Foggia Calcio: “Io speriamo che me la cavo”. Vittoria nel derby mette mister Capuano di fronte a scelte da fare

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Capuano che nel derby col Taranto a un certo punto si traveste da Brambilla, sconfessa il 3-4-3 e si converte al 4-2-3-1 tanto caro al tecnico brianzolo fa notizia. E la dice lunga sul momento particolarmente tribolato che sta vivendo il Foggia. Che, partito per intraprendere un nuovo progetto tecnico, dopo poco più di due mesi ha fatto precipitosamente retromarcia rinnegando i buoni propositi iniziali. Riappropriandosi del cliché delle ultime contraddittorie annate che spesso e volentieri hanno generato solo caos e confusione. 

Con Ezio Capuano si è corso ai ripari temendo il tracollo, ma così ancora una volta si è cestinato un nuovo possibile corso che aveva una sua logica e che era stato salutato con soddisfazione dall’ambiente che rivedeva così la luce in fondo al tunnel. 

Punto e a capo, insomma, con una disarmante leggerezza, da dieci giorni sulla navicella rossonera siede il tecnico che è la netta antitesi di chi lo ha appena preceduto. E che pure non ha esitato nemmeno un attimo venerdì scorso pur di infilare il primo successo della sua gestione a rispolverare il sistema di gioco tanto bistrattato e vituperato che è costato l'esonero a Brambilla. Come adesso si concilierà l'esigenza di una squadra che deve ritrovare la sua dimensione e spingersi il più in alto possibile con la filosofia di Capuano diventa il tema che finirà inevitabilmente con l’appassionare nelle prossime settimane. 

Perché è francamente difficile ipotizzare che l'ex tecnico del Taranto rinnegherà le sue convinzioni per adeguate il suo credo alle caratteristiche dei singoli. Più credibile che in questa fase di conoscenza ed approfondimento delle risorse a disposizione, Capuano cerchi di mediare senza stravolgere determinati equilibri che già appaiono sin troppo labili. E che non è il caso di andare ulteriormente a ritoccare.

È tutto in itinere il Foggia2 targato Capuano, che è alla ricerca degli interpreti migliori e di alcuni punti fermi nei tre reparti dai quali ripartire. Qualche segnale il tecnico originario di Pescopagano lo ha cominciato a lanciare però fin da venerdì scorso:  De Lucia, ad esempio, sembra essersi ripreso il posto in squadra fra i pali dopo essere stato messo da parte per alcune clamorose sviste. Una mano gliela ha data colpevolmente Perina. Per cui, a meno di imprevedibili "ricadute", sembra essere definitivamente l'ex Entella il nuovo prescelto a difendere i pali del Foggia. 

Nella difesa a 3 pareva che il rientrante Carillo potesse essere considerato un punto inamovibile dello scacchiere rossonero alla luce anche dei galloni di capitano che gli erano stati affidati ad Avellino. Ma la sua esclusione nel derby azzera le gerarchie, e lascia aperta ogni possibile soluzione. 

Ipotizzando che fin da domenica a Potenza Capuano torni ad optare per il 3-4-3, in mezzo al campo Salines e Vezzoni utilizzati come laterali sembrano in grado di fornire le opportune garanzie, mentre è la mediana che continua a dare i maggiori grattacapi a Capuano: Tascone col Taranto è stato l'ombra del giocatore ammirato nella seconda parte della scorsa stagione, mentre Gargiulo arranca ed è in evidente ritardo sul piano fisico. 

Servirebbero centrocampisti con altre caratteristiche rispetto a quelli attualmente in rosa, anche i vari Danzi e Da Riva non sembrano fare al caso, mentre Mazzocco col Taranto ha evidenziato qualche confortante segnale di ripresa. A Capuano, è risaputo, piacciono gli incontristi bravi nel ribaltare l'azione e a catturare palloni vaganti, ecco perché sembra inevitabile fin da ora il ricorso al mercato di riparazione per tamponare in mezzo al campo quelle falle che finora non hanno consentito al Foggia di essere competitivo come gradirebbe patron Nicola Canonico.

Fino a gennaio, dunque, Capuano dovrà arrangiarsi col il materiale a disposizione. Che non è decisamente proprio il massimo e che lo costringerà per i prossimi tre mesi ad arrovellarsi per far quadrare il cerchio.

Dalla trequarti in su, invece, il tecnico salernitano è chiamato a fare scelte meditate almeno quanto inevitabili: Emmausso e Millico, rigenerati sul piano fisico ed allineati ai compiti loro assegnati in campo, fanno troppi comodo per essere esclusi ed accomodarsi in panchina, ma anche Zunno (più di Orlando) merita di ritagliarsi uno spazio importante in squadra. Motivo per il quale, a seconda dei casi e dell'avversario, non è detto che Capuano non possa ipotizzare una sorta di turnover. 

Diverso il caso di bomber Murano, finora corpo estraneo del Foggia. L'attaccante lucano è in ritardo e sinora ha deluso le aspettative, anche se poi va messo nella condizione di esaltarsi. Andrebbe sollecitato perché forse per indole non è un cuore di leone, ma Capuano dovrà anche provare ad esaltarne le caratteristiche. Perchè il giocatore sa esaltarsi quando attacca la profondità, e quindi non è il caso di sottoporlo a troppi ripiegamenti che lo sfiancano e gli fanno perdere lucidità sottorete. Va fatto sentire importante Murano, il cui impatto con Foggia gli ha messo addosso troppa pressione.

In una sola parola va aiutato l’attaccante capace di segnare 20 gol solo l’anno scorso. Altrimenti tornerà ad essere il giocatore a corrente alternata che era prima della stagione-boom di Picerno.

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