L'Avellino per sintonizzarsi sul Foggia. Il Taranto per scacciare via i cattivi pensieri. Il Potenza per cominciare ad incidere.
L'approdo di Eziolino Capuano sulla panchina rossonera non poteva essere più suggestivo: subito tre incroci pericolosi con tre squadre che hanno segnato la sua carriera di allenatore, il destino si è divertito a mettergliele una dietro l'altra senza dargli nemmeno il tempo di razionalizzare.
In fondo meglio così, per lo meno non c'è stato spazio e tempo per i sentimentalismi, che soprattutto nel calcio lasciano il tempo che trovano. Perché è solo e soltanto il presente che conta, e i ricordi servono o ad accendere la nostalgia o, viceversa, ad accrescere i rimpianti.
Come nel caso della sfida del Viviani che va in onda domenica prossima, che per Capuano non può essere derubricata a gara uguale a tutte le altre. Da giocare, e possibilmente vincere, come spesso gli capita di ripetere per restare sempre sul pezzo.
A Potenza il tecnico lucano di Pescopagano che rivendica orgogliosamente le sue origini lucane, ha compiuto una delle più belle imprese del suo percorso di tecnico: forse anche più meritoria dell’ultima di Taranto, per come è maturata. Capuano nelle difficoltà si esalta, è risaputo, ma quella parentesi coi Leoni Rossoblù la porta ancora nel cuore, e nel tempo non ha mai perso occasione per farla ritornare a galla: “Qualche anno fa a Potenza ci radiarono dalla serie C per vicende extracalcistiche, eravamo condannati al fallimento eppure trasformammo quel dramma sportivo in una opportunità per dare lezioni di moralità a tutto il calcio italiano - ha ricordato anche recentemente -. Sul campo ci salvammo, è una impresa di cui vado fiero ancora oggi”.
E come dargli torto, alla luce del terremoto che si scatenò in quella dannata stagione che decretò la fine del calcio potentino.
Nel 2009 l’allora presidente rossoblù Giuseppe Postiglione finiva in carcere per le accuse mossegli dall’allora pm antimafia Francesco Basentini, venne successivamente radiato dalla Figc proprio a seguito di quanto emerso dall’inchiesta sulla presunta calcio-connection tra sport e malavita all’ombra dello stadio Viviani. Esperienza assai travagliata, dunque, culminata con la retrocessione d'ufficio, nonostante il Potenza nelle ultime sei giornate riuscì ad ottenere sei risultati utili consecutivi che sarebbero stati sufficienti a garantirsi la salvezza sul campo.
Risultato che a tutt’oggi è considerato straordinario dalla tifoseria rossoblù, che non ha mai dimenticato come una squadra ormai alla deriva e con il destino praticamente segnato riuscì ad isolarsi dalle vicende extracalcistiche e a vincere sul campo grazie al coraggio di un tecnico che sapeva motivare i suoi come nessun altro. Ezio Capuano sarebbe poi tornato a Potenza nella stagione ‘20-21, sempre in C1: probabilmente rimise piede in Lucania per un debito di riconoscenza che la città aveva nei suoi riguardi: a richiamarlo fu l’allora patron Caiata, che ad un certo punto decise di dare il benservito a Mario Somma, un altro nome che nella storia rossoblù non è passato inosservato, (e che tornava ad allenare un club professionistico a distanza di quattro anni dall'ultima esperienza), rimettendo così piede su quella panchina che era stata sua venti anni prima.
Nelle prime sette gare di campionato il Potenza aveva conquistato la miseria di 6 punti, frutto di una vittoria, tre pareggi e tre sconfitte.
Decisamente pochi per una squadra che era partita per raggiungere ben altri obiettivi, e che invece si ritrovava sedicesima dopo il 4-4 interno con la Cavese che avrebbe anche segnato la resa di Somma. L’esordio-bis di Capuano arriverà l’8 novembre successivo, in casa della Turris.
E sarà un debutto da urlo, coi lucani che si imporranno 0-2 grazie alla doppietta di Cianci.
Ma poi seguiranno tre sconfitte di fila (Bari e Avellino in casa e Vibonese fuori), quindi dopo il pari col Bisceglie di patron Canonico, ancora altri tre ko consecutivi con Viterbese e Catania in casa, e a Castellammare di Stabia. La successiva vittoria di Monopoli darà respiro alla traballante classifica del Potenza, che si ripeterà poi anche con la Paganese al Viviani prema del giro di boa. La crisi sembra essere alle spalle, ma nel girone di ritorno i rossoblù perderanno ancora a Catanzaro e a Caserta sempre con il minimo scarto (1-0), mentre in casa non andranno oltre lo 0-0 con il Palermo. Il 3 febbraio Capuano si vedrà così costretto ad ammainare bandiera bianca, peraltro proprio nella settimana che lo divideva dalla sfida con il Foggia in casa: due giorni più tardi sarà nominato nuovo tecnico Fabio Gallo, chiamato al capezzale di una squadra che sbandava paurosamente e che si era infilata in un pericoloso tunnel.
Al suo arrivo il Potenza si trovava in zona play-out, ma grazie ai buoni risultati che riuscirà a conseguire nella seconda parte della stagione, Gallo porterà a termine la sua missione e condurrà il Potenza alla salvezza diretta e addirittura con una giornata d'anticipo.
Il che gli varrà la riconferma anche per la stagione successiva. Capuano, nel frattempo era passato da Messina e si era affacciato anche a Foggia. Ma solo per un semplice arrivederci.
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