Avanti un altro. Con Gian Filippo Felicioli salgono a 11 i nuovi volti del Foggia edizione '24-25, dieci se si vuole considerare l’under Ascione del Venezia fra coloro che sono sospesi (al pari di Carrozza, l’attaccante 24enne che a San Giovanni in Fiore è in prova).
Dall’1° luglio alla corte di Massimo Brambilla sono arrivati in rapida successione Danzi (centrocampista, svincolato dal Cittadella), De Lucia (portiere, svincolato dalla V. Entella), Camigliano (difensore centrale, svincolato dalla Pro Vercelli), Parodi (difensore, svincolato dalla Pro Vercelli), Orlando (attaccante, svincolato Taranto), Zunno (centrocampista, prestito dalla Cremonese), Silvestro (difensore, Inter), Sarr (attaccante, prestito Inter), Emmausso (attaccante, Messina), e appunto Felicioli (difensore, svincolato Pergolettese).
Coi riconfermati Perina, Marzupio, Carillo, Ercolani, Papazov, Salines, Tascone, Vezzoni, Santaniello e Millico sono 20 i rossoneri in organico. Atteso che gli under che graviteranno stabilmente con la prima squadra saranno il portiere De Simone, i difensori Castaldi e Conte e i centrocampisti Pazienza ed Agnelli, per completare l’elenco dei 23 da depositare in Lega l’11 settembre sono ancora tre le caselle da colmare. Che poi sono quelle che devono dare sostanza alla campagna-trasferimenti rossonera e fare del Foggia una squadra che può avere l'ambizione di competere per il vertice.
Riflettori puntati dunque sui due centrocampisti e sulla prima punta che ancora mancano all’appello, perché il futuro del Foggia sarà legato a doppio filo al nome di chi alla fine sbarcherà in rossonero in questa delicatissima fase di mercato che servirà a restituire il volto definitivo alla formazione di Brambilla.
Appare di tutta evidenza che solo con un tris di nomi ad effetto il club del presidente Canonico colmerà il gap con le primissime della classe (Catania ed Avellino su tutte), Brambilla sotto questo punto di vista è stato esplicito fin da quando ha accettato di guidare il Foggia e lo ha ribadito a chiare lettere al presidente nel scorso fine settimana, quando in ritiro è stato fatto il punto a tutto tondo: ad oggi la squadra per come è strutturata ha buone chances di centrare la zona playoff, ma per guardare più in alto serve altro.
Occorre innalzare in generale il livello della qualità del gruppo e nello specifico dare sostanza ai due reparti sulle cui spalle reggeranno gran parte dei destini del Foggia. La mediana va strutturata con altri due innesti di spessore, Tascone e Danzi lì nel mezzo garantiscono dinamismo e sostanza al reparto, ma hanno bisogno di due omologhi che per caratteristiche gli somigliano e che parlino la stessa lingua. I nomi ricorrenti di Damiani (che dovrebbe ormai essere a un passo dal Pescara, dove ritrova il maestro Baldini) e Di Francesco bene si coniugano con le esigenze di un reparto working in progress, sono i due profili che fanno al caso del Foggia, ma Palermo e Sorrento (le rispettive società di appartenenza) non vogliono disfarsi dei due giocatori senza ricavarne alcun vantaggio economico, anche l’eventuale prestito lo prendono in considerazione solo se oneroso, inevitabile il braccio di ferro che è difficile capire quali risvolti potrà avere per entrambi.
Il capitolo Lescano, invece, è fin troppo noto: l’attaccante argentino si era promesso al Foggia, su un piatto d’argento il presidente Canonico avrebbe messo un ricco contratto triennale a cifre da capogiro per la categoria (260mila euro), restava da superare la resistenza della Triestina che detiene il cartellino del giocatore e che non è stata fin dall’inizio disposta a fare sconti. Si poteva trattare su una base di 350mila euro, il Foggia insisteva per un prestito secco e così quando dallo scorso fine settimana si è inserito il Trapani si è capito che vedere l’argentino a Foggia sarebbe diventato complicatissimo. Lescano allo Zaccheria il 26 agosto ci sarà, quasi sicuramente però con la maglia del Trapani. Per il Foggia si profila un agosto bollente...
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