La risposta è arrivata. Ed è stata convincente. Dopo la settimana dei veleni, dei possibili abbandoni e degli addii eccellenti, il Foggia ha finalmente reagito fatto vedere sul campo di che pasta è fatto. Sfiorando l’impresa di battere l’ex capolista Benevento, che per la verità non è sembrata una squadra in salute. Tutt’altro.
Aveva ragione Luciano Zauri, quando alla vigilia del match aveva pronosticato una grande prestazione dei suoi, il miglior Foggia di stagione per consistenza e cifra di gioco ha dato una spallata alle perplessità che avevano accompagnato gli ultimi accesi confronti fra proprietà ed area tecnica, ormai praticamente ai ferri corti dopo le minacce di abbandono palesate dal patron. E che lasciavano pensare al peggio.
Tutto bene quel che finisce bene, invece, anche se si è sfiorata la rottura fra presidente, tecnico e ds per via della mancata cessione del capitano Salines che era cosa fatta e sulla quale c’è stata un ripensamento a tutto tondo del club e del calciatore (respinta una offerta sostanziosa di 250mila euro del Monopoli). Dal duro faccia a faccia, alla fine sembrerebbe ne esca un gruppo rinvigorito nello spirito e nel morale. Che avrà nel frattempo pure perso per strada un altro pezzo (Millico) di quel dream team che avrebbe dovuto fare sfracelli (e che non è detto qualcun altro non ne perda entro il prossimo 3 febbraio), ma che comunque ha ritrovato una compattezza di spogliatoio mai prima d'ora riscontrata in stagione.
Gongolano, e a ragione, Leone e Zauri che questa squadra la sentono sempre più loro, il Foggia (forse) nello scorso weekend si è messo alle spalle un altro periodo burrascoso dal quale ne esce più forte. Anche se adesso i rossoneri sono attesi dalla fase più delicata, quella del consolidamento di certezze che possono dare un'ulteriore spinta per risalire la classifica.
Contro un Benevento che ultimamente ha perso smalto e brillantezza e che pure alla vigilia veniva indicato come l'avversario ideale per misurare quanto avessero inciso gli ultimi accadimenti, il Foggia ha fatto un figurone, surclassando almeno per un’ora una formazione che nemmeno quando è riuscita a ribaltare il match ha dato mai realmente l'impressione di portare a casa i 3 punti.
Ritmo, intensità e buone trame di gioco hanno fatto da cornice ad una prova che ha esaltato la prestazione di alcuni fra i singoli più chiacchierati, a cominciare da Zunno, Orlando e Tascone, fino a ieri corpi estranei e quasi mai nel vivo della manovra. Sono stati loro l'anima di una squadra che non solo non si e arresa fino alla fine, ma che addirittura nell'extra time è andata ad un passo dal ribaltarla. E ci fosse riuscita non ci sarebbe certo stato da gridare allo scandalo
L’irruzione inattesa di Luca Leone in sala-stampa di sabato scorso, che ha provato a rasserenare l'ambiente e a distribuire ottimismo, ha sortito gli effetti sperati, seppure le contraddizioni di fondo restino e non cancellino i dubbi legati agli umori di una proprietà che attraverso il mercato di riparazione il suo indirizzo negli ultimi giorni sembra averlo dato.
Oltre a Millico, presto saluterà anche Murano, uno di quelli che hanno reso ampiamente al di sotto delle aspettative, e per il quale non c’è ormai più posto nel Foggia del futuro. Trattativa avviatissima con il Crotone, l’attaccante lucano sta per riabbracciare Longo, il tecnico con il quale la scorsa stagione a Picerno si è laureato capocannoniere con 20 gol, l’addio è già scritto: inconcludente la sua parentesi in rossonero, è lui il più grande rammarico di Nicola Canonico, che l’estate scorsa puntò forte sul giocatore per colmare il mancato arrivo di Lescano, poi finito al Trapani.
Il patron in questo frangente nel quale ha masticato amaro per le tante delusioni accumulate, si sarebbe aspettato maggiore comprensione da parte dei tifosi. Che in tutti questi anni gli hanno comunque sempre dimostrato grande vicinanza anche quando gli eventi suggerivano altro. Ormai però qualcosa fra il patron e l'ambiente si è irrimediabilmente rotto, la contestazione anche domenica scorsa allo Zaccheria non lo ha risparmiato ed è difficile a questo punto ipotizzare che possa rientrare. A maggior ragione dopo aver manifestato la volontà di ridimensionare il progetto di rilancio che pure solo l’estate scorsa aveva sventolato con grande orgoglio.
Sarà interessante, dunque, nei prossimi mesi, seguire le vicende societarie per capire i possibili scenari che potranno prefigurarsi da qui al prossimo giugno. E se, soprattutto, la volontà di passare la mano si materializzerà effettivamente in atti concreti. D'ora in avanti, però, a prendersi la scena dovrà essere la squadra. Che promette in questa seconda fase di stagione di non accontentarsi e di puntare a migliorare quanto più possibile la sua classifica. Molto dipenderà anche da come i prossimi e ultimi giorni di mercato incideranno sulla consistenza di un gruppo che, come ha ribadito Zauri, ha bisogno di essere rimpinguato numericamente in alcuni ruoli. A centrocampo, in modo particolare. Lì dove sono cominciati tutti i mali di stagione del Foggia.
(Foto di Monica Carbosiero)
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