A Cerignola domenica è stata festa grande fino a nottefonda. Hanno fatto le ore piccole quelli dell'Audace per attendere la squadra al rientro al Monterisi, e celebrare l'impresa sui cugini, sempre più rivali. A Foggia, invece, sembra essere subentrata la rassegnazione. Il rovescio interno nel derby di Capitanata ha spento definitivamente i timidi entusiasmi che gli ultimi tre mesi avevano improvvisamente ravvivato, spingendo 6mila irriducibili a rianimare lo Zaccheria nella sfida fratricida coi gialloblù, nella speranza che si compisse il miracolo.
Che invece non c'è stato, perché non sempre le ciambelle riescono con il buco, e la salvezza raggiunta con largo anticipo deve considerarsi davvero il massimo obiettivo che si potesse chiedere a Cudini e ai suoi dopo l’ennesima stagione da montagne russe. Ora, semmai, l'esclusione (a questo punto probabilissima) dalla prossima griglia dei playoff, viene letta come il segnale premonitore che sulla stagione rossonera stiano per scorrere i titoli di coda. E non solo su quella, forse.
Già, perché i lunghi silenzi della proprietà aprono il fronte dell'incertezza, e ripropongono un interrogativo che torna prepotentemente attuale: a bocce ferme (e dopo che sarà calato il sipario su questa annata) quanto ci sarà da attendere prima che il patron faccia capire quali sono le sue reali intenzioni per il futuro?
Domanda impertinente e al tempo stesso pertinente, che arriva a margine del triennio di gestione di Nicola Canonico che sarebbe dovuto coincidere con il ritorno in B, ed alla quale servirà dare una risposta esauriente il prima possibile. Anche perchè l'apertura di credito della tifoseria si è praticamente esaurita, e per l’imprenditore di Palo del Colle proseguire ancora al bastone di comando comporterebbe d’ora in avanti presentare ai prossimi nastri di partenza del campionato una squadra ambiziosa che punta a vincere. Assieme ad una struttura societaria adeguata nelle sue componenti, che finalmente sia in linea con le tradizioni del club.
Fra il Foggia ed i possibili scenari che andranno presto (si spera) a delinearsi, ci sono gli ultimi 90' di stagione. Ed una gara col Monterosi che per i rossoneri è apparentemente impalpabile, mentre per i laziali sa tanto di ultimissima spiaggia.
Il destino della formazione di Scazzola è appeso ad un filo, vincere sabato potrebbe non bastare ad evitare la retrocessione diretta: molto dipenderà dal risultato di Potenza-V. Francavilla, che mette in palio punti decisivi per le sorti sia dei ducali che dei lucani.
Certo è che il Monterosi giocherà per un solo risultato, la vittoria, e solo al triplice fischio saprà se potrà coltivare ancora la fiammella della speranza o viceversa salutare la C. Di contro il Foggia a Teramo scenderà in campo con la consapevolezza di essere con un piede e mezzo fuori dagli spareggi-promozione. Difficile infatti che il Cerignola in casa contro il Giugliano si lasci sfuggire l'occasione di chiudere definitivamente i conti, coi 3 punti niente e nessuno scalzerebbe gli ofantini da quel decimo posto appena conquistato, solo in caso di successo col Monterosi e di concomitante sconfitta dell'Audace il Foggia infatti si ritroverebbe dentro a tutti gli effetti.
C'è in realtà un'altra curiosa (e astrusa) combinazione possibile per ritrovare Rizzo e soci fra le prime dieci della classifica. Ed incredibilmente potrebbe prendere forma addirittura in caso di... sconfitta dei rossoneri. Tutto in quel caso però dipenderebbe direttamente dal Catania,che sta facendo davvero di tutto per complicarsi la sua stagione.
Proprio così, i siciliani domenica scorsa dopo l’ennesimo flop col Sorrento non sono ancora aritmeticamente salvi, per cui non è neppure sicura la loro partecipazione ai playoff nazionali, diritto acquisito dopo la conquista della Coppa Italia Serie C nella doppia finale col Padova. Se gli etnei dovessero malauguratamente disputare i playout, perderebbero anche il diritto di accedere ai playoff per la B.
Esiste però una sola combinazione possibile, sabato prossimo, perché ciò accada: il Catania deve perdere in casa col Benevento, che negli ultimi 90' contenderà all'Avellino la seconda piazza in classifica e che quindi sarà tutt’altro che arrendevole; il Monterosi (ora penultimo a quota 32 e virtualmente retrocesso in quanto a -9 dalla Turris, che è attualmente quintultima) deve battere il Foggia. La Turris, a sua volta, deve vincere in casa del Brindisi, già retrocesso da tempo.
Si verificassero questi risultati, il Catania risulterebbe estromesso dai playoff, e a quel punto a prendere il posto dei rossazzurri sarebbe la quarta del girone, che al momento è la Casertana a quota 62 punti, e che è in vantaggio negli scontri diretti sul Taranto. Che in realtà di punti ne avrebbe 66, senza il -4 inflittogli dalla giustizia sportiva che gli impedisce dunque di sopravanzare la Casertana di Cangelosi.
L'undicesima del girone, a quel punto, andrebbe alla fase a gironi. E quindi toccherebbe proprio al Foggia (che è appaiata al Sorrento a quota 48, ma a parità di scontri diretti, ha la miglior differenza reti, -3 contro -5 dei costieri).
Se dovesse però uscire sconfitto coi laziali sabato prossimo, l’undici di Mirko Cudini rischierebbe concretamente di perdere il posto. A soffiarglielo, infatti, potrebbe essere proprio il Sorrento, al quale basterebbe non perdere a Caserta. Ma, come detto, la Casertana deve tenersi stretto il quarto posto per poter eventualmente aspirare alla fase nazionale degli spareggi, e guardarsi dal Taranto che nell’ultimo turno sarà di scena a Latina.
Un puzzle, complicatissimo, insomma, che terrà vivi gli interessi generali fino all’ultimo istante dell’ultima gara in programma.
(Foto M. Carbosiero)
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