Canonico molla (?), incubo fallimento. I precedenti del patron portano tutti allo stesso epilogo: esilio forzato

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Un film già visto. E dall'epilogo, sotto certi versi, anche scontato. Foggia come Andria o Bisceglie, invertendo l'ordine dei fattori il prodotto non cambia: alla fine della giostra squadra nelle mani del sindaco di turno e... buonanotte ai suonatori! Nicola Canonico ancora una volta non si è smentito, il suo pedigree calcistico racconta di storie quasi mai a lieto fine, era già successo con la Fidelis, stessa solfa col club azzurro-stellato. 

Identico copione pure a Foggia, dove a margine di un triennio subdolo al bastone di comando ha gettato la spugna, lasciando nello sconforto una piazza che adesso non sa a che santo votarsi. 

Scenari foschi e quanto mai indefiniti si stagliano all'orizzonte, il veto posto dall'ormai ex patron alla prima cittadina di trattare con il gruppo di imprenditori locali che a più riprese hanno mostrato interesse a subentrare, ha tutte le sembianze dell’anticamera del fallimento: già così ipotizzare che qualcuno si faccia avanti e salvi il club pare utopia. Immaginarsi ora con questa clausola che suona come de profundis. 

Possibile che in sole 72 ore si sia passati dall'eventualità di un sempre più probabile passaggio di mano ad un imprevedibile dietrofront? Cosa ha spinto il fondo americano a fare retromarcia su due piedi e a chiudere in tronco una trattativa che pure veniva data in dirittura di arrivo? Non certo le bizze del socio di minoranza Maria Assunta Pintus, indirettamente chiamata in ballo nelle ultime ore per paventate incursioni che avrebbero impedito il closing. 

Interpellata sull'argomento, l'imprenditrice sarda è cascata dalle nuvole: "Qualche giorno fa dal comunicato stampa ufficiale del presidente Canonico ho appreso dell'esistenza di una trattativa - si è limitata a precisare -, di cui  peraltro non conosco né i termini né l’esito,  se c’è stato. ieri (lunedì ndr) ho letto un nuovo comunicato nel sito del Calcio Foggia relativo ad una decisione assunta dal dr. Canonico. È evidente quindi che ogni domanda vada rivolta direttamente al sig. Canonico e non a me". 

È chiaro che Pintus in primis, essendo creditrice nei confronti dell'imprenditore di Palo del Colle, avrebbe gradito che la trattativa avesse una positiva evoluzione: e invece così sembra quasi di tornare indietro al giugno del '21, quando Canonico con un'abile mossa le soffiò il Foggia sotto il naso: "Maria Assunta Pintus andrà risarcita di tutto quello che ha dovuto subire in questi ultimi mesi" disse impettito il presidente, riferendosi alla querelle in atto con Felleca. 

Bleffava evidentemente Canonico, come ha sempre bleffato in tutti questi mesi in cui ha condotto il Foggia sull'orlo del baratro. Illudendo tutti sulla bontà e lungimiranza dei suoi progetti. L'ultima trovata l'addio melanconico col quale adesso vorrebbe congedarsi da Foggia, passando la patata bollente nelle mani dell'amministrazione comunale: "Le mie quote societarie, appartenenti alla CN Sport, verranno messe gratuitamente a disposizione nelle mani del sindaco, fatta eccezione per quel gruppo di imprenditori che lo scorso anno hanno rivolto un’offerta al Calcio Foggia 1920. Questi imprenditori hanno offerto una proposta che ha leso la mia intelligenza e pertanto non saranno inclusi in questa offerta". 

Canonico asserisce di cedere "gratuitamente" il Foggia, ma dimentica che a bilancio esiste un finanziamento soci pari a circa 3 milioni di euro che ha sottoscritto egli stesso. Il che equivale a dire che, laddove mai, qualcuno dovesse bussare alla porta del club per subentrare, l'imprenditore barese sarebbe creditore nei confronti del Foggia. 

A Palazzo di Città in queste ore c'è fibrillazione, con tutte le criticità di una città che sta provando a fatica a risollevarsi, ci mancava solo il tormentone Foggia Calcio a finire sul tavolo della Sindaca Episcopo. Che per la verità si è già messa al lavoro sottotraccia con l'assessore allo sport Di Molfetta, anche se tutto passa attraverso l'incontro (urgente) messo in cantiere a stretto giro con la proprietà e che servirà a fare piena luce su quelle che sono le reali intenzioni di Canonico. Che a questo punto non è certo più in grado di dettare le condizioni. 

"Prima interloquiamiocon la Società, poi cominceremo a guardarci attorno", il messaggio che fanno veicolare dall’interno di Palazzo di Città, dove c’è il massimo livello di guardia rispetto alle vicende del club rossonero. 

E l'imprenditoria locale in questa fase quale posizione assume? Di attesa rispetto agli eventi che prenderanno forma, sembrerebbe però che oltre alla cordata che fa capo a Fortore Energia, qualcos'altro nell'ombra si muova. La posizione di Salandra & co. è nota da tempo, a queste condizioni non se ne fa nulla, subentrare con una situazione debitoria così pesante sarebbe un bagno di sangue che non val la pena accollarsi.

Ma all'interno del gruppo ci sarebbero un paio di anime che spingerebbero verso un'altra soluzione, seguendo una strada alternativa in via di perlustrazione. Esisterebbe un'escamotage che potrebbe mettere d'accordo tutti e garantire la sopravvivenza. Viceversa sarebbe game over. A meno che Nicola Canonico dal suo cilindro magico non tiri fuori l'ennesimo effetto speciale: "Visto che nessuno è disposto ad alzare un dito, solo con me il Foggia può andare avanti...". 
Della serie: e qui comando io, e questa è casa mia.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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