Due lucani doc insidiano il Potenza. Pronti a interrompere il magic-moment dei rossoblù, che coi loro 14 punti sono a ridosso delle primissime. Il primo è Eziolino Capuano da Pescopagano, che torna al Viviani dopo quell'esonero del '21 che ancora non ha digerito dopo che dieci anni prima nella sua precedente parentesi si era guadagnato l'indulgenza della tifoseria locale per una salvezza conseguita sul campo che ebbe dell’incredibile, anche se poi sopraggiunse la radiazione del club.
Il secondo in ordine di apparizione è Jacopo Murano, il Samurai di Potenza (così ribattezzato per il taglio dei suoi occhi) che sta per tornare nelle sua città natale. Lì, dove con i 37 gol realizzati nella stagione '13-14 è stato (ed è tuttora) a 24 anni il miglior marcatore di sempre nel campionato di Eccellenza lucana, permettendo alla squadra della sua città di ritornare in serie D.
Murano ha iniziato a tirare i primi calci ad un pallone proprio nella società rossoblù. Quelli veri, invece, li ha dati in Serie D allo Sporting Genzano prima, e al Campobasso poi. Sono gli anni quelli, in cui il giocatore dimostra di essere un attaccante che sa svariare su tutto il fronte d’attacco, e che all’occorrenza non disdegna di puntare a rete. Segni particolari: un carattere bislacco ed un po' fumantino che andrebbero frenati, e che nel tempo ne rallenteranno l'ascesa.
Cosi a Taranto in C1 in una piazza calda nella quale potrebbe cominciare a farsi apprezzare sarà invece solo di passaggio, gioca poco e finisce in prestito prima al San Marino poi al Montichiari. Qui la società rossoblù fallisce, e allora Murano plana ancora in Puglia e a Brindisi, dove, però, dieci giorni dopo la firma si rompe il crociato.
All'orizzonte si profila il periodo più buio della sua carriera, caratterizzata soprattutto da numerosi infortuni. Il ragazzo, sconsolato, è tentato di dire basta. Anzi, di fatto smette perché durante i lunghi mesi di riabilitazione torna a lavorare con suo padre, che fa l’ottico a Potenza. Ma il richiamo del pallone è troppo forte, e così presto torna ad infilare gli scarpini e riprende ad allenarsi. Riparte dalla squadra della sua città, che milita in Eccellenza. Realizza una montagna di gol, e improvvisamente la sua carriera svolta.
È il 2014, e Murano si trasferisce ancora in Puglia, questa volta al Monopoli, ma anche stavolta non trova spazio e così riprende a girovagare. Sei mesi a Grosseto prima, e sei mesi alla Recanatese poi: sarà in questo frangente che ad accorgersi di lui è Roberto Canepa, ds del Savona, che riesce ad accaparrarselo. Murano si trasferisce al nord, cambia vita ed anche... ruolo.
Muta la sua posizione in campo, viene utilizzato come prima punta, e il cambio finisce col metterlo a suo agio. Ricambia la fiducia a suon di gol, guadagnandosi addirittura la chiamata dalla Serie A, con la Spal. Arrivato a Ferrara, però, Jacopo svolge solo il ritiro pre campionato con i biancoazzurri, prima di essere girato in prestito al Trapani in C, dove alla fine segna comunque 10 reti.
E’ a quel punto che le cose si fanno nuovamente complicate: gli viene infatti diagnosticato un problema di natura cardiaca, che praticamente lo tiene fermo ai box un anno. Non molla, però, ed alla fine si rialza di nuovo: riprende l’attività, rescinde il contratto con la Spal che lo aveva illuso e decide di tornare a casa per la seconda volta nella sua Potenza.
Gli infortuni continuano a martellarlo, dopo due stagioni in rossoblù condite da 32 presenze complessive e 9 gol, passa al Perugia. E’ il momento di mettere in bacheca qualche successo, in Umbria Murano vince il campionato di C (all’attivo 11 gol) e finalmente debutta l’anno successivo in B sempre coi grifoni. Ma poi a gennaio sarà costretto a rifare la valigia e a trasferirsi in Irpina e all’Avellino. Dove gli appiccicheranno addosso l’antipatica etichetta di “oggetto misterioso”: gioca poco e male, segna ancora meno (appena due gol) in una tormentata stagione e mezza, per strada perde diversi estimatori. E allora non gli resta che fare ancora una volta ritorno a casa. Da figliol prodigo in cerca di rivincite.
Da gennaio a giugno ‘23 mette assieme 13 gettoni di presenza e 3 gol, sembra destinato a proseguire la sua avventura in rossoblù, ma poi a sorpresa si fa avanti l’AZ Picerno, la società è ambiziosa e gioca un gran calcio, il tecnico Longo gli fa una corte spietata ed alla fine decide di cambiare aria. Per modo di dire, visto che si sposta di appena 130 chilometri.
Aria salubre ed ambiente tranquillo, ingredienti ideali per viver e una stagione da sogno: realizza 20 gol Murano, e vince la classifica cannonieri appaiato a Patierno, che all’Avellino ha preso proprio il suo posto.
In estate potrebbe approdare alla Torres, che è pronta a fargli ponti d’oro, sembra cosa fatta e invece all’ultimo istante spunta il Foggia, e stavolta non riesce proprio a dire di no. Già, stavolta, perché Murano già nel ‘12 quando aveva appena 21 anni è stato ad un passo dal diventare rossonero: il ds Di Bari ed il tecnico Padalino lo volevano in D per rilanciare il club dopo il fallimento, l’attaccante era atteso in ritiro per la firma, ma non si presenterà mai. Mistero.
A distanza di 12 anni rieccolo, ma finora sono stati più dolori che gioie. Domenica torna a casa, nella sua Potenza. Ma da avversario.
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