e con merito. Conta, in questo finale di torneo, di conservare la posizione appena acquisita a ridosso del podio (così da avere vantaggi nei primi turni degli spareggi). Deve, però, rintuzzare in questi ultimi 360’ di regular season gli attacchi di Picerno, Taranto, Giugliano e Latina che sono alle sue spalle, poco distanti in classifica. Ben cinque squadre sono racchiuse nel fazzoletto di 4 punti.
Dunque, la Casertana, alla fine, potrà finire al quarto come all’ottavo posto (e la cosa – si sa – non è indifferente). Dipenderà dai risultati di queste ultime 4 giornate. I falchetti entrarono in zona play off alla decima giornata (quando s’imposero sulla Juve Stabia: 2-1), dopo una partenza a rilento (5 pareggi e una sconfitta nelle prime 6 partite). Da allora (era il 25 ottobre) non vi sono più usciti. Il punto più alto la Casertana l’ha raggiunto a inizio anno, a gennaio: dopo la seconda di ritorno era al secondo posto, dietro la Juve Stabia.
Ha poi rallentato (appena 3 punti tra la 21^ e la 25^ giornata), ma è rimasta comunque nel ristretto gruppo delle inseguitrici più insidiose della battistrada, non scendendo mai al di sotto del sesto posto. Nelle ultime 10 giornate ha raccolto 15 punti (4 meno del Foggia che – nello stesso periodo – s’è comportato come avrebbe dovuto fare sin dall’inizio), frutto di 4 vittorie (Monterosi Tuscia, Brindisi, V. Francavilla e Taranto) e 3 pareggi (Catania, A. Cerignola e Crotone). Ha perso ad Avellino, Castellammare e Torre del Greco. Ovvero solo in Campania.
Dei 55 punti che ha attualmente in classifica, 25 li ha raccolti fuori casa. Nelle 17 trasferte già effettuate, ha vinto 6 volte e pareggiato 7. Fin qui, complessivamente, ha segnato 41 reti, subendone 34. Il goleador della squadra è Alessio Curcio (30 reti con la maglia rossonera – tra campionato, playoff e Coppa Italia – nelle due stagioni disputate di recente a Foggia). Il 34enne attaccante beneventano è entrato nel tabellino dei marcatori 12 volte (l’ultima, sabato scorso col Taranto). Dietro di lui c’è Montalto con 9.
Ultimamente la Casertana (a lungo scesa in campo col 4-3-3) ha giocato col 4-2-3-1. Questo l’undici titolare nell’ultimo turno: Venturi fra i pali; Calapai, capitan Celiento, Bacchetti e Anastasio a formare la linea difensiva; Casoli e Damian a centrocampo; Carretta, Tavernelli e Curcio dietro Montalto, punta centrale. A gara in corso sono entrati Deli (altra vecchia conoscenza del popolo rossonero, al pari di Sciacca rimasto però in panchina col Taranto), Matese e Toscano, tutti con caratteristiche da centrocampisti.
La rosa della Casertana conta 29 effettivi. L’età media è di 28,5 anni (la più alta del girone). Per valore, il sito specializzato Transfermarkt la colloca al 6° posto nel raggruppamento meridionale, dietro al Foggia.
(Ha collaborato Massimo G. Marsico)
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