Più che per il gol ritrovato dopo un digiuno che si prolungava dalla gara col Sorrento, ci sarebbe da rodersi il fegato per l'occasionissima divorata nella ripresa nella fase cruciale del match. Avesse concesso il bis, forse la gara avrebbe preso un’altra piega, e per il Foggia sarebbero arrivati 3 punti di platino. Chissà, forse. È stato lo stesso Jacopo Murano ad ammettere candidamente il suo errore nel post-gara col Crotone di sabato scorso: "Felice per il gol, ma rammaricato per l’occasione sciupata che ho avuto nel secondo tempo. Sarebbe stato il gol del 2-1 e la prima doppietta qui per me".
Il capocannoniere della scorsa stagione contro il suo mentòre Longo si è ricordato che sapore ha gonfiare la rete, ma continua a stentare: segna sempre col contagocce e la miseria delle tre realizzazioni centrate finora inquadrano mirabilmente il suo periodo negativo a Foggia. Ma se non altro adesso Luciano Zauri è tornato a concedergli fiducia (più per necessità che per reale convinzione?), chissà se Sarr non si fosse infortunato che piega avrebbe preso questa sua contraddittoria annata in rossonero.
Se Murano balbetta e fa storcere il muso, il collega col quale ha condiviso la scorsa stagione la poltrona di cannoniere principe del girone C, Cosimo Patierno, ad Avellino in 12 gare è andato già 8 volte a segno, confermando le sue spiccate attitudini sottorete.
Al contrario del 34enne attaccante potentino, ormai in crisi di astinenza acclarata. Murano è in evidente ritardo sulla tabella di marcia rispetto ad un anno fa, a Picerno a quest'ora aveva già messo a segno 13 reti e il gioco cucitogli su misura dal tecnico Longo esaltava alla perfezione le sue caratteristiche.
A Foggia altra musica, e l'alibi della precaria condizione fisica ormai non regge più: "C’è qualche calciatore che si porta qualche acciacco fisico, abbiamo un grande preparatore e stiamo recuperando - ha sottolineato l'attaccante lucano sabato scorso quasi a voler mettere le mani avanti -. Fisicamente lavoriamo bene con il preparatore, altre soluzioni non ce ne sono, dobbiamo solo lavorare. Io sono arrivato a fine agosto, sulla preparazione svolta in ritiro non so rispondere perché non c’ero. Non credo sia solo una questione fisica, ci sono anche gli avversari che ti mettono sotto e ti abbassi a prescindere“.
Sarà pure così, ma di questo passo Murano anche a Foggia confermerà tutte le difficoltà evidenziate in precedenza ad Avellino anziché a Perugia. Questione di personalità, secondo alcuni, che il giocatore farebbe fatica a fare emergere. Probabilmente chi gli dà la croce addosso non è molto distante dalla realtà, perché reggere il peso delle pressioni a Foggia è diverso che a Picerno. Mettiamoci anche che nella costruzione della squadra la scorsa estate c'è stata molta improvvisazione nell'abbinare le caratteristiche dei singoli, ed il mix è servito.
Murano che segna col contagocce e che fa disperare il suo allenatore Zauri è un film già visto, per conferme chiedere ai tifosi irpini o umbri, ma a difenderlo a spada tratta è il suo mentore Longo, oggi tecnico del Crotone, che il bomber dalle polveri bagnate ha appena castigato sabato scorso allo Zaccheria. E che del suo ex allievo conserva ricordi nitidi: "Uno come lui meglio averlo in squadra, poi è chiaro che devi metterlo nelle condizioni ideali per farlo esprimere al meglio".
Vero, Murano infatti è attaccante che attacca la profondità e che va servito negli spazi, a Foggia finora non si ricordano frangenti di gara in cui i compagni lo abbiano servito con regolarità, forse ci hanno provato Millico in occasione dell'assist vincente per l'1-0 di sabato, o Tascone con quel corridoio delizioso nella ripresa. Per il resto solo palloni lunghi gettati lì davanti alla rinfusa. E così diventa difficile trovare lo spunto sottoporta.
La vicenda attuale di Jacopo Murano sembra riflettere una dinamica abbastanza comune nel calcio, dove alcuni giocatori riescono a esprimersi meglio in contesti soft, tipici delle squadre di provincia, mentre in piazze più esigenti, dove le aspettative sono elevate, tendono a non rendere al massimo.
Nel caso di Murano, il suo percorso ad Avellino e Perugia, dove la pressione è alta, sembra averlo limitato, con prestazioni che non hanno mai soddisfatto le attese. Ora, la sua esperienza a Foggia sembra un’altra tappa che può confermare o meno questa tendenza. Anche se poi non è detto che la storia debba necessariamente ripetersi.
Foggia, infatti, pur essendo una piazza che in passato ha avuto momenti di particolare esaltazione, attualmente è ina fase di calma apparente, il che potrebbe permettere a Murano di trovare la serenità e la forma che gli sono mancate in altre realtà. Il resto lo potrebbe fare Zauri, ritagliandogli un ruolo più confacente alle sue caratteristiche. Se Murano riuscirà a trovare continuità e fiducia, potrebbe ancora risultare decisivo per la sua squadra.
Se però la sua condizione psico-fisica dovesse subìre un ulteriore scadimento, la stagione potrebbe effettivamente rivelarsi fallimentare.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).