Nel Foggia che per il momento resta una bella incompiuta e che è alla ricerca di una identità precisa, c’è una contraddizione di fondo che la dice lunga su quello che è il lento processo di crescita della formazione di Massimo Brambilla.
Sei gol al passivo nelle prime quattro gare è un indicatore che inevitabilmente fa salire sul banco degli imputati una difesa rossonera in cui i meccanismi devono essere oleati e che conferma più in generale i disagi di una squadra che nei suoi 7-8 undicesimi è nuova di zecca e ha bisogno di tempo per carburare.
Proprio così, anche se poi c'è un rovescio della medaglia che va in netta controtendenza rispetto all’etichetta di un reparto che a prima vista sembra tutt’altro che irreprensibile: il cammino casalingo del Foggia finora è stato impervio, nessuna vittoria e un solo punticino all’attivo, con l’aggravante che i sei gol De Lucia si ritrova sul groppone sono arrivati tutti allo Zaccheria: due reti subite al debutto con il Trapani (la seconda in zona Cesarini) e addirittura quattro nel derby col Monopoli in cui le voragini difensive sono venute tutte a galla. Anche se poi in realtà tre dei quattro gol dei biancoverdi possono considerarsi episodici, frutto cioè o di invenzioni balistiche o di disattenzioni fra i pali.
Al rendimento casalingo complessivamente scadente di Salines e soci fa però da contraltare una insospettabile saldezza difensiva esterna, atteso che dalle trasferte di Bari (con la Team Altamura) e di Latina di lunedì scorso il Foggia ha mantenuto la porta immacolata, pur correndo nell’arco dei 90' qualche rischio di troppo. Da un eccesso all'altro, insomma: bene bene lontano dallo Zac, male male in casa, non conosce mezze misure il Foggia in questo primissimo scorcio di stagione nel quale viaggia a corrente alternata. Il che inevitabilmente si ricollega a quella mancanza di equilibrio che l'undici di Brambilla deve ancora raggiungere.
Il punto è capire quando questo processo di crescita troverà la sua giusta sintesi, considerando che per affinare un sistema di gioco come il 4-2-3-1 occorre che tutti gli interpreti raggiungano uno standard di forma ottimale. Cosa, quest'ultima, che nel Foggia è ancora lontana dal compiersi, come hanno confermato gli ultimi secondi 45' del Francioni in cui la squadra si è sfilacciata prestando il fianco a più di una ripartenza del Latina. Finché il fiato e la condizione hanno retto, infatti, nel mezzo Gargiulo e Vezzoni hanno cantato e portato la croce, sacrificandosi a tamponare e a ripartire di buona lena.
Ma poi a un certo punto hanno dovuto inevitabilmente tirare il fiato, fino a scomparire dalla scena. E i loro potenziali sostituti, da Mazzocco a Danzi e Pazienza (i soli al momento disponibili in organico) o sono alla ricerca della migliore condizione (Mazzocco), o sono appena recuperati (è il caso di Danzi, che opportunamente Brambilla ha inteso preservare lunedì scorso). Oppure sono ritenuti ancora acerbi per essere utilizzati con continuità (come nel caso di Pazienza).
Viene da sé che in un frangente come questo in cui Tascone e Da Riva (probabilmente la coppia titolare in mediana) sono entrambi fermi ai box, serve limitare i danni per non attardarsi troppo dalle prime posizioni. Il tutto mentre all'orizzonte si profila un mini-tour de force che fa venire i brividi: il Foggia, infatti, domenica prossima sarà ancora impegnato in trasferta contro la vice-capolista Benevento, quindi il mercoledì successivo nel turno infrasettimanale riceverà il Giugliano.
Sarà poi la volta di andare a fare visita all'Avellino a conclusione di tre sfide infide che chiariranno approssimativamente il ruolo che la formazione di Brambilla potrà recitare in campionato. Al momento ogni previsione è prematura, anche se le indicazioni che arrivano dal campo lasciano intravedere segnali incoraggianti in prospettiva.
Quindi sul medio e lungo periodo, sicuramente non nell’immediato perché alle già proibitive difficoltà di assemblare un organico nel quale ci sono da recuperare risorse in evidente ritardo di condizione, si sono aggiunti del tutto inattesi una serie di infortuni che hanno maledettamente complicato il lavoro del tecnico di Vimercate. Che non immaginava di dover far fronte da subito ad una emergenza così prolungata, e che si sta arrabattando alla bell’e meglio.
Insistendo con coerenza sul modulo e avvicendando gli interpreti sulla mediana. A differenza di quanto sta invece proponendo dalla trequarti in su, dove nell’attesa di recuperare il miglior Millico (il capitano sembra ancora lontano da una condizione accettabile), per linee esterne si sta affidando alla coppia Orlando-Zunno, con Emmausso libero di svariare su tutto il fronte di attacco.
E Murano? Il bomber arrivato dall’AZ Picerno portandosi dietro qualche acciacco alla schiena è ancora all’asciutto e forse in questo avvio ha pagato il fatto di essere stato a guardare nelle prime due giornate di campionato, complici i due turni di squalifica che ha dovuto scontare. Ma ora da un attaccante come lui il Foggia si aspetta i gol che in questo complicato frangente servono per restare a galla.
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