Agostino Camigliano non le manda a dire. Il difensore, arrivato in estate dalla Pro Vercelli, ieri in conferenza stampa ci ha messo la faccia, e ha provato a spiegare le ragioni che stanno portando il Foggia a svoltare definitivamente in campionato. Merito di Luciano Zauri, il tecnico giunto in punta di piedi poco più di in mese fa, e che in silenzio ha saputo rimettere a posto i cocci di un gruppo che sembrava avviato irrimediabilmente alla deriva.
“L’allenatore ci ha ridato una serenità che era venuta meno - ha detto -, a causa dei risultati negativi e di tutto ciò che abbiamo vissuto negli ultimi mesi. Siamo contenti di questo trend, ma non abbiamo fatto ancora nulla. Abbiamo da lavorare tanto in allenamento per continuare a mantenere questi ultimi risultati”.
Camigliano si è poi soffermato sul proprio rendimento: “Non è stato un girone d’andata semplice per il sottoscritto - ha ammesso - . Non sono partito al massimo, ma so di essere cresciuto, insieme a tutta la squadra, e mi auguro di continuare così”.
Così invece sui recenti miglioramenti evidenziati dalla squadra: “Stanno lavorando bene gli attaccanti e i centrocampisti. Ora abbiamo maggiore filtro davanti alla difesa, perché c’è una maggiore pressione da parte degli attaccanti. Questo ci sta permettendo di avere più copertura”.
Il Trapani è dietro l’angolo, e Camigliano avverte l’importanza del momento: “I giocatori esperti come me ne hanno vissute tante di queste situazioni. Trapani è una gara importante come tutte le altre, noi la andremo a giocare con la consapevolezza di incrociare una squadra forte, sarà perciò un banco di prova stimolante”.
Il difensore sarà un ex del match: “Ero molto giovane, fu un’annata in cui perdemmo la finale playoff per andare in Serie A. Sono già tornato da ex a Trapani con Cittadella e Cosenza. Sarà bello ritrovare vecchi amici coi quali ho condiviso quell’esperienza”.
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