Cose mai viste prima. Il Foggia che dilaga a Messina e che nella ripresa mette al sicuro un risultato che nella prima frazione sembrava un tantino generoso, stona con la versione della squadra che prima sotto la gestione di Brambilla e poi sotto quella di Capuano prestava il fianco a tante recriminazioni.
È stato sufficiente rinsavire, chiamare al capezzale del Foggia un ds navigato come Leone (che dietro le quinte ha sapientemente lavorato per dare forza nello spogliatoio al neo-arrivato Zauri), che è diventato il punto di riferimento a tutto tondo della proprietà, per ritrovare il bandolo della matassa.
Quello che, insomma, si auspicava patron Nicola Canonico facesse a monte l'estate scorsa, quando sembrava che la lezione degli anni precedenti fosse servita a qualcosa, prima che poi ripiegasse su un direttore sportivo alle prime armi come Domenico Roma e su un allenatore giovane che per resistere in sella e reggere le pressioni di una piazza come Foggia andava adeguatamente "schermato".
Fine del caos organizzato, dunque, adesso finalmente tutti i tasselli sembrano essere tornati al loro posto ed ognuno è chiamato a dare il proprio contributo rispetto a quelle che sono le sue specifiche competenze. Il resto lo sta facendo egregiamente lo staff tecnico, impegnato a recuperare sul piano fisico e mentale un gruppo che fino agli inizi di novembre aveva dovuto confrontarsi con due filosofie di calcio fra loro contrapposte che avevano finito col mandarlo in tilt.
I primi risultati cominciano finalmente a vedersi. Niente di trascendentale, per carità, i limiti strutturali di un organico assemblato senza un filo logico c'erano e restano. Ma almeno adesso la squadra in campo dà la sensazione di essere un gruppo monolitico che sa adattarsi ad ogni tipo di situazione: per cui quando non è possibile vincere, comunque non si perde. E quando c’è da approfittare delle difficoltà dell’avversario, i rossoneri si fanno trovare pronti.
Se poi a tutto questo si aggiunge un calendario che ultimamente è stato nel complesso abbordabile (perché Crotone a parte le formazioni incontrate nell'ultimo mese non sono state trascendentali e infatti il Foggia ne ha battute tre in rapida successione Juventus NG, Turris e Messina), ecco che si comprende come la risalita in classifica si sia stata in qualche modo agevolata.
Zauri così ha potuto allungare la sua striscia di imbattibilità a cinque turni e, da quando ha messo piede in panchina, ha dato subito la sensazione di essere estremamente pragmatico. Perché in una situazione come quella in cui si è ritrovato aveva una sola strada per venirne fuori: dialogare con la squadra prima e coi singoli poi, e ripristinare quella normalità che per tutta una serie di fattori, esterni ed interni, si era nel frattempo persa.
Il tecnico di Pescina ha già fatto meglio dei due suoi due predecessori, Brambilla e Capuano assieme avevano cumulato nelle 13 giornate precedenti la misera di 10 punti, Zauri ne ha fatti 11 nelle ultime cinque gare. E, proseguendo su questa scia, quanto prima tirerà fuori il Foggia dalle retrovie della classifica.
Nel frattempo la squadra mostra di stare decisamente meglio sotto il profilo psico-fisico, lo standard di rendimento dei singoli si sta elevando gara dopo gara al pari dell’autostima. E non è un caso che a Messina i rossoneri sotto il profilo della tenuta fisica abbiano retto tutti i 90'. A differenza di quanto viceversa non avevano saputo fare col Crotone sette giorni prima.
Perina, Mazzocco e Millico sono l’emblema della recente rinascita, al pari di capitan Salines che dopo un periodo di eclissi sta ritrovando la forma dei giorni migliori. Diverso il discorso per qualche altro mancato protagonista, Gargiulo e Danzi su tutti, che continuano a deludere e a non trovare la loro dimensione nonostante il tecnico si sforzi di trovar loro in campo la migliore collocazione possibile. Gennaio è alle porte e con il mercato di riparazione occorrerà trovare qualche soluzione alternativa che consenta di rimediare a qualche clamoroso errore di valutazione estivo.
Resta, infine, la piaga degli infortuni che continua a tartassare il Foggia: al momento ce ne sono sei fermi ai box (Sarr, Santaniello, Carillo, Felicioli, Murano e Camigliano, gli ultimi tre usciti malconci dall’ultima trasferta di campionato), è ormai da inizio stagione che i tecnici che si sono alternati in panchina non hanno mai potuto disporre dell'intera rosa a disposizione. Il che ha avuto inevitabili riflessi negativi sui risultati.
Cresce sempre più la convinzione che la fase del ritiro pre-campionato, al di là delle condizioni di alcuni singoli che si sono presentati in uno stato a dir poco approssimativo, abbia inciso negativamente sulle gambe dei singoli. Che stanno pagando dazio fin dalle prime giornate di campionato.
L’alternanza poi dei terreni di gioco sui quali i rossoneri si allenano in settimana potrebbero avere una ricaduta negativa sulle condizioni generali. E ricaricare ora le batterie a stagione in corso non è per nulla agevole. Nemmeno per uno come Luciano Zauri, che con la bacchetta magica sta rigenerando il Foggia.
(foto Calcio Foggia 1920)
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