Foggia Calcio e il mistero buffo di patron Canonico: vittoria su Latina non distoglie da vicende societarie

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Ieri 47 anni. Trascorsi nella quiete della sua abitazione di Pescina e con il rubinetto delle parole chiuse. Luciano Zauri il suo regalo di compleanno lo ha ricevuto dalla squadra, ed è la cosa che più lo ha rallegrato nella domenica degli incubi che il Foggia ha saputo indirizzare nel verso desiderato. Facendo suo lo scontro diretto con il Latina, e risalendo in un sol colpo fino al dodicesimo posto. Un bel balzo in avanti, in considerazione del fatto che domenica fino alle 19.30, prima di scendere in campo, i rossoneri erano stati scavalcati dalla Juventus NG di Brambilla, capace di domare la resistenza della capolista Monopoli a Biella (e di prendersi la sua personale rivincita dell’1-4 patito in casa nel corso della sua breve permanenza in Puglia).  

Ci ha pensato Silvestro, con la fortuita partecipazione di Crescenzi, a regalare i primi 3 punti del nuovo anno, e ad allontanare i fantasmi minacciosi che aleggiavano su uno Zaccheria che sbuffava come una pentola a pressione. Coi tifosi sul sentiero di guerra ed ormai in aperto contrasto con una proprietà sempre più assente e lontana da Foggia. 

Zauri a fine gara ha preferito evitare microfoni e taccuini, si è chiuso a riccio, nessuna dichiarazione per via (sembrerebbe) di una fastidiosa raucedine, ha lasciato al suo vice il compito di commentare il ritorno al successo. Anche se la sensazione è che il tecnico marsicano dopo la riflessione a voce alta di sabato scorso nella conferenza pre-gara, abbia dribblato la sala-stampa per non rincarare la dose ed aizzare ulteriormente gli animi. 

Le sue parole hanno colto nel segno e non sono passate inosservate, è stata la prima volta che Zauri ha messo il dito nella piaga e sollevato qualche legittima perplessità sulle tante cose che andrebbero rimesse in ordine. E sembrerebbe infatti che la sua sortita, dettata dalle quotidiane difficoltà da dover fronteggiare, non siano andate giù al patron. Già turbato da una contestazione che non pensava potesse montare improvvisa e così violenta al suo indirizzo. E, in questo frangente, poco predisposto a rintuzzare anche frizioni interne che chiamano inevitabilmente in causa la sua strampalata gestione.

Per fortuna è arrivata la vittoria a distendere gli animi e ad alleggerire un clima che rischiava di farsi incandescente, il Foggia si risolleva in classifica e tira un sospiro di sollievo. Ma il momento resta delicatissimo, perché Canonico ha un diavolo per capello e sarebbe sempre più convinto di abbandonare la nave, e all'orizzonte non si intravedono soluzioni che per il Foggia aprano spiragli positivi in prospettiva. 

Anche il rilancio della cordata Cerignola che fa capo a Francesco De Cosmo non si sa bene che consistenza reale abbia, e soprattutto a cosa miri realmente: il commercialista domenica sera era presente in tribuna e, sbottonandosi, si è lasciato scappare che, coi suoi, sarebbe pronto a subentrare nella gestione fino a giugno, con l'impegno successivo di rilevare il pacchetto di maggioranza. 

Ma tra il dire e il fare come al solito di mezzo c'è Nicola Canonico, che ufficiosamente avrebbe dichiarato di essere pronto a farsi da parte senza nulla a pretendere. Ma poichè le sue restano dichiarazioni ufficiose, meglio prenderle con beneficio di inventario. Soprattutto se si scopre che lo scorso agosto ha provveduto ad un aumento di capitale di 1 milione di euro che gli avrebbe consentito di rilevare il 100% delle quote del Foggia. E allora come  ipotizzare un suo effettivo disimpegno a fronte del recente conferimento per il ripianamento delle perdite? 

La realtà al momento dice altro, al di là delle apparenze qualcosa sottotraccia per il mercato di riparazione si sta muovendo. Ed anche se il messaggio che sta passando dice che i rifiuti che il club sta incassando finiscono col rallentare le operazioni in entrata, creando qualche inevitabile grattacapo di troppo a Zauri (che dopo due mesi ha chiaro quanto sia complesso fare calcio in una città che presenta troppe contraddizioni ed una proprietà che non riesce ad avere una visione proiettata a medio e lungo termine), alla fine i rinforzi arriveranno. Con buona pace di Leone che ha avuto mandato di valutare ulteriori operazioni in uscita. Della serie nessuno è incedibile, e se il gioco vale la candela (se cioè dovessero arrivare offerte interessanti) non sarà il caso di andare troppo per il sottile.
 
Abbassare il monte-ingaggi a gennaio diventa infatti una priorità a fronte dei 3 milioni investiti in estate per una squadra che tutto si è rivelata in questi mesi, tranne che competitiva. 

Che senso ha insistere con un organico che incide sulla gestione, sapendo che il Foggia nella migliore delle ipotesi a fine stagione potrà piazzarsi nono/decimo e disputare non più di un paio di turni dei playoff? E allora, se gli eventi dovessero consentirlo, meglio liberarsi dei contratti più onerosi e provare a mettere in piedi un progetto tecnico che sia credibile e soprattutto sostenibile. Se poi ancora nel segno di Nicola Canonico, questo lo dirà solo il tempo.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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