In attesa di Facundo Lescano, il fuciliere che prima o poi verrà, il Foggia si gode il suo bomber... d’estate. Il meno atteso, forse, e per questo il più gradito.
Dei 20 gol messi a segno dai rossoneri nelle prime due uscite stagionali, 6 portano la firma di Amadou Sarr, l’attaccante 20enne italo-senegalese prelevato con la formula del prestito temporaneo dai Campioni d’Italia dell’Inter.
Nella griglia di partenza parte in seconda fila, Brambilla per ora non lo vede ancora titolarissimo nel suo 4-2-3-1, ma chissà... Tutto può accadere, soprattutto quando un giocatore dalle sue caratteristiche in C può fare la differenza.
Chi lo ha visto all’opera in questi primi 10 giorni di ritiro a San Giovanni in Fiore ne parla in termini entusiastici: “Uno così ce l'abbiamo solo noi...”, ripetevano quasi straniti i tifosi giunti in ritiro sabato scorso dopo averlo visto all’opera nell'amichevole con la Silana. In cui è partito dal 1’ e ha anche timbrato il cartellino.
Sarr è forte di testa, calcia benissimo sia di destro che di sinistro, fa gol da fuori e dentro l’area di rigore. Da sempre ha segnato tantissimo e spesso con i suoi guizzi è stato decisivo per le sue squadre. E poi è unico per il suo comportamento dentro e fuori dal campo. Nato a Gossas, in Senegal, è cresciuto a Ormelle, in provincia di Treviso. Fortemente legato alla sua famiglia, ha ereditato l’amore per il calcio dal padre. Che una volta arrivato in Italia, si è subito tesserato in una squadra amatoriale.
Amadou all’epoca era ancora troppo piccolo, inizierà a tirare i primi calci al Basalghelle, il cui allenatore è nientemeno che Gianfranco Zigoni, estroverso ex attaccante di Juve, Genoa, Roma e Verona. Zigoni si accorge presto del talento di Sarr e chiama Bruno Cover, attuale responsabile scouting della Juventina Opitergina per segnalargli il ragazzino.
Cover lo va a seguire in un torneo, e ne resta folgorato: “L’ho visto in campo, mi ha fatto subito un’ottima impressione, anche se era molto timido e magrissimo. Aveva doti di velocità, ed elasticità, riusciva sempre a rubare il passo agli avversari per arrivare in porta e segnare”, ricorda Cover. Dopo un solo anno al Basalghelle, Sarr si trasferisce alla Liventina: “Appena arrivato lo abbiamo subito aggregato ai ‘03 nel campionato esordienti, la sua forza era quella di farsi trovare nel gioco, e di venire sempre molto dentro al campo. Usava bene tutti e due i piedi, saltava con facilità l’uomo e poi passava il pallone. Aveva un’ottima conclusione da fuori area, sapeva calciare di potenza e precisione. O saltava tutti e la metteva in mezzo, o saltava tutti e segnava. Poi chiaramente era molto forte anche nel gioco aereo, visto quanto è alto”.
Ma oltre alle qualità tecniche, Sarr si è sempre distinto per le sue qualità umane: “Non è mai stato uno che voleva mettersi in mostra e attirare l’attenzione. Ha sempre cercato di fare bene il suo compito. Se l’allenatore gli diceva devi giocare così, lui era molto rispettoso e diligente e giocava in quel modo. È sempre stato rispettoso dei compagni. Se c’era da fare un gol, ma un compagno era libero, lui la passava al compagno - ricorda Cover -. In campo e nello spogliatoio non è mai stato molto espansivo, ma era ben voluto da tutti per le sue qualità. Si è sempre messo a disposizione del gruppo. In campo è sempre stato molto leale, non ricordo abbia mai preso un cartellino giallo. È altruista, sempre sorridente, sempre disponibile”.
Il passaggio dalla Liventina all’Inter è stato inevitabile, essendo la società trevigiana un Centro di formazione nerazzurro. I primi allenamenti a Interello, i primi tornei in giro dell’Italia e poi il trasferimento definitivo nell’estate del ‘18: nelle giovanili nerazzurre l’inserimento andrà un po’ a rilento. Sarr è un diesel e ci mette un po’ a ingranare. A inizio anno fa sempre fatica a trovare il ritmo partita, ma nel finale di stagione riesce a dare il meglio di sé. Così nella stagione ’21, da settembre a gennaio, segna appena 4 gol, da febbraio a maggio ne realizzerà 10. Discorso simile nella stagione successiva: zero gol fino ad aprile e 5 messi a segno nell’ultimo mese e mezzo. Numeri e dati che raccontano tanto.
Sarr non è un ragazzo che si abbatte facilmente: anche quando le cose non vanno, continua a lavorare, determinato a migliorare e dimostrare il suo valore. La scorsa stagione è stato protagonista in Primavera e Youth League, al punto da diventare un giocatore chiave della formazione di Chivu, che stravedeva per lui. Prima o seconda punta e all’occorrenza anche ala destra: Sarr giocherà ovunque, grazie alle sue qualità fisiche e tecniche. Sa difendere palla spalle alla porta e far salire i compagni, attaccare la profondità o puntare l’avversario nell’uno contro uno.
Forte fisicamente, ma anche veloce e agile, il ragazzo ha tutte le qualità per diventare un attaccante completo e decisivo. Non è un caso che anche Inzaghi ne intraveda le qualità e decida di convocarlo in prima squadra per sopperire all’assenza di Arnautovic. Sempre pronto ad aiutare i compagni, vince molti contrasti e recupera diversi palloni anche in fase difensiva. Come alla Liventina, anche all’Inter quel che rende speciale Sarr è il suo atteggiamento e la sua mentalità. Gol a parte, lavora sempre per la squadra e mette il bene del gruppo al primo posto. Qualità che lo rendono un attaccante sicuramente speciale.
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