Foggia Calcio, non è finita finché non è finita. Ultima chance accesso ai playoff nella trasferta col Monterosi

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Non è finita finchè non è finita. E, di conseguenza, non è tempo ancora di bilanci e consuntivi. Che, sembrerà strano, ma potrebbero risultare sommari nonostante davanti ci siano solo gli ultimi 90’. Ma basta dare un’occhiata agli incroci e agli intrecci che propone l’ultimo turno per comprendere che tutto resta ancora possibile.

Fino a quando la matematica concederà al Foggia la chance di raggiungere quel decimo posto che sa di Eldorado e di salvare in qualche modo una stagione con troppe ombre e poche luci, sarà bene dunque concentrarsi solo e soltanto sugli ultimi 90' della stagione regolare. 

Perché il calcio insegna che le sorprese sono dietro l'angolo ed è quindi meglio non dare mai nulla di scontato. Che poi arrivare fra le prime dieci possa lasciare il tempo che trova, perché appare oggettivamente poco realistico che il Foggia poi nella post season di strada possa farne parecchia, è un altro discorso. 

Sapere anche che esista una combinazione (seppure remota) di ritrovarsi dentro anche perdendo col Monterosi se il Catania dovesse fare l'ennesimo harakiri, potrebbe invogliare la pattuglia di Mirko Cudini a restare sul pezzo almeno fino a sabato prossimo. Preparando la prossima sfida con tutti i crismi e con la voglia di accaparrarsi i 3 punti. Questo almeno in teoria, perché poi sarà interessante verificare l’approccio el’atteggiamento che i rossoneri metteranno in campo. E soprattutto con quali uomini si presenteranno alla sfida. A prescindere da quello che accadrà sugli altri campi. 

L'impressione, però, è che il Foggia dell'ultimo mese abbia tirato il freno a mano, e dopo aver centrato la permanenza abbia calato gli ormeggi. I numeri, che non mentono mai, dicono infatti che Rizzo e soci nelle ultime 4 hanno perso tre volte con Latina, Casertana ed Audace Cerignola e per due consecutive allo Zaccheria che era diventato una sorta di fortino inespugnabile dei rossoneri. Che in quest'ultimissimo scorcio di stagione hanno dato l'idea di accontentarsi, a partire dalla sfida pre pasquale col Latina che era uno scontro diretto e che metteva in palio addirittura l'ottavo posto. 

Ecco, il Foggia molto probabilmente si è fermato definitivamente  in terra pontina, nel senso che da lì in poi la squadra pragmatica capace di risalire la classifica da febbraio in poi ha lasciato il posto a quella svagata e inconcludente che, a parte il raid di Potenza, si è poi vista all'opera fino al deludente derby di Capitanata. Dove, comunque, le improvvise assenze dell'ultima ora, hanno in qualche misura indirizzato il risultato finale. 

Ruzzolone coi cugini ofantini a parte, l'undicesimo posto attuale in classifica è, di conseguenza, la giusta sintesi delle due versioni che il Foggia ha mandato in onda di sé nel corso della stagione: staff tecnico e gruppo hanno fatto il massimo (oltre che il possibile) per rimanere a galla e alla fine ci sono riusciti anche perché il mercato di gennaio (che sicuramente ha dato la scossa, ma non al punto da rivoltare come un guanto la squadra) ha dato un assetto più funzionale all'idea di calcio di Cudini. Troppo spesso finito (ingiustamente?) sul banco degli imputati per la gestione di un gruppo che da più parti non è stato considerato coerente nelle scelte. 

In realtà però, se si è pagato dazio restando sempre lontani dalle posizioni che contano fluttuando in una posizione anonima, è perché a monte il club non ha mai palesato l'intenzione concreta di voler dare seguito alla precedente stagione sul piano del risultato sportivo. 

Canonico ha bluffato giocando sulla passione di una tifoseria che anche l'estate scorsa, nonostante tutto, aveva risposto con circa 4mila sottoscrizioni durante la campagna-abbonanenti. Domenica scorsa c'è n'erano circa 6mila sugli spalti a coltivare l'ultima speranza, l'Audace senza strafare ha dato una lezione al Foggia vincendo la sua quarta gara consecutiva contro i rossoneri in campionato. A conferma che a 35 chilometri di distanza dal capoluogo non c'è spazio all'improvvisazione, e dopo aver toppato con Tisci si è virato su Raffaele, non l'ultimo arrivato. Sabato prossimo probabile che cali il sipario su una delle annate di C peggiori della recente storia rossonera. 

Anche il Foggia della gestione Felleca, appena riammesso in C, nel '20 seppe fare meglio, piazzandosi al nono posto con Marchionni in panchina e superando anche il primo turno playoff in campo avverso per una curiosa coincidenza proprio a Catania. Che torna puntualmente ad orientare il percorso recente dei satanelli. 

Sabato sera ultima chiamata per la formazione di Cudini: sarà partita vera, perché i laziali ci credono ancora nei playout (a spese della V. Francavilla).

ll presidente del Tuscia, Mauro Fusano, che di recente ha ribadito la volontà di spostare la squadra dal piccolo comune del viterbese a Guidonia Montecelio, alle porte di Roma, non ci pensa per nulla ad ammainare bandiera bianca: "Per ora abbiamo avviato un ragionamento col sindaco, che ringrazio per la professionalità mostrata. A Guidonia ho stabilito gli uffici amministrativi ed operativi del mio gruppo, la città dispone di una struttura sportiva importante e di un territorio accogliente a cui guardiamo con grande interesse. Per trasferire il titolo necessiteremmo di un nulla osta della Figc, affatto scontato, però abbiamo bisogno di una struttura sportiva che possa accogliere un campionato professionistico e di una città che possa rispondere con entusiasmo".

Fusano crede nella salvezza, lo va ripetendo da qualche tempo ormai, ed è dunque facile ipotizzare come stia caricando la squadra in questi giorni che dividono da quello che per i biancorossi è diventato il match dell’anno. Esattamente come  lo è stato domenica scorsa per l’Audace Cerignola: "Abbiamo buone possibilità di farcela. La squadra è valida, il campo dirà quanto lo meritiamo, noi lotteremo fino alla fine". 

Per il Foggia, dunque, si prospetta l'ennesimo sabato di passione. 
L'ultimo della serie. Forse, chissà.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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