Foggia Calcio, da problema a soluzione: Emma..Lusso segna sempre lui, imprescindibile nel tridente avanzato

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Michele Emmausso è pronto a diventare il leader del Foggia del nuovo corso. Questo sembra essere il messaggio chiaro che arriva dalla prestazione del numero 90 rossonero dopo la doppietta segnata nell’ultimo turno di campionato al Benevento. Oltre ai due gol che hanno consentito ai rossoneri di strappare applausi al pubblico accorso allo Zaccheria, il fantasista napoletano ha mostrato ancor di più come dal punto di vista tecnico e della pericolosità offensiva è senza ombra di dubbio un valore aggiunto per questa squadra. 

Un bagaglio tecnico che Luciano Zauri ha intenzione di valorizzare, ancor di più adesso che la rosa sembra avviarsi verso un ridimensionamento a causa della spending review imposta dal patron Canonico.

Il tecnico marsicano ha provato a spiegare nel post-gara cosa è cambiato nell’atteggiamento di Emmausso da qualche giorno a questa parte: “Era stato l’unico a non allinearsi al nuovo corso - ha ammesso -. Poi ci siamo parlati, e improvvisamente è cambiato tutto, questi ultimi risultati ne sono la riprova.Col Benevento avrebbe potuto giocare anche terzino, sarebbe stato lo stesso. Come si è preso le critiche ora è giusto si prenda gli applausi”. Giusto così. 

Contro i sanniti, complice anche lo scacchiere tattico che lo ha riportato nel suo ruolo preferito di esterno d’attacco sinistro, Emmausso ha saputo mettere in mostra tutto il suo repertorio dal punto di vista dell’estro e nella capacità di saltare l’uomo in verticale nell’uno contro uno.

La sua propensione a calciare in porta, poi, lo rende di fatto l’unico realmente in grado di creare pericoli alla porta avversaria, considerato anche lo score degli altri compagni di reparto. Sarà anche un caso, ma dalla partenza di Vincenzo Millico alla volta di Terni è come se Emmausso si senta più libero di sprigionare la sua fantasia, che in precedenza era forse prigioniera di un’altra presenza in campo che finiva col soffocarne il raggio di azione. Quante volte Millico ed Emmausso si sono calpestati i piedi in campo…

Senza più questo dualismo tattico che nel tempo si era generato, il ragazzo di Scampia ha trovato la chiave per affrancarsi da uno spogliatoio di cui sembrava fosse diventato il principale problema. 

Di lui così parlava Modica nella scorsa stagione a Messina, dove Emmausso ha vissuto una delle stagioni più prolifiche della sua carriera: “Un rapporto nato anni fa, qualità indiscusse, più alte della categoria. Bizzarro, birichino, ma generoso. Gli abbiamo concesso e perdonato atteggiamenti per la sua bontà, ma si tratta di un calciatore di assoluto talento e 10 gol restano pochi per il calciatore che è. Ha fatto la differenza in un contesto che gli ha permesso di esprimersi al meglio. Gli voglio bene, l'ho cresciuto e il grazie va alla squadra che ha sopportato qualche sua cavolata. Gli abbiamo perdonato tanto, ma tante volte ci ha fatto divertire”. 

Croce e delizia, spesso sopra le righe nei comportamenti fuori dal campo ed eccessivo nelle giocate sul terreno di gioco per qualità e raffinatezza, Emmausso è un calciatore che vive a tutto gas anche dal punto di vista dei sentimenti, e che ama sentirsi coccolato dalla piazza e da chi lo guida. Proprio sul suo allenatore Modica disse: “Gli devo tutto, mi ha cambiato la vita, mi ha voluto alla Vibonese quando ero andato a lavorare, perché dopo Cuneo ero rimasto senza squadra e pensavo di smettere". In Calabria lo ripagò con 9 gol e 3 assist in 25 presenze, mentre nella scorsa stagione a Messina è stato uno dei principali artefici dell’ottima stagione dei peloritani con 10 reti e 3 assist. 

Poi è arrivata la scelta di Foggia nonostante ci fossero altre offerte nel corso dell’ultimo mercato estivo, ed anche in questa finestra di gennaio, con gli addetti ai lavori che già avevano previsto con largo anticipo il ridimensionamento in casa rossonera dopo che i proclami di inizio stagione erano andati in fumo già da metà ottobre.

Emmausso però è stato chiaro fin dal primo momento: ”Le voci di mercato non mi interessano, io ho scelto Foggia  e se avessi voluto fare altre scelte, le avrei già fatte. Qui sto bene e voglio togliermi belle soddisfazioni con questa maglia”. Messaggio che ha fatto passare in maniera netta anche dopo la doppietta di domenica scorsa col Benevento: “Il mister è stato bravo a trasmetterci serenità, in settimana ci siamo riuniti. In questo momento siamo questi e dobbiamo fare di necessita virtù. Le responsabilità me le sono sempre prese nella vita, poi è chiaro che nel calcio non si può fare tutto da soli”. 

Parole da leader. Che lo rimettono al centro del progetto dopo i segnali di distensione giunti a fine gara dallo Zaccheria: “Gli applausi della gente sono la cosa più bella. - ha evidenziato - Questo stadio è capace di farti venire la pelle d’oca”. 

Una tifoseria che è stata matura nel valutare e nel soppesare quelle che sono state le responsabilità dell’ennesima stagione mediocre disputata nell’era-Canonico, e che è pronta a fare quadrato con un gruppo che sembra essersi liberato da un lato di alcune presenze ingombranti anche negli equilibri dello spogliatoio, e dall’altra essersi affidato completamente alle idee del tecnico Zauri. E dal punto di vista comportamentale alle linee-guida dettate dal direttore sportivo Leone. 

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