Situazione di stallo in casa Foggia. Oltre che di attesa. Con un unico grande interrogativo che campeggia e che aspetta una risposta esauriente: davvero sta per scoccare l’ora del cambiamento? Se Nicola Canonico bluffa e, al di là delle confidenze di facciata che lasciano il tempo che trovano, stia in realtà architettando come prolungare la sua permanenza a Foggia, lo si capirà solo dai contenuti della ormai prossima conferenza-stampa che, si sussurra in ambienti vicini al patron, potrebbe essere convocata a breve (non oltre lunedì prossimo).
Se cioè l'imprenditore di Palo del Colle dovesse anticipare di essere sul punto di disimpegnarsi e di consegnare il titolo nelle mani della Sindaca Episcopo, allora sì che la svolta potrebbe essere dietro l'angolo. Perché di resa incondizionata si tratterebbe, e l'uscita di scena avverrebbe a fari spenti e senza pretese economiche di alcun tipo.
Dovesse viceversa Canonico manifestare (una volta di più) il desiderio di abdicare valutando però al contempo le offerte di acquisto che dovessero palesarsi all'orizzonte, allora vorrebbe dire che staremmo per assistere all'ennesimo teatrino. Che, nella migliore delle ipotesi, potrebbe portare ad un cambio al vertice solo nella forma. Non nella sostanza, con l'attore principale che continuerebbe con ogni probabilità a muovere i fili dietro le quinte senza soluzione di continuità. Della serie: vorrei ma non posso (e non voglio...) perché il giocattolo mi dà visibilità e mi torna dunque conveniente restare al bastone di comando.
Cosa stia realmente frullando per la testa del presidente in queste ore resta un mistero, certo è che il rompete le righe decretato in tutta fretta il 30 aprile scorso si presta a più di una interpretazione, l'urgenza di fare calare il sipario su una annata fra le più anonime del terzo millennio, da un lato sa di delusione profonda e dall'altro però lascerebbe presagire nuovi possibili scenari.
Mirko Cudini così martedì scorso ha radunato la squadra allo Zaccheria per salutarla e ringraziarla per l'impegno profuso in questi ultimi mesi, difficile a questo punto che il tecnico di Sant'Elpidio a Mare possa proseguire la sua avventura in rossonero, al pari della maggior parte degli interpreti dell'ultima stagione.
Per i più si è trattato di un vero e proprio addio, e a quei pochi (non più di una decina) destinati a restare, il ds Belviso pare abbia confidato che non sarebbero in arrivo stravolgimenti particolari a livello societario, con Canonico intenzionato ad andare avanti.
Ora, che possa essersi trattato di un tentativo di tranquillizzare i giocatori ancora sotto contratto non è da escludere, anche se poi sottotraccia potrebbe accadere esattamente il contrario, perché quella del depistaggio è una delle tecniche che più intrigano il patron.
Nell'attesa che la matassa si dipani, e che si palesi la posizione ufficiale della proprietà, all'orizzonte le alternative fioccano e cominciano a prendere forma. Sul fondo a stelle e strisce (ma inizialmente non era inglese?) che avrebbe avanzato la sua candidatura fin dallo scorso ottobre non trapela alcuna indiscrezione, anche se una trattativa sarebbe formalmente in piedi ed in stato piuttosto avanzato anche se restano ignoti gli interlocutori. Non il referente di zona, che dovrebbe essere l’avvocato Marco Di Vincenzo di Andria.
Che all'orizzonte si stiano risvegliando nuovi appetiti attorno al Foggia, al contrario di ciò che da più parti si è portati a credere, è confermato anche dal rinnovato interesse dell'imprenditoria locale, che attende di conoscere quali siano i reali orientamenti di Canonico per tornare prepotentemente alla carica. Attraverso atti concreti, che proprio in queste ore sarebbero al vaglio dei soggetti interessati a tentare la scalata al club.
C'è poi una terza pista che probabilmente resta una opzione che vorrebbe cavalcare la proprietà in primis, e che porta direttamente a Giuseppe Di Benedetto, patron della Fidelis Andria in serie D, e solo due stagioni fa al comando del Manfredonia.
Il giovane imprenditore della Bat che si occupa di commercio di carburanti, lubrificanti, olii minerali, prodotti per riscaldamento domestico, e che ha stazioni di rifornimento di carburanti, G.P.L. e metano, contattato telefonicamente ieri mattina ha ammesso che qualcosa si sta muovendo, anche se solo in via embrionale. Solo un pour-parler dunque e nulla più?
“Per la verità da Foggia si sono fatti avanti già durante la gestione Pintus, quando mi fu chiesto se potevo essere eventualmente interessato a subentrare - ha ammesso l'attuale patron della Fidelis, che si appresta a disputare i play-off -, ma all’epoca declinai l'invito perché avevo altre mire. E’ vero, ultimamente da Foggia sono tornati alla carica, sono stato contattato da più di un emissario del sodalizio rossonero, ma fino a quando non ci saranno le condizioni giuste preferisco restare alla finestra”.
A cosa si riferisce Di Benedetto quando parla di condizioni giuste?
“Servono chiarezza e trasparenza - prosegue -, la situazione della debitoria, ad esempio, mi è poco chiara, e dunque non posso pronunciarmi compiutamente. Tengo anche a precisare che io ad Andria sto molto bene, i tifosi col sottoscritto hanno instaurato un bel rapporto, non vedo la necessità dunque di cambiare. Poi è chiaro che l'ambizione non manca, in Puglia a mio avviso i tre club che potenzialmente hanno qualcosa in più di tutti sono nell'ordine Bari, Foggia ed Andria. Foggia per blasone e storia merita considerazione e rispetto, ma ho la sensazione che oggi la Fidelis si ritrovi complessivamente in condizioni migliori di quelle del sodalizio rossonero. Da quando sono subentrato io l’estate scorsa, ho risistemato i conti e dilazionato i debiti, nessuno vanta crediti nei confronti Di Benedetto. Ripeto, mi hanno cercato in passato ed anche di recente. Al momento non posso escludere nulla, vediamo. Ma è chiaro che un mio eventuale investimento potrà concretizzarsi solo di fronte a numeri certi”.
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