Harakiri dell’Audace Cerignola: la rimonta della Juventus Next Gen fa calare il sipario sul 2024 degli ofantini

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Una partita pazzesca, una prestazione superba a fronte di un risultato che lascia l’amaro in bocca. Cerignola-Juventus Next Gen è stato un incredibile condensato di emozioni, un pirotecnico 3-3 che per i gialloblù sa di enorme beffa. Perché ancora una volta, come spesso accaduto in questa parte di stagione, la squadra di Giuseppe Raffaele ha espresso un calcio davvero bello, producendo una mole incredibile di azioni da gol senza però riuscire a portare a casa l’intera posta in palio. 

Basta leggere i numeri per rendersi conto della prestazione sfoderata da Capomaggio e compagni: 26 tiri totali, 12 nello specchio della porta, almeno 8 le clamorose e nitide palle-gol. È incredibile come la partita contro la squadra di Brambilla sia finita in parità, con il Cerignola che aveva rimontato l’iniziale vantaggio ospite con le reti di Visentin, Tascone e Salvemini, salvo poi subire la controrimonta sugli unici due tiri nello specchio dei bianconeri nella ripresa. Nel mezzo, le parate di Daffara su Salvemini, Ruggiero e Martinelli, l’occasione sprecata da Capomaggio e le due chance per il nuovo sorpasso non sfruttate ancora da Ruggiero e lo stesso Salvemini. 

Tanto basta per descrivere l’ennesima partita stregata che non permette al Cerignola di restare aggrappato alle prime due della classe Benevento e Monopoli, ora rispettivamente a +5 e +3: “A livello di prestazione, contro una squadra che ha tanta qualità ed è in netta ripresa, abbiamo giocato una partita a senso unico  - commenta il tecnico dei gialloblù Raffaele -. Ovvio che per il risultato c’è tanto rammarico. Nel secondo tempo abbiamo tirato 12 volte verso la porta e abbiamo avuto occasioni clamorose per chiudere la partita. Avevo molto timore prima del match, considerando che noi abbiamo giocato di lunedì mentre loro di sabato, ed invece abbiamo prodotto tanto, giocato benissimo, tenuto il campo ed aggredito alto gli avversari. Certo dobbiamo limare alcuni difetti ma in campo c’è stata solo una squadra. Peccato, ci ritroviamo a dover rammaricarci noi ma sono sicuro che questo alla lunga ci ripagherà”. 

I punti persi per strada sono tanti, è vero, ma è altrettanto vero che questa è una squadra al quinto risultato utile consecutivo e che anche contro la Juventus Next Gen non ha potuto contare su giocatori come Ligi, Coccia e Gonnelli oltre al lungodegente Cuppone: “Non è  scritto da nessuna parte che alla sosta avremmo dovuto avere il rammarico di non essere primi in classifica  - sottolinea il tecnico -. E secondo me, avremmo anche meritato di gran lunga di essere in testa per le prestazioni che stiamo fornendo. Se continuiamo a giocare così, anche grazie ai recuperi degli infortunati e confidando pure in un po'  di fortuna in più negli episodi, nel girone di ritorno possiamo ambire a fare un percorso simile, se non addirittura migliore”.

L’ambizione e la fiducia restano intatte, dunque. 

Il Cerignola ha chiuso il 2024 al terzo posto e di sicuro proverà ad inaugurare il nuovo anno sul campo del Messina con la stessa voglia e determinazione di restare lì in alto. Lo farà di certo per una partita (se non per due) senza Lorenzo Paolucci (espulso per proteste dopo il triplice fischio) ma magari con un nuovo attaccante. 

Il direttore sportivo Elio Di Toro, infatti, sta lavorando per il ritorno in maglia gialloblù di Ismail Achik: il marocchino è in prestito, via Bari, all’Ascoli con cui ha giocato soltanto 6 gare  in questa stagione, e gradirebbe molto la destinazione Audace. Sarebbe un rinforzo di spessore, sul mercato però Raffaele non si sbilancia: “Valuteremo attentamente con direttore e società per capire bene dove ci sono delle cose da poter migliorare inserendo magari caratteristiche diverse da quelle che abbiamo già in rosa. Per l’attacco, abbiamo perso Cuppone a settembre per cui vediamo se si troverà una situazione che ci  possa migliorare”.

La sensazione è che il Cerignola battaglierà fino alla fine per le primissime posizioni della classifica, in un 2025 da provare a vivere da assoluto protagonista del girone C di Lega Pro. 
(Foto G. Marino)

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