E’ stato avvilente venerdì scorso assistere a Foggia-Casertana nel silenzio assordante dello Zaccheria. Una storia che ultimamente si ripete puntualmente: la tragedia dei tre tifosi deceduti in un incidente stradale mentre rientravano da Potenza nello scorso ottobre, si porta dietro le scorie di una tragedia che si fa fatica a digerire.
Le due curve proseguono nella loro presa di posizione che intendono portare avanti fino a fine stagione per ricordare le vittime e in segno di vicinanza a chi combatte ancora fra la vita e la morte. Ma il clima che si respira non è diverso nemmeno in gradinata e tribuna dove, fatta qualche rara eccezione, prosegue lo sciopero del tifo.
E così per il Foggia, che è impelagato nelle secche della classifica e che avrebbe bisogno del sostegno dei suoi tifosi soprattutto in gare come quella di venerdì scorso in cui se ne potrebbe venire a capo con l’incitamento del pubblico, diventa ancora più problematico risalire la china. L’andazzo ormai è questo, ed è oggettivamente poco probabile che di qui a breve le cose cambino.
Se però sciopero del tifo deve essere, che lo sia a tutto tondo e senza eccezioni: perché infatti propendere per il silenzio, e poi prendere di mira Emmausso subissandolo di fischi come è accaduto venerdì scorso al momento del suo ingresso in campo?
Un busillis che in qualche modo bisognerebbe dirimere: in questo frangente il Foggia di tutto ha bisogno tranne che di avvertire il clima ostile dei suoi tifosi. Ed anche se la disapprovazione prende di mira un solo giocatore e non la squadra, non è ammissibile.
Per una questione di coerenza: se le gare interne si è deciso di seguirle in silenzio, che silenzio sia. Senza alcun tipo di eccezione.
Altrimenti che sciopero del tifo è? Il silenzio, mai come in questo caso, è d’oro...
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).